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Art. 1578 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1578 Codice Civile

Canoni di Locazione: L’Imputazione Pagamenti Non Si Applica
Un'Azienda Inquilina ha contestato un decreto ingiuntivo per canoni di locazione non pagati, chiedendo la compensazione con danni da infiltrazioni e una riduzione del canone. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda Inquilina. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligazione di pagare i canoni di locazione, derivante da un unico contratto, è considerata un debito unitario e continuativo. Pertanto, le norme sull'imputazione pagamenti canoni locazione (Art. 1193 c.c.), che si applicano in presenza di più debiti distinti, non sono applicabili ai pagamenti rateali del canone. L'Azienda Inquilina ha perso, confermando la sua morosità e l'obbligo di pagamento.
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Nullità del lodo arbitrale: limiti al controllo dei giudici
Una società conduttrice di un immobile commerciale avvia un arbitrato contro le società locatrici per gravi difetti strutturali dell'edificio, chiedendo la risoluzione del contratto e il risarcimento danni. L'arbitro unico accerta l'inadempimento ma nega la risoluzione ritenendolo non grave, concedendo solo un indennizzo economico. La conduttrice impugna la decisione e la Corte d'Appello dichiara la nullità del lodo arbitrale per contraddittorietà logica, sciogliendo la locazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso delle locatrici. I giudici di secondo grado hanno riesaminato indebitamente le prove e il merito dei fatti, violando i limiti rigorosi fissati dalla legge per dichiarare la nullità del lodo arbitrale.
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Beni difettosi e canoni pretesi: risoluzione per inadempimento
Una società concedente ha preteso il pagamento di canoni per il noleggio di casse mobili refrigerate. La società utilizzatrice si è opposta all'ingiunzione contestando gravi difetti tecnici degli impianti che hanno causato il deterioramento delle merci trasportate. I giudici di merito hanno revocato l'ingiunzione economica e pronunciato la risoluzione per inadempimento a carico del fornitore, condannandolo a risarcire i danni per i prodotti andati distrutti. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della società concedente e ribadendo la piena legittimità della valutazione probatoria già operata nei gradi precedenti.
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Risoluzione del contratto di locazione tra agibilità e canoni
Una società commerciale prende in affitto due immobili per avviare una pasticceria. In seguito scopre che i locali risultano privi di accatastamento e di agibilità. L'inquilino interrompe il pagamento del canone e cita il proprietario per ottenere lo scioglimento dell'accordo e il risarcimento dei danni. Il proprietario risponde chiedendo a sua volta lo scioglimento per inadempimento e un'indennità di occupazione. La Corte d'Appello dà ragione al proprietario a causa del mancato pagamento dei canoni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso dell'inquilino del tutto inammissibile per vizi formali e genericità dei motivi, confermando la risoluzione del contratto di locazione a carico dell'inquilino.
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Validità del contratto di locazione: canone dovuto senza permessi
Il caso nasce dall'opposizione di un inquilino condannato a pagare i canoni arretrati per aver abbandonato un immobile commerciale senza preavviso. L'inquilino sosteneva la nullità dell'accordo per la mancanza del certificato di agibilità e dell'attestato di prestazione energetica (APE). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità del contratto di locazione. I giudici hanno chiarito che l'assenza di autorizzazioni amministrative o della certificazione energetica non rende nullo il contratto, né costituisce automaticamente un vizio della cosa locata. Tali mancanze possono configurare un inadempimento del proprietario solo se quest'ultimo si era espressamente impegnato a ottenerle o se l'ottenimento è del tutto impossibile, gravando comunque sull'inquilino l'onere di provare il danno concreto subito.
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