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Art. 1478 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1478 Codice Civile

Contratto preliminare di vendita: eredi condannati per casa altrui
Un promissario acquirente ha citato in giudizio il promittente venditore chiedendo il trasferimento di una villa oggetto di un contratto preliminare di vendita. Poiché l'immobile apparteneva a una società terza e non era stato diviso, l'acquirente ha modificato la domanda chiedendo la risoluzione del contratto e il pagamento della penale. Gli eredi del venditore si sono opposti, sostenendo che il cambio di domanda fosse inammissibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi, confermando che la legge consente di mutare la richiesta di adempimento in quella di risoluzione. L'acquirente ha quindi ottenuto la risoluzione del contratto preliminare di vendita e la condanna degli eredi al pagamento della penale pattuita.
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Interpretazione del contratto di leasing: banca perde contro cliente
Un'azienda utilizzatrice di un immobile in leasing stipula un preliminare di vendita con un terzo prima di riscattare il bene. A causa di ritardi nel riscatto imputabili alla società di leasing, il preliminare si risolve. L'utilizzatore chiede di essere tenuto indenne dalla società di leasing. La Corte d'Appello accoglie la domanda di manleva, interpretando la clausola contrattuale a favore dell'utilizzatore. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della banca, confermando che l'interpretazione del contratto di leasing operata dal giudice di merito non è sindacabile se plausibile. La banca perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Risoluzione consensuale del contratto: niente danni se accetti il rimborso
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di un'auto, pagando l'intero prezzo e ricevendone la consegna. La società venditrice non trasferisce la proprietà e vende l'auto a un terzo. L'acquirente restituisce il veicolo al terzo e accetta il rimborso del prezzo, ma poi chiede il risarcimento dei danni per inadempimento. La Corte di Cassazione rigetta la domanda. La restituzione del bene e l'accettazione del rimborso costituiscono una risoluzione consensuale del contratto. Questo accordo estingue ogni obbligo precedente e impedisce di chiedere i danni. La risoluzione consensuale del contratto di vendita di un'auto non richiede la forma scritta e può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
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Contratto preliminare di compravendita: l’accesso inesistente costa caro
Un promissario acquirente ha firmato un contratto preliminare di compravendita per l'acquisto di un terreno, sul presupposto che vi fosse un regolare accesso stradale garantito dai venditori. Scoperta l'inesistenza di tale passaggio, l'acquirente ha esercitato il recesso esigendo il doppio della caparra confirmatoria. I promittenti venditori sostenevano di aver acquisito la servitù per usucapione, ma non sono stati in grado di dimostrarlo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei venditori, confermando che l'onere della prova sulla titolarità del diritto di passaggio spettava interamente a loro. Di conseguenza, i venditori sono stati condannati a restituire il doppio della caparra ricevuta, pari a 172.000 euro, oltre alle spese legali.
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Preliminare di vendita di cosa altrui: chi vince tra eredi?
Due sorelle citano in giudizio il padre per ottenere il trasferimento di immobili promessi in vendita con un contratto preliminare. Durante la causa il padre muore e la proprietà passa agli eredi. Un altro fratello impugna la decisione sostenendo la nullità del giudizio e del contratto, trattandosi di un preliminare di vendita di cosa altrui. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del fratello. I giudici chiariscono che l'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. è valida se l'altruità del bene viene meno prima della sentenza. Poiché gli eredi avevano acquistato la proprietà degli immobili per successione durante il giudizio, il trasferimento è legittimo. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese.
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Vendita di cosa altrui: risoluzione e tutele
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della risoluzione di un contratto preliminare riguardante una vendita di cosa altrui. Il promittente venditore, nonostante l'obbligo di acquisire la proprietà per trasferirla ai promissari acquirenti, aveva alienato l'immobile a terzi. La Suprema Corte ha ribadito che il diritto alla risoluzione e al risarcimento spetta anche al compratore consapevole dell'altruità del bene, qualora scada il termine per l'acquisto della titolarità o il venditore renda impossibile l'adempimento vendendo il bene a soggetti estranei.
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Arricchimento senza causa: la Cassazione decide
Una acquirente acquista un'auto da un venditore intermediario, pagando direttamente alla società proprietaria del veicolo. Il contratto con l'intermediario viene meno, ma la società proprietaria si rifiuta di restituire la somma. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società per arricchimento senza causa, ritenendo l'intera operazione un'unica vicenda complessa in cui l'acquirente si era impoverita e la società si era arricchita senza una giusta causa finale.
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