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Art. 1510 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 1510 Codice Civile

Vendita estera e furto: niente non imponibilità IVA esportazioni
Un'azienda italiana ha venduto merci a un cliente estero statunitense applicando il regime di non imponibilità IVA esportazioni. Durante il trasporto in Italia verso la dogana di uscita, alcuni ignoti hanno rubato il carico. Il cliente estero ha pagato comunque la fornitura. L'Agenzia delle Entrate ha recuperato l'IVA contestando la perdita del beneficio fiscale per mancata uscita dei beni dall'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Erario. I giudici hanno stabilito che l'uscita fisica dei beni dal territorio unionale rappresenta un presupposto inderogabile per la non imponibilità. Poiché la cessione era perfezionata e pagata, il furto non cancella l'operazione ma la trasforma in cessione interna ordinariamente imponibile.
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Principio di competenza: il fisco vince contro i costi ritardati
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società in liquidazione l'errata imputazione temporale di alcuni costi e la deduzione di perdite su crediti ceduti con formula pro solvendo. La società riteneva di poter flessibilizzare l'imputazione dei costi in assenza di danno erariale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, ribadendo che il principio di competenza è un criterio inderogabile per la determinazione del reddito d'impresa. Il contribuente non può scegliere arbitrariamente l'anno in cui registrare un costo. Inoltre, le perdite su crediti pro solvendo sono deducibili solo se si dimostra un effettivo e rigoroso rischio di insolvenza. La sentenza d'appello favorevole alla società è stata quindi cassata con rinvio.
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Principio di competenza fiscale e data della consegna
Una società è stata oggetto di un accertamento fiscale per ricavi che, secondo l'Amministrazione Finanziaria, dovevano essere tassati nel 2009 anziché nel 2008. La controversia verteva sull'applicazione del principio di competenza fiscale. La società sosteneva la competenza del 2008 sulla base di un accordo di vendita di fine anno, ma la consegna fisica dei beni era avvenuta nel 2009. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per i beni mobili, il momento fiscalmente rilevante per la registrazione dei ricavi è la data della consegna fisica o della spedizione, non la data della stipula del contratto. La sentenza ha quindi annullato la decisione del giudice di merito, riaffermando la natura inderogabile delle regole sull'imputazione temporale dei componenti di reddito.
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Frode carosello: la Cassazione sui crediti IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29292/2025, si è pronunciata su un complesso caso di frode carosello, confermando l'indetraibilità dell'IVA per una società pienamente consapevole di partecipare a un sistema fraudolento. L'ordinanza chiarisce anche l'applicazione delle sanzioni per l'indebita compensazione di crediti IVA inesistenti, annullandole per un'annualità a seguito dell'annullamento definitivo dell'accertamento presupposto e rinviando alla commissione tributaria regionale per un'altra annualità, al fine di applicare il principio del 'favor rei', ovvero la sanzione più favorevole al contribuente tra quelle succedutesi nel tempo.
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