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Art. 1497 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1497 Codice Civile

Calcestruzzo Difettoso: la Cassazione rimette la risoluzione contratto
Un Committente ha ottenuto la risoluzione contratto per inadempimento contro un Fornitore di calcestruzzo a causa di difetti nel materiale. Il Fornitore ha fatto ricorso in Cassazione, contestando l'interpretazione contrattuale, la ripartizione degli oneri probatori e l'influenza dell'abusività dell'opera sul risarcimento. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha rimesso la causa alla Pubblica Udienza della Seconda Sezione Civile per un approfondimento, indicando la complessità delle questioni.
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Posti Auto Inaccessibili: La Cassazione Conferma la Vendita Aliud Pro Alio
Un venditore ha ceduto un appartamento e due posti auto. Gli acquirenti hanno lamentato l'assenza di accesso carraio ai posti auto, chiedendo la riduzione del prezzo e il risarcimento danni. Il Tribunale aveva respinto la domanda, ma la Corte d'Appello ha accolto il gravame, riconoscendo una Vendita aliud pro alio per i posti auto e condannando il venditore a rimborsare il prezzo e risarcire i danni. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del venditore, confermando la decisione d'Appello, poiché il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il venditore dovrà pagare le spese legali.
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Garanzia per vizi della compravendita: stop ai ricorsi tardivi
Un compratore acquista tra il 2002 e il 2005 sette volumi e un quadro presentati come pezzi esclusivi e di pregio artistico. Anni dopo, scopre tramite perizie e notizie di stampa che le opere sono prive del valore promesso. Nel settembre 2011 invia la prima contestazione formale alla società venditrice e promuove una causa per ottenere lo scioglimento degli acquisti e la restituzione delle somme versate. La Corte di Cassazione respinge integralmente le richieste dell'acquirente. I giudici evidenziano che la garanzia per vizi della compravendita impone la denuncia entro otto giorni dalla scoperta e stabilisce la prescrizione dell'azione entro un anno dalla consegna materiale dei beni. Il ritardo pluriennale preclude ogni tutela legale, lasciando a carico dell'acquirente le spese di giudizio.
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Vendita di aliud pro alio: stop al pagamento di merce diversa
Una società agricola fornitrice ottiene un decreto ingiuntivo per pretendere il pagamento di una grossa fornitura di pomodori. L'azienda acquirente si oppone e contesta la merce, dimostrando di aver ordinato la varietà pregiata 'pera d'Abruzzo' e di aver invece ricevuto la varietà 'perbruzzo'. I giudici di merito revocano l'ingiunzione di pagamento, riconoscendo una vendita di aliud pro alio, ossia la fornitura di un bene del tutto differente da quello pattuito. La Corte di Cassazione conferma integralmente la decisione e dichiara inammissibile il ricorso della venditrice: l'errore materiale del giudice nell'usare il termine 'piantine' non sana la totale difformità del prodotto consegnato rispetto agli accordi contrattuali.
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Vendita aliud pro alio: quando il difetto non è un inganno
Gli Acquirenti di un immobile riscontravano gravi difformità nell'impianto di riscaldamento rispetto a quanto certificato dalla ditta installatrice e dal geometra. Avviavano un accertamento tecnico e poi una causa per ottenere il risarcimento dei danni. I giudici di merito rigettavano la domanda, ritenendo i difetti semplici vizi redibitori ormai prescritti, escludendo l'ipotesi di vendita aliud pro alio poiché l'immobile possedeva l'abitabilità e la classe energetica pattuita. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli Acquirenti, confermando che le contestazioni tardive sulle responsabilità professionali costituiscono domande nuove inammissibili in appello e che non si trattava di vendita aliud pro alio, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio.
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Termine di decadenza: impianto difettoso ma denuncia tardiva
Gli Acquirenti hanno acquistato un impianto fotovoltaico dalla Società Venditrice, scoprendo in seguito che produceva meno energia del pattuito. Hanno quindi chiesto la risoluzione del contratto e del collegato finanziamento con la Banca. I giudici di merito hanno rigettato la domanda poiché gli acquirenti hanno denunciato il difetto oltre il termine di decadenza di due mesi dalla scoperta, previsto dal Codice del Consumo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso. La Corte ha chiarito che stabilire il momento esatto in cui l'acquirente acquisisce la consapevolezza del vizio costituisce un accertamento di fatto riservato ai giudici di merito. Di conseguenza, la denuncia tardiva comporta la perdita del diritto alla garanzia, rendendo definitivo il superamento del termine di decadenza.
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Vendita aliud pro alio: casa senza agibilità, contratto annullato
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per mancanza del certificato di agibilità. La Corte ha stabilito che non si trattava di una semplice assenza documentale, ma dell'impossibilità di ottenere l'agibilità senza importanti e incerti lavori di adeguamento. Questa condizione rende l'immobile funzionalmente diverso da quello promesso, configurando un'ipotesi di vendita aliud pro alio. Di conseguenza, il contratto è stato sciolto, con l'obbligo per i venditori di restituire il prezzo e risarcire il danno. La venditrice ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Difformità Classe Energetica: Immobile Venduto, Contratto Violato?
Una società venditrice è stata citata in giudizio da un'acquirente per aver venduto un immobile con una classe energetica inferiore a quella dichiarata nel rogito. I tribunali di merito avevano dato ragione all'acquirente, riconoscendo l'inadempimento contrattuale. La società ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha emesso una decisione finale. Ha ritenuto la questione sulla qualificazione giuridica della difformità classe energetica troppo complessa e di principio per una trattazione semplificata. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La sentenza finale stabilirà un importante precedente.
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Aliud pro alio: risoluzione contratto e termini legali
Una società agricola è stata condannata per aver consegnato semi di uva bianca da tavola invece della varietà di uva rossa da vino richiesta dall'acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato che tale errore integra la fattispecie di Aliud pro alio, rendendo inapplicabili i termini brevi di decadenza e prescrizione previsti per i vizi della cosa venduta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché contestava valutazioni di merito già confermate in appello e per la corretta qualificazione giuridica dell'inadempimento come risoluzione contrattuale ordinaria.
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