La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società terza che chiedeva il dissequestro di quindici autocarri, colpiti da un provvedimento di sequestro preventivo perché nella materiale disponibilità di altre aziende indagate. La società proprietaria sosteneva che il contratto di vendita dei mezzi fosse stato risolto dal giudice civile con effetto retroattivo per mancato pagamento. I giudici hanno chiarito che la risoluzione civile non cancella il sequestro preventivo già eseguito dallo Stato. Inoltre, la disponibilità penale si basa sull'uso effettivo dei beni. Per ottenere la restituzione, il terzo deve dimostrare la totale buona fede e l'assenza di negligenza nell'aver lasciato i mezzi agli indagati.
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