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Art. 1479 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1479 Codice Civile

Credito da evizione e fallimento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del prezzo, derivante dall'evizione di un immobile a causa di abusi edilizi, non è prededucibile nel fallimento della società venditrice. Anche se l'evizione si è perfezionata dopo la dichiarazione di fallimento, l'effetto risolutivo del contratto di vendita retroagisce al momento della stipula. Pertanto, il credito da evizione è considerato anteriore al fallimento e deve essere ammesso al passivo come chirografario.
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Credito prededucibile: no per evizione post-fallimento
Un acquirente subisce l'evizione di un immobile a causa di abusi edilizi pregressi, dopo che la società venditrice è fallita. La Corte di Cassazione nega la natura di credito prededucibile alla sua richiesta di rimborso del prezzo. La motivazione risiede nell'effetto retroattivo della risoluzione del contratto, che fa risalire l'origine del credito a un momento antecedente alla dichiarazione di fallimento, escludendolo così dai crediti sorti per la procedura.
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Evizione parziale: risarcimento e oneri del compratore
Una società immobiliare, dopo aver acquistato un vasto terreno, subisce una evizione parziale a favore del Demanio Marittimo. La Corte di Cassazione conferma la limitazione del risarcimento del danno, poiché la società acquirente era a conoscenza del rischio di evizione fin dalla stipula del contratto e non ha agito con ordinaria diligenza per mitigare i danni, rifiutando una proposta transattiva vantaggiosa dall'Amministrazione statale.
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Onere della prova: acquisto di beni rubati e rimedi
Una società acquista delle statue che poi si rivelano essere state rubate. La società fa causa al venditore ma perde perché non riesce a soddisfare l'onere della prova, ovvero non dimostra con certezza che le statue comprate fossero proprio quelle rubate. La Corte di Cassazione conferma la decisione, sottolineando che chi accusa ha il dovere di provare i fatti che pone a fondamento della propria richiesta. La mancanza di prove sufficienti ha reso impossibile accogliere la domanda di risoluzione del contratto e risarcimento.
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Responsabilità del notaio: nesso causale e danni
Gli eredi di un notaio sono stati citati in giudizio dagli acquirenti di un immobile che hanno subito un'evizione a causa di un'ipoteca non rilevata dal professionista. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità del notaio, stabilendo che non sussiste l'obbligo di risarcire il prezzo di acquisto se questo è stato pagato prima della stipula dell'atto notarile, poiché viene a mancare il nesso di causalità tra la negligenza e il danno. La Corte ha inoltre precisato che l'indennità per occupazione sine titulo non costituisce un "frutto civile", ma un risarcimento del danno, la cui rimborsabilità deve essere valutata secondo i principi generali della responsabilità contrattuale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Preliminare di vendita di cosa altrui: chi è inadempiente?
Un promissario acquirente interrompe i pagamenti dopo aver scoperto che l'immobile promesso in vendita ha altri comproprietari. La Corte di Cassazione chiarisce che il preliminare di vendita di cosa altrui è valido e che, avendo interrotto i pagamenti prima della scadenza del contratto definitivo, l'acquirente è la parte inadempiente e perde la caparra versata.
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Litisconsorzio necessario: chi citare in rivendica?
La Corte di Cassazione chiarisce i confini del litisconsorzio necessario nell'azione di rivendicazione. In un caso di compravendita di un bene parzialmente altrui, la Corte ha stabilito che l'azione per rivendicare la proprietà deve essere proposta solo contro l'attuale possessore o proprietario, e non necessariamente contro il venditore originario (dante causa). La nullità dell'atto di vendita, se sollevata come questione incidentale e non come domanda principale, non impone l'integrazione del contraddittorio a tutte le parti del contratto originario. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata per aver erroneamente dichiarato la nullità del giudizio di primo grado.
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