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Art. 148 Codice della Strada — Anno 2025

Altri anni per Art. 148 Codice della Strada

Competenza viceprefetto: multa valida senza delega
Un automobilista ha impugnato una multa per circolazione in corsia preferenziale, contestando la competenza del viceprefetto a emettere l'ordinanza-ingiunzione per assenza di una delega specifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la competenza del viceprefetto deriva direttamente dalla sua qualifica dirigenziale e dalla legge, non necessitando di un atto di delega ad hoc. La Corte ha inoltre chiarito che la presegnalazione delle telecamere non è richiesta per questo tipo di infrazione.
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Ordinanza ingiunzione viceprefetto: è valida?
Un avvocato ha impugnato una multa per circolazione in corsia preferenziale, sostenendo la nullità dell'ordinanza ingiunzione firmata dal viceprefetto per assenza di delega. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il viceprefetto ha la competenza a emettere tali atti in virtù del suo ruolo dirigenziale, senza necessità di una delega specifica del Prefetto. La Corte ha inoltre chiarito che la presegnalazione dei dispositivi di rilevamento non è richiesta per questo tipo di infrazione.
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Omicidio stradale: responsabilità anche con colpa pedone
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a un automobilista che aveva investito un pedone. La Corte ha stabilito che la responsabilità del conducente sussiste anche in presenza di un comportamento imprudente del pedone, qualora il guidatore non abbia adottato una condotta di guida adeguata alle condizioni ambientali (scarsa visibilità, strada trafficata) e al proprio stato (tasso alcolemico superiore al consentito), violando così il principio di massima prudenza.
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Omicidio stradale: colpa anche se l’altro sbaglia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un motociclista che, pur a fronte di una manovra errata di un automobilista, viaggiava a velocità eccessiva. La sentenza stabilisce che la condotta imprudente di un altro utente della strada non interrompe il nesso causale se la propria violazione delle norme, come l'eccesso di velocità, ha contribuito in modo determinante all'evento fatale.
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Verbale nullo autovelox: requisiti di validità
Un automobilista ha impugnato delle multe sostenendo che il verbale fosse nullo per vizi formali, come la mancata indicazione della taratura dell'autovelox e della segnaletica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tali omissioni non invalidano il verbale. È sufficiente che i requisiti sostanziali (taratura e segnaletica) esistano; l'amministrazione dovrà provarli solo se il cittadino li contesta specificamente in giudizio. La Corte ha quindi definito i confini tra vizi formali, che non causano nullità, e requisiti sostanziali, la cui assenza rende illegittima la sanzione.
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Verbale di accertamento: quando fa piena prova?
Un automobilista ha impugnato una multa per sorpasso su un dosso, sostenendo che la valutazione degli agenti fosse soggettiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che il verbale di accertamento su fatti visti direttamente dagli agenti ha fede privilegiata. Per contestarlo, è necessaria una querela di falso, non basta la testimonianza di terzi.
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Omicidio stradale e concorso di colpa: la Cassazione
Un automobilista, condannato per omicidio stradale dopo un incidente mortale avvenuto in fase di sorpasso, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo un concorso di colpa con un SUV non identificato. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, chiarendo che per l'applicazione dell'attenuante prevista dall'art. 589-bis c.p., non è sufficiente il mero coinvolgimento di un terzo, ma è necessario dimostrare la sua condotta colposa. Il caso in esame ha quindi escluso la riduzione di pena, confermando la condanna.
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Pena accessoria: quando va eliminata dalla condanna
La Corte di Cassazione interviene su un caso di omicidio stradale, annullando la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. La decisione si fonda sul fatto che la condanna principale era stata ridotta in appello a meno di tre anni, soglia minima prevista dalla legge per l'applicazione di tale sanzione. Il ricorso è stato invece rigettato per la parte in cui si contestava la mancata applicazione della massima riduzione di pena per l'avvenuto risarcimento del danno, confermando la discrezionalità del giudice nel valutare il grado della colpa.
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Concorso di colpa: pena ridotta per l’automobilista
Un automobilista, condannato per omicidio stradale per non aver rispettato uno stop, ha ottenuto una significativa riduzione della pena dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha riconosciuto un forte concorso di colpa da parte del motociclista deceduto, che viaggiava a velocità elevata e senza patente adeguata. La sentenza è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio, con la Corte che ha ricalcolato direttamente la pena applicando la massima riduzione prevista per il concorso di colpa della vittima.
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Tolleranza Tutor: Cassazione conferma il 5%
Una società di trasporti si è vista annullare in appello delle multe per eccesso di velocità, rilevate tramite sistema Tutor, sulla base di una tolleranza strumentale maggiore di quella legale. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la tolleranza Tutor è fissa per legge al 5% (con un minimo di 5 km/h) e si applica a tutti i dispositivi di misurazione della velocità, senza eccezioni.
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