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Art. 152 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Remissione di querela: reato estinto ma le spese restano
Nel caso in esame, l'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di minaccia. Successivamente alla sentenza di appello, la Persona Offesa ha deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha formalmente accettato questa decisione. La Corte di Cassazione ha quindi pronunciato l'annullamento senza rinvio della condanna precedente. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato. Tuttavia, in mancanza di un accordo diverso tra le parti, le spese del procedimento giudiziario sono state poste interamente a carico dell'Imputato, come previsto dalla legge processuale penale.
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Remissione di querela: la pace tra le parti cancella la condanna
Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato dal difensore del Cittadino contro una sentenza di condanna emessa in appello. Durante il giudizio di legittimità, la difesa ha depositato il verbale contenente la formale remissione di querela da parte della persona offesa e la contestuale accettazione da parte dell'imputato. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Il reato è stato dichiarato estinto proprio in virtù della intervenuta remissione di querela, ponendo le spese del procedimento a carico del querelato, come previsto dalla normativa vigente.
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Remissione della querela: evita la condanna ma paga le spese
Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di truffa, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. Durante il giudizio di legittimità, la difesa ha depositato la documentazione attestante che la persona offesa ha effettuato la remissione della querela e che l'imputato l'ha formalmente accettata. Poiché la truffa è un reato procedibile a querela di parte, la Suprema Corte ha rilevato l'estinzione del reato. Non sussistendo i presupposti per un proscioglimento nel merito, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata. L'imputato ha evitato la condanna penale, ma è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: salva un furto ma non gli altri
Quattro imputati sono stati condannati per diversi furti aggravati con destrezza nei supermercati. Con l'entrata in vigore della Riforma Cartabia, tali reati sono diventati procedibili a querela. Per uno dei furti, la vittima ha effettuato la remissione di querela, formalmente accettata dalla difesa. Per gli altri episodi vi erano solo denunce, ma i ricorsi degli imputati erano inammissibili nel merito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela prevale sull'inammissibilità del ricorso, estinguendo il relativo reato. Al contrario, la sopravvenuta improcedibilità per mancanza di querela soccombe di fronte all'inammissibilità dell'impugnazione. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la condanna solo per il furto oggetto di remissione, confermando le restanti condanne.
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Remissione di querela per furto: la condanna viene annullata
L'Imputata era stata condannata nei precedenti gradi di giudizio per furto aggravato con destrezza. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, l'entrata in vigore della Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità del reato, rendendolo procedibile a querela di parte anziché d'ufficio. Avendo la persona offesa presentato formale remissione di querela, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per sopravvenuta carenza della condizione di procedibilità. L'Imputata è stata comunque condannata al pagamento delle spese del processo.
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Remissione di querela: stop al processo ma spese agli imputati
Tre imputati hanno proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di condanna della Corte d'appello. Durante il giudizio di legittimità, la persona offesa ha presentato una formale remissione di querela, che è stata regolarmente accettata dai ricorrenti. La Suprema Corte ha rilevato la presenza di tutti i requisiti di legge per l'estinzione del reato. Di conseguenza, i giudici hanno disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Le spese del procedimento penale sono state poste a carico degli imputati querelati, come previsto dalla legge processuale.
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Condanna per lesioni cancellata dalla remissione di querela
Un cittadino, precedentemente condannato dal Giudice di Pace per il reato di lesione personale, ha proposto ricorso per Cassazione. Successivamente, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela tramite il proprio difensore. L'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando estinto il reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato, come previsto dalla legge in caso di accettazione della remissione.
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La remissione di querela cancella la condanna pur col ricorso errato
Due imputati sono stati condannati per il reato di lesioni personali. Hanno proposto ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove testimoniali operata dal giudice d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso, basato su vizi di motivazione per un reato di competenza del Giudice di pace, sarebbe stato inammissibile. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata. La Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta prima della decisione definitiva, estingue il reato e prevale sulla stessa inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del procedimento a carico degli imputati.
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Remissione di querela: salva anche con ricorso inammissibile
L'Imputata era stata condannata per il reato di furto. Contro la sentenza d'appello ha proposto ricorso in Cassazione. Nonostante i motivi di ricorso fossero giudicati inammissibili o infondati, la Suprema Corte ha rilevato che, durante la pendenza del giudizio di legittimità, era intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'Imputata. Secondo il principio di diritto consolidato, la remissione di querela cancella il reato anche se il ricorso presenta profili di inammissibilità, purché sia stato presentato nei termini di legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato e ponendo le spese processuali a carico dell'Imputata.
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Remissione di querela: come cancella la condanna per furto
L'Imputato era stato condannato per tre furti pluriaggravati. Successivamente alla sentenza d'appello, le vittime hanno deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso in Cassazione per far valere la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che è possibile ricorrere al solo fine di depositare la revoca della querela intervenuta dopo la condanna ma prima della scadenza dei termini di impugnazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato, in mancanza di un accordo diverso con le vittime.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per furto. Tuttavia, prima della scadenza del termine per presentare il ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha effettuato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è pienamente ammissibile anche se proposto al solo scopo di far valere la remissione di querela avvenuta dopo la sentenza d'appello. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Le spese del processo sono state poste a carico dell'Imputato, in assenza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per furto viene cancellata
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per il reato di furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo effetto prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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Remissione di querela: condanna per furto annullata dalla Riforma
Un individuo, condannato per furto aggravato, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede in una recente modifica legislativa (Riforma Cartabia) che ha reso quel tipo di reato perseguibile solo su querela della vittima. Poiché la persona offesa ha ritirato la sua denuncia, attraverso una remissione di querela accettata dall'imputato, il reato è stato dichiarato estinto. La Cassazione ha quindi cancellato la condanna, ponendo però le spese processuali a carico dell'imputato che ha accettato la remissione.
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Remissione di querela: reato estinto, ma le spese restano
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito di una remissione di querela. La persona che aveva sporto la denuncia ha deciso di ritirarla e gli imputati hanno accettato. Questo accordo ha portato all'estinzione del reato, rendendo la condanna precedente senza effetto. La Corte ha stabilito un principio importante: anche se il procedimento penale si chiude a favore degli imputati, le spese processuali restano a loro carico. La decisione chiarisce che la fine del processo per volontà delle parti non elimina i costi già sostenuti per la giustizia.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito di un accordo tra le parti. Durante il processo, la persona offesa ha ritirato la propria denuncia e l'imputato ha accettato. Questo atto, noto come remissione di querela, ha causato l'estinzione del reato, ponendo fine al procedimento. Nonostante l'annullamento della condanna, la Corte ha stabilito che le spese processuali restano a carico dell'imputato. La decisione chiarisce che l'accordo tra le parti può chiudere un processo penale, ma non cancella necessariamente tutti i costi associati.
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Remissione di querela: condannate per molestie, poi prosciolte
Due persone, già condannate a una pena pecuniaria per il reato di molestie, vedono la loro sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta avviene grazie a due fattori decisivi: una nuova legge che ha reso il reato perseguibile solo su querela e la successiva decisione della vittima di ritirare la propria denuncia. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, anche se avvenuta durante l'ultimo grado di giudizio, è sufficiente a estinguere il reato. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come la volontà della persona offesa possa determinare l'esito di un processo penale.
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Truffa: Condanna Annullata per Remissione di Querela, ma non i Costi
Un uomo, già condannato per truffa nei primi due gradi di giudizio, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta non arriva da un'assoluzione nel merito, ma dall'intervento della vittima che, prima della decisione finale, ritira la querela. L'imputato accetta la remissione. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del reato per remissione di querela. La condanna viene cancellata, ma l'imputato è comunque tenuto a pagare le spese del procedimento. La sentenza dimostra come la volontà della persona offesa possa essere decisiva per chiudere un processo penale.
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Condannato per truffa, ma la remissione di querela annulla tutto
Un soggetto, già condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo non è un errore nel giudizio, ma un evento successivo: la vittima del reato ha deciso di ritirare la propria denuncia. L'imputato ha accettato questa decisione. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, un atto che pone fine al procedimento penale per determinate tipologie di illeciti. La condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come un accordo tra le parti possa risolvere la vicenda anche dopo una sentenza di colpevolezza.
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Remissione di Querela: Condanna Annullata, ma Spese da Pagare
Un imputato, condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione è arrivata dopo che la persona offesa ha ritirato la denuncia. Questo atto, noto come remissione di querela, è stato accettato dall'imputato e ha portato all'estinzione del reato. La Corte ha quindi cancellato la condanna in modo definitivo. Tuttavia, ha stabilito un principio importante: nonostante l'esito favorevole, l'imputato è stato condannato a pagare tutte le spese del processo. La vicenda chiarisce che la fine del procedimento non cancella i costi sostenuti dalla giustizia.
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Remissione di querela: condannati per minaccia, prosciolti in Cassazione
Due persone, condannate per il reato di minaccia, hanno fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha deciso di ritirare la sua denuncia. Gli imputati hanno accettato formalmente questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se accettata, estingue il reato. Questo principio prevale su ogni altra valutazione, anche in fase di ricorso finale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. Gli imputati sono stati condannati solo al pagamento delle spese processuali.
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