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Art. 1497 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1497 Codice Civile

Cessione d’azienda: il silenzio sul contratto di locazione e l’inadempimento
Un Acquirente ha acquistato un'azienda, ma ha poi scoperto che il contratto di locazione dell'immobile aziendale era già risolto. Ha chiesto la risoluzione del contratto di cessione d'azienda e il risarcimento danni per inadempimento. I giudici di merito hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Acquirente. Ha cassato la sentenza d'appello. Ha rilevato una mancata motivazione sull'ammissibilità della prova testimoniale. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. Questo sottolinea l'importanza di una corretta valutazione delle prove.
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Risoluzione del contratto per inadempimento: fuoristrada idoneo
Un acquirente compra un fuoristrada da un'azienda, convinto che il peso consenta la guida con patente B. Successivamente, lamentando difformità sulla tara rilevate dalla Motorizzazione, chiede la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento dei danni. I giudici di merito rigettano la domanda: il veicolo rispetta il limite di peso massimo pattuito di 3.500 kg ed è autorizzato a circolare. La Corte di Cassazione conferma la decisione, escludendo l'ipotesi di consegna di un bene completamente diverso (aliud pro alio). La Suprema Corte rigetta anche il ricorso dell'azienda sulle spese legali, confermando la compensazione per reciproca soccombenza. L'acquirente perde definitivamente la causa.
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Vendita aliud pro alio: no alla revoca se il vizio è sanabile
Un acquirente chiede la risoluzione del contratto di acquisto di un appartamento privo di abitabilità, invocando la vendita aliud pro alio. Dopo che la Corte d'Appello e la Cassazione rigettano la domanda ritenendo il difetto facilmente superabile, l'acquirente propone ricorso per revocazione. Sostiene che la Cassazione abbia ignorato la memoria della Procura Generale e valutato erroneamente i documenti. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso: la revocazione non può essere usata per contestare errori di diritto o di valutazione del giudice, ma solo sviste materiali su fatti oggettivi. L'acquirente perde la causa e viene condannato a pagare le spese legali.
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Cessione d’azienda vizi immobile: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato un'azienda per la somministrazione di alimenti e bevande, chiedendo la risoluzione del contratto per i vizi dell'immobile in cui si svolgeva l'attività. La Corte ha stabilito che, essendo il contratto di locazione dell'immobile stipulato separatamente tra l'acquirente e un terzo proprietario, il venditore dell'azienda (cedente) non può essere ritenuto responsabile per l'inidoneità o i vizi dei locali. Questa decisione chiarisce la distinzione tra il contratto di cessione d'azienda e il contratto di locazione ad esso collegato, confermando che i vizi dell'immobile non possono essere imputati al cedente dell'azienda se non è anche il locatore.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia ferma il processo
Una società di gestione aveva impugnato una decisione della Corte d'Appello relativa a una complessa controversia su contratti di servizio e garanzie immobiliari. Tuttavia, prima della decisione finale, la parte ricorrente ha ritirato il proprio appello. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito della questione. La Corte ha inoltre precisato un principio importante: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità professionale avvocato in un caso di compravendita immobiliare. Se il cliente è a conoscenza di fatti cruciali (come la non abitabilità di una soffitta), e questa consapevolezza non viene contestata in appello, l'avvocato non può essere ritenuto responsabile per l'esito negativo della causa. L'ordinanza sottolinea l'importanza di formulare motivi di impugnazione specifici contro ogni autonoma ragione della decisione del giudice.
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Agibilità immobile locato: obblighi del locatore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società conduttrice che aveva sospeso il pagamento dei canoni per la mancata consegna del certificato di agibilità. Secondo la Corte, in assenza di patti contrari o vizi strutturali dell'immobile, l'onere di ottenere i titoli amministrativi per l'esercizio dell'attività commerciale ricade sul conduttore, rendendo ingiustificata l'interruzione dei pagamenti.
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Cessione contratto di leasing: chi può agire?
Un utilizzatore aveva stipulato un contratto di leasing per un'auto di lusso rivelatasi difettosa. Dopo aver intentato causa, ha ceduto il contratto a un terzo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che a seguito della cessione del contratto di leasing, l'utilizzatore originario perde la legittimazione ad agire per la risoluzione, poiché l'intera posizione contrattuale, con diritti e doveri, si trasferisce al nuovo soggetto (cessionario). La Corte ha inoltre rigettato le doglianze sulla nullità del contratto per omessa indicazione del TAEG e del diritto di recesso, ritenendole infondate.
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