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Art. 1469 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1469 Codice Civile

Rischio d’impresa concessione: lo Stato non garantisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26107/2024, ha chiarito i limiti della responsabilità dello Stato nelle concessioni di servizi pubblici. In un caso riguardante le scommesse ippiche, una società concessionaria aveva citato in giudizio le Amministrazioni concedenti per i danni derivanti dalla diffusione di un mercato illegale. La Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti, affermando che il rischio d'impresa, inclusa la concorrenza illecita, grava sul concessionario. Secondo la Corte, il monopolio statale non implica un obbligo contrattuale di proteggere il concessionario dalle turbative di mercato, che rientrano nella normale alea imprenditoriale.
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Produzione documentale in appello: le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla produzione documentale in appello per i giudizi antecedenti alla riforma del 2012. In un caso di diritto bancario, la Corte ha stabilito che un documento può essere prodotto per la prima volta in appello se ritenuto "indispensabile" ai fini della decisione, anche in assenza di impossibilità di produrlo in primo grado. La sentenza affronta anche il tema della notifica dell'atto di appello al difensore della parte deceduta, confermandone la validità in base al principio dell'ultrattività del mandato.
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Concessione pubblica e mercato illegale: la Cassazione
Una società titolare di una concessione pubblica per la raccolta di scommesse ha citato in giudizio le Amministrazioni concedenti, lamentando i danni derivanti dalla mancata repressione del mercato illegale. Dopo una condanna in sede arbitrale, confermata in appello, le Amministrazioni si sono rivolte alla Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la novità e l'importanza della questione sulla responsabilità dello Stato in una concessione pubblica, ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per un esame approfondito.
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Legittimazione passiva Ministero: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5257/2024, ha chiarito un importante principio sulla legittimazione passiva. In una controversia tra una società concessionaria di scommesse e diverse amministrazioni statali, la Corte ha stabilito che, a seguito del trasferimento di funzioni da un Ministero a un'Agenzia fiscale, quest'ultima diventa l'unico soggetto legittimato a resistere in giudizio. Di conseguenza, la domanda proposta contro il Ministero è stata dichiarata nulla per difetto di legittimazione passiva, anche se l'Agenzia era poi intervenuta nel procedimento.
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