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Art. 157 Codice della Strada — Anno 2022

Altri anni per Art. 157 Codice della Strada

Multa autovelox banchina: perche il verbale e illegittimo
Un automobilista riceve una sanzione per eccesso di velocita rilevata da un dispositivo automatico. L automobilista impugna il verbale sostenendo che la strada e priva di una banchina idonea alla sosta di emergenza. Il Tribunale annulla la sanzione e l Ente Locale propone ricorso in Cassazione. La Suprema Corte conferma l illegittimita del verbale: se la strada e priva di una banchina con dimensioni sufficienti a garantire la sosta o il passaggio pedonale, il Prefetto non puo autorizzare l autovelox fisso senza contestazione immediata. Il giudizio si conclude con la conferma dell annullamento multa autovelox banchina.
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Nesso di Causalità: Portiera Aperta vs. Velocità Eccessiva del Motociclista
Un automobilista ha aperto improvvisamente la portiera dell'auto, costringendo un motociclista a una manovra d'emergenza che ha causato la sua caduta e il decesso. La difesa ha sostenuto che l'eccessiva velocità del motociclista e le condizioni della strada avrebbero interrotto il nesso di causalità. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha rigettato il ricorso, confermando la condanna per omicidio colposo. Ha stabilito che l'apertura imprudente della portiera è stata la causa scatenante e che la condotta della vittima non ha interrotto il nesso di causalità, poiché non ha costituito un evento autonomo e imprevedibile.
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Apertura imprudente della portiera: condanna per lesioni al ciclista
Un automobilista ha parcheggiato la propria vettura sul lato destro di una via cittadina in un'area non consentita. L'apertura imprudente della portiera anteriore sinistra ha causato la caduta di un ciclista sopraggiunto nello stesso momento. Il pedale destro della bicicletta ha urtato lo sportello e il ciclista ha riportato lesioni gravi. La Corte di Appello ha confermato la condanna dell'automobilista per lesioni colpose stradali. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove e la mancata presenza di testimoni oculari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista. I giudici hanno confermato la responsabilità penale basandosi sulle perizie dei danni materiali e sui rilievi tecnici degli agenti accertatori, condannando l'automobilista alle spese e a un versamento alla Cassa delle ammende.
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Sosta sulla corsia di emergenza e tamponamento: la condanna
Un camionista ha arrestato il proprio autocarro sul margine destro di una strada statale priva di corsia di emergenza alle prime ore del mattino, occupando parzialmente la corsia di marcia e senza attivare alcun dispositivo luminoso di segnalazione. Un automobilista sopraggiunto nello stesso senso di marcia ha tamponato il veicolo ed è deceduto. Il conducente del mezzo pesante ha invocato la scriminante del malessere improvviso per bisogno fisiologico, sostenendo la liceità della sosta sulla corsia di emergenza. I giudici di merito hanno confermato la condanna per omicidio colposo stradale con concorso di colpa della vittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del camionista, condannandolo alle spese e al pagamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Sosta con ticket scaduto: la Cassazione conferma la multa
L'Automobilista ha impugnato la multa ricevuta per aver lasciato l'auto sulle strisce blu oltre l'orario pagato. Sosteneva che la sosta con ticket scaduto non fosse un'infrazione stradale, ma un semplice inadempimento contrattuale da sanare pagando la differenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la sosta con ticket scaduto configura un vero e proprio illecito amministrativo ai sensi del Codice della Strada. La sosta a pagamento su suolo pubblico è infatti un atto di regolamentazione del traffico volto a favorire la rotazione dei veicoli. Di conseguenza, chi prolunga il parcheggio senza pagare la tariffa aggiuntiva viola le regole comunali ed è soggetto alla sanzione pecuniaria, escludendo la natura puramente privatistica del rapporto.
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Verbale di accertamento: quando la ricostruzione non fa fede
L'Automobilista riceveva una sanzione amministrativa per violazione del Codice della Strada a seguito di un incidente. Il Tribunale rigettava il ricorso, ritenendo che il verbale di accertamento facesse piena prova (fede privilegiata) anche sulla dinamica del sinistro, non essendo stata proposta una querela di falso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Automobilista, stabilendo che il verbale di accertamento fa piena prova fino a querela di falso solo per i fatti avvenuti alla presenza del pubblico ufficiale o da lui compiuti. Le ricostruzioni della dinamica dell'incidente basate su deduzioni o dichiarazioni di terzi non godono di questa protezione speciale e possono essere contestate con normali prove. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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