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Art. 1492 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1492 Codice Civile

Posti Auto Inaccessibili: La Cassazione Conferma la Vendita Aliud Pro Alio
Un venditore ha ceduto un appartamento e due posti auto. Gli acquirenti hanno lamentato l'assenza di accesso carraio ai posti auto, chiedendo la riduzione del prezzo e il risarcimento danni. Il Tribunale aveva respinto la domanda, ma la Corte d'Appello ha accolto il gravame, riconoscendo una Vendita aliud pro alio per i posti auto e condannando il venditore a rimborsare il prezzo e risarcire i danni. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del venditore, confermando la decisione d'Appello, poiché il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il venditore dovrà pagare le spese legali.
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Garanzia per vizi della compravendita: stop ai ricorsi tardivi
Un compratore acquista tra il 2002 e il 2005 sette volumi e un quadro presentati come pezzi esclusivi e di pregio artistico. Anni dopo, scopre tramite perizie e notizie di stampa che le opere sono prive del valore promesso. Nel settembre 2011 invia la prima contestazione formale alla società venditrice e promuove una causa per ottenere lo scioglimento degli acquisti e la restituzione delle somme versate. La Corte di Cassazione respinge integralmente le richieste dell'acquirente. I giudici evidenziano che la garanzia per vizi della compravendita impone la denuncia entro otto giorni dalla scoperta e stabilisce la prescrizione dell'azione entro un anno dalla consegna materiale dei beni. Il ritardo pluriennale preclude ogni tutela legale, lasciando a carico dell'acquirente le spese di giudizio.
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Garanzia per vizi occulti: l’uso dell’auto cancella le prove
Un acquirente compra un veicolo che presenta diversi difetti, tra cui problemi al cambio e alle luci. L'acquirente chiede la riduzione del prezzo per attivare la garanzia per vizi occulti. La Corte d'Appello rigetta la domanda: alcuni difetti erano palesi e facilmente visibili, mentre per il difetto al cambio manca la prova che esistesse già al momento della consegna. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. L'acquirente avrebbe dovuto richiedere un accertamento tecnico preventivo prima che l'uso del veicolo aggravasse l'usura del cambio, disperdendo la prova. L'acquirente perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Amianto sul tetto: garanzia per vizi della cosa venduta negata
Gli Acquirenti di un immobile citano in giudizio i Venditori chiedendo una riduzione del prezzo a causa della presenza di amianto sul tetto, non segnalata al momento dell'acquisto. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli Acquirenti. I giudici chiariscono che, in tema di garanzia per vizi della cosa venduta, spetta interamente all'acquirente l'onere di provare l'esistenza del difetto. Nel caso specifico, la legge regionale non impone la rimozione automatica dell'amianto, a meno che non superi un determinato indice di degrado. Non avendo gli Acquirenti fornito la prova di tale pericolosità, la domanda di risarcimento viene respinta, confermando la vittoria dei Venditori.
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Riduzione del prezzo per ipoteca: la Cassazione riapre il caso
Un acquirente firma un contratto preliminare per l'acquisto di un immobile, scoprendo successivamente la presenza di due ipoteche sul bene. L'acquirente chiede al giudice il trasferimento della proprietà e la contestuale riduzione del prezzo per ipoteca. I giudici di merito ordinano il trasferimento della proprietà subordinandolo al pagamento del prezzo pieno, limitandosi a ricordare l'obbligo del venditore di cancellare i gravami. L'acquirente ricorre in Cassazione, lamentando la mancata valutazione dell'impatto economico delle ipoteche sul valore del bene. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione, non respinge il ricorso ma decide di rimettere la causa alla pubblica udienza della seconda sezione civile per un esame approfondito.
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Garanzia per vizi: l’opera completata cancella il risarcimento
L'Acquirente ha acquistato dal Fornitore dei materiali in calcestruzzo per realizzare un capannone industriale. Successivamente, ha richiesto un risarcimento milionario lamentando gravi difetti strutturali e l'assenza di certificazioni. Tuttavia, l'Acquirente ha continuato a utilizzare i materiali e ha ultimato la costruzione senza prima richiedere una perizia urgente per cristallizzare lo stato dei luoghi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Acquirente, confermando la perdita della garanzia per vizi. Poiché l'edificio era ormai completato, il consulente tecnico non ha potuto accertare l'effettiva presenza dei difetti originari. Di conseguenza, l'Acquirente ha perso la causa per non aver fornito la prova del danno, venendo condannato anche al pagamento delle spese processuali.
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Errore revocatorio e vizi della casa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la decisione che rifiutava la revocazione di una sentenza di risoluzione contrattuale. Il venditore contestava la presenza di gravi vizi in un immobile fatiscente, sostenendo che i giudici avessero commesso un errore sulla residenza degli acquirenti. La Suprema Corte ha chiarito che non si configura un errore revocatorio quando la contestazione riguarda la valutazione delle prove o l'interpretazione dei fatti compiuta dal giudice, ma solo quando vi è una svista materiale su un fatto non controverso. Pertanto, l'eventuale residenza degli acquirenti non cancella i gravi difetti strutturali dell'immobile, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento del venditore.
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Riconoscimento vizi del venditore: come salva la garanzia scaduta
Un'Azienda acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, lamentando vizi su una partita di merce precedente e chiedendo di compensare i debiti. Il venditore eccepiva la prescrizione della garanzia, essendo passato più di un anno. La Cassazione ha però chiarito un punto fondamentale: il riconoscimento vizi del venditore interrompe la prescrizione. Se il venditore ammette, anche implicitamente, l'esistenza dei difetti, il termine di un anno per agire in giudizio si ferma e ricomincia a decorrere. La Corte ha quindi dato ragione all'Azienda acquirente, stabilendo che la sua richiesta di garanzia era ancora valida proprio grazie a tale riconoscimento.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società fornitrice ha impugnato una sentenza d'appello riguardante un contratto di fornitura e l'inidoneità della merce. Dopo aver avviato il giudizio di legittimità, le parti hanno optato per una rinuncia al ricorso concordata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità dell'accordo transattivo e la compensazione delle spese legali.
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