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Art. 1440 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1440 Codice Civile

Promessa del fatto del terzo: quando il parente risponde dei danni
Il Comproprietario di un terreno ha firmato una procura a vendere in favore della Società Acquirente, convinto dal Nipote (socio della stessa) che, con scrittura privata, gli aveva promesso il trasferimento di quote societarie per un valore di 100.000 euro. A fronte del mancato trasferimento delle quote, il Comproprietario ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda qualificando l'accordo come obbligazione alternativa estinta con il pagamento del prezzo del terreno. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che non può esservi obbligazione alternativa se i soggetti obbligati sono diversi. La fattispecie va invece inquadrata come promessa del fatto del terzo ex art. 1381 c.c., rinviando alla Corte d'Appello per valutare l'inadempimento del Nipote e il relativo risarcimento.
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Dolo incidente: auto usata con chilometri ignoti senza inganno
Una società acquirente ha citato in giudizio il venditore originario di un'auto usata, chiedendo il risarcimento dei danni per dolo incidente. La Corte d'Appello aveva condannato il venditore, ritenendo che avesse nascosto il reale utilizzo del veicolo. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno rilevato che il contratto di vendita specificava chiaramente che l'auto era usata e con chilometraggio del tutto sconosciuto. Di conseguenza, non vi è stato alcun occultamento fraudolento da parte del venditore. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso del venditore, annullando la condanna e disponendo un nuovo giudizio.
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Contratto viziato da dolo: la decisione della Cassazione
Una società di telecomunicazioni ha impugnato un contratto sostenendo fosse viziato da dolo, poiché la controparte l'avrebbe costretta ad accettare condizioni sfavorevoli trattenendo i codici di migrazione dei clienti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'accordo e sottolineando che le censure sollevate rappresentavano una richiesta di riesame dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità, e che non vi era prova sufficiente del dolo.
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Competenza Tribunale Imprese: prevale sul consumatore
Due risparmiatori hanno perso i loro investimenti in azioni di una banca, sostenendo di essere stati ingannati da bilanci certificati da una società di revisione. Hanno citato quest'ultima presso il tribunale della loro residenza (foro del consumatore). La società di revisione ha eccepito l'incompetenza, indicando il Tribunale delle Imprese come foro corretto. La Corte di Cassazione ha confermato che la competenza del Tribunale delle Imprese è inderogabile e prevale sul foro del consumatore in questi casi, data la specificità della materia.
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Dolus incidens: come ottenere il risarcimento danni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3503/2023, interviene sul tema del dolus incidens in una compravendita immobiliare. Dei promissari acquirenti avevano citato in giudizio i venditori per aver taciuto l'esistenza di una formalità pregiudizievole sull'immobile. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito, stabilendo che, una volta provata la condotta sleale del venditore (il raggiro), si presume che l'acquirente avrebbe concluso il contratto a condizioni più favorevoli. Non è quindi necessario per l'acquirente provare che avrebbe trattato un prezzo inferiore, ma solo quantificare il danno subito, anche attraverso una CTU.
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