L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società vinicola la deduzione di un costo di 70.000 euro per l'acquisto di uva non ancora raccolta e la detrazione di un'aliquota IVA errata al 20% anziché al 10%. L'azienda aveva registrato la spesa nel 2007, nonostante il raccolto fosse previsto per la vendemmia 2008. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che il principio di competenza fiscale per i beni futuri si realizza solo con la separazione e consegna del bene. Inoltre, l'amministrazione finanziaria può recuperare l'IVA illegittimamente detratta in eccesso direttamente dall'acquirente.
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