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Art. 1492 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1492 Codice Civile

Risoluzione del contratto per inadempimento: vince l’acquirente
Un acquirente ha richiesto la risoluzione del contratto per inadempimento dopo aver acquistato un fuoristrada usato affetto da gravi vizi al motore. La società venditrice ha trattenuto il mezzo per sette mesi eseguendo riparazioni senza successo. La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione del contratto, stabilendo che spetta al venditore dimostrare che le riparazioni effettuate abbiano effettivamente eliminato i difetti. Inoltre, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'acquirente sul rimborso del contributo unificato, chiarendo che tale tassa giudiziaria grava sempre sulla parte soccombente per legge, anche se manca l'attestazione fisica del pagamento nel fascicolo d'ufficio. Di conseguenza, l'acquirente vince la causa, ottenendo la restituzione del prezzo d'acquisto, il risarcimento delle spese assicurative e il rimborso integrale delle tasse giudiziarie.
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Garanzia per vizi nella compravendita: la lettera ferma la scadenza
Due acquirenti acquistano un appartamento riscontrando gravi difetti costruttivi, tra cui infiltrazioni e piastrelle difettose. Gli acquirenti inviano una lettera di contestazione all'impresa costruttrice entro i termini, per poi avviare la causa. L'impresa eccepisce la prescrizione, sostenendo che una semplice lettera non possa interrompere il termine annuale per avviare l'azione giudiziaria. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'impresa. I giudici confermano che la garanzia per vizi nella compravendita può essere salvaguardata anche tramite una contestazione scritta inviata fuori dal tribunale (atto stragiudiziale). Di conseguenza, l'impresa viene condannata a pagare le spese per le riparazioni e a restituire parte del prezzo pagato per la perdita di valore dell'immobile.
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Riduzione del prezzo: l’errore che costa caro al compratore
Il Compratore acquista un immobile dall'Azienda Costruttrice e ne chiede la nullità per difformità urbanistiche o, in subordine, la riduzione del prezzo. Il Tribunale dichiara nullo il contratto. In appello, l'Azienda fallisce e la Curatela accetta la sentenza. Il Compratore, preso atto di una nuova sentenza della Cassazione che esclude la nullità per tali abusi, rinuncia alla nullità e chiede la riduzione del prezzo solo nella comparsa conclusionale. La Corte d'appello dichiara inammissibile l'impugnazione. La Cassazione conferma: la richiesta di riduzione del prezzo è tardiva perché presentata per la prima volta negli scritti finali dell'appello, senza un regolare appello incidentale. Il Compratore perde il ricorso e viene condannato per lite temeraria.
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Garanzia per vizi della cosa venduta: la riparazione salva l’acquirente
Un acquirente acquista un termo-camino che presenta gravi difetti di funzionamento. A fronte della richiesta di pagamento, l'acquirente si oppone e chiede la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni al venditore. Il Tribunale accoglie la domanda, dichiarando risolto il contratto e condannando il venditore al risarcimento. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, rigettando i ricorsi del venditore e del fornitore. La Suprema Corte ribadisce che la garanzia per vizi della cosa venduta spetta all'acquirente, il quale deve provare i difetti. Tuttavia, se il venditore compie attività di riparazione, riconosce tacitamente i vizi per fatti concludenti. Questo comportamento esonera l'acquirente dall'onere della denuncia tempestiva e interrompe i termini di prescrizione annuale dell'azione legale.
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Macchinario difettoso: no al risarcimento dei costi accessori
Un'impresa acquista un macchinario industriale che si rivela difettoso. Ottiene la risoluzione del contratto e un primo risarcimento, ma chiede anche il rimborso dei costi per l'affitto di un magazzino e per l'installazione. La sua richiesta viene respinta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, stabilendo un principio chiave sul nesso causale risarcimento danni: i costi accessori, che l'acquirente avrebbe comunque dovuto sostenere anche se il macchinario fosse stato perfetto, non sono rimborsabili. La valutazione di questo legame è una questione di fatto, decisa dai giudici di merito e non modificabile in Cassazione.
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Vizi dell’immobile venduto: risarcimento garantito anche senza annullare l’atto
Un acquirente compra un'abitazione che si rivela affetta da gravi difetti e priva del certificato di agibilità a causa di inadempienze della società venditrice. L'acquirente chiede il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società venditrice, stabilendo un principio fondamentale: l'azione per ottenere il risarcimento per i vizi dell'immobile venduto è autonoma. L'acquirente può richiederla sia in alternativa sia insieme alla richiesta di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo. La colpa del venditore fonda il diritto dell'acquirente a essere pienamente compensato per tutti i danni subiti, inclusa la perdita di valore dell'immobile. L'acquirente ha quindi vinto la causa, ottenendo il risarcimento.
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Garanzia auto usata: guasto è usura, il venditore non paga
Un acquirente chiede di annullare l'acquisto di un'auto usata a causa di un difetto al differenziale manifestatosi subito dopo la vendita. La Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo che il problema rientrava nella normale usura di un veicolo datato e con molti chilometri. La Corte ha chiarito che la garanzia per vizi auto usata non copre il deterioramento prevedibile. Inoltre, il fatto che l'acquirente abbia percorso altri 30.000 km ha dimostrato che il veicolo non era inutilizzabile. Il venditore ha quindi vinto la causa, e l'acquirente ha dovuto pagare le spese legali.
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Terreno meno edificabile: sì a riduzione prezzo contratto preliminare
Una società stipula un contratto preliminare per acquistare un terreno edificabile. Successivamente, una modifica urbanistica comunale riduce il potenziale costruttivo dell'area, diminuendone il valore. La società acquirente chiede al giudice sia il trasferimento forzato dell'immobile sia una riduzione del prezzo. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la **Riduzione prezzo contratto preliminare** è ammissibile, ma non automatica. È necessario verificare se i venditori avevano espressamente garantito nel contratto la specifica destinazione edificatoria del terreno. Poiché la Corte d'Appello non aveva effettuato questa verifica cruciale, la sua decisione è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Camper con due difetti: la ripartizione della responsabilità
Un acquirente compra un camper che presenta due difetti distinti e indipendenti: infiltrazioni d'acqua nella cellula abitativa e la rottura del motore. La Corte d'Appello ha stabilito un importante principio sulla ripartizione della responsabilità del produttore. Poiché i vizi erano riconducibili a due diversi costruttori (uno per la cellula, l'altro per il motore), la responsabilità del danno è stata divisa esattamente a metà tra di loro. Il venditore finale, che aveva risarcito l'acquirente, ha potuto così recuperare il 50% del danno da ciascun produttore responsabile del proprio componente difettoso. La Cassazione ha poi gestito un aspetto procedurale.
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Risoluzione del contratto per vizi: vince chi danneggia la merce
Un fornitore di vetri non viene pagato dall'acquirente, che lamenta la non conformità dei prodotti alle norme di sicurezza. Il fornitore si oppone alla richiesta di risoluzione del contratto per vizi, sostenendo che l'acquirente ha danneggiato le vetrate e quindi non può più chiederne la restituzione. La Corte di Cassazione dà torto al fornitore. Stabilisce che il semplice danneggiamento del bene da parte del compratore non impedisce la risoluzione del contratto. Le cause che bloccano tale azione, previste dalla legge, sono tassative (distruzione, alienazione o trasformazione del bene) e non possono essere estese per analogia al solo danneggiamento. L'acquirente vince la causa.
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Contratto preliminare e abusi edilizi insanabili
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare relativo a un immobile affetto da abusi edilizi insanabili. I giudici hanno stabilito che la difformità totale rispetto al titolo abilitativo impedisce il trasferimento coattivo del bene, anche parziale, per evitare l'elusione delle norme urbanistiche. A seguito della risoluzione contrattuale, il promissario acquirente che ha detenuto l'immobile in anticipo è obbligato a risarcire il danno da occupazione senza titolo, poiché lo scioglimento del vincolo opera con effetto retroattivo, imponendo la restituzione delle prestazioni e dei frutti maturati.
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Motivazione contraddittoria: annullata sentenza
Una società costruttrice lamenta vizi in una pittura per esterni. La Corte d'Appello dà torto all'acquirente per errata applicazione, ma la Cassazione annulla la decisione per motivazione contraddittoria, evidenziando come l'inidoneità del prodotto non possa essere superata da presunti errori di posa senza un'analisi logica coerente.
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