LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1559 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 1559 Codice Civile

Fideiussione consumatore: quando la garanzia è valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 34387/2024, ha stabilito che i soci e amministratori di una società che prestano una garanzia personale per i debiti della stessa non possono essere qualificati come consumatori. Di conseguenza, non possono invocare la nullità delle clausole per presunta vessatorietà ai sensi del Codice del Consumo. La Corte ha respinto il ricorso, sottolineando che il collegamento funzionale con l'attività imprenditoriale della società garantita esclude l'applicazione della disciplina sulla fideiussione consumatore.
Continua »
Fattura di conguaglio tardiva: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'utente contro una società energetica per una cospicua fattura di conguaglio emessa a distanza di tempo dalla chiusura del contratto. La Corte ha respinto i motivi di ricorso in quanto miravano a un riesame dei fatti, inammissibile in sede di legittimità, e perché si era verificata la cosiddetta 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti. La decisione sottolinea i rigorosi limiti procedurali del ricorso in Cassazione.
Continua »
Contratto di somministrazione: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto di somministrazione e una serie di singole compravendite. In assenza di una predeterminazione del fabbisogno del cliente, anche un rapporto di fornitura duraturo viene qualificato come una successione di contratti di vendita distinti. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi con cui la società ricorrente cercava di ottenere una rivalutazione dei fatti, confermando la decisione della Corte d'Appello e accogliendo invece il ricorso incidentale sulle spese legali.
Continua »
Tariffa forfettaria acqua: a chi spetta la prova?
Un condominio ha contestato la tariffa forfettaria acqua applicata dal comune, chiedendo il rimborso delle somme pagate in eccesso. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'onere della prova sui consumi effettivi spetta sempre al gestore del servizio idrico, anche quando è l'utente ad avviare la causa per contestare il debito. Inoltre, il semplice pagamento delle bollette non costituisce un'accettazione tacita del metodo di fatturazione a forfait. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione e rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Giudizio di equità: no per bollette acqua e servizi
Un cittadino ha contestato un'ingiunzione per una bolletta idrica non pagata, eccependo la prescrizione. Il Giudice di Pace ha accolto l'opposizione. Il Tribunale, in appello, ha ritenuto il ricorso inammissibile, qualificando la prima decisione come un "giudizio di equità" dato il basso valore della causa. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che le controversie su servizi pubblici, derivanti da contratti di massa e riguardanti diritti indisponibili, devono sempre essere decise secondo diritto, rendendo l'appello pienamente ammissibile.
Continua »
Consumi idrici anomali: obblighi dell’utente
Un utente ha contestato una bolletta per consumi idrici anomali dovuti a un guasto nel suo impianto privato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la responsabilità ricade sull'utente per mancata manutenzione del proprio impianto. La Corte ha ritenuto non abusiva la clausola che esonera la società fornitrice dall'obbligo di avviso, poiché il guasto era facilmente verificabile e la negligenza dell'utente era la causa dirimente del danno.
Continua »