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Art. 143 Codice Civile — Sezione Sesta Penale

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Reato di maltrattamenti: la separazione non lo ferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23204/2024, ha stabilito che il reato di maltrattamenti non si interrompe con la separazione legale dei coniugi. Il caso riguardava un uomo condannato per violenze sulla moglie protrattesi per anni. La Corte ha chiarito che, essendo un reato abituale, la consumazione coincide con l'ultimo atto illecito. Di conseguenza, si deve applicare la legge in vigore in quel momento, anche se più severa. La separazione, lungi dall'essere un'interruzione, può anzi rappresentare un fattore di rischio per l'escalation della violenza.
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Maltrattamenti dopo separazione: è un unico reato
Un uomo, già condannato per maltrattamenti in famiglia, viene accusato anche di atti persecutori (stalking) per le condotte tenute dopo la separazione dalla moglie. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11723/2024, ha stabilito che non si tratta di due reati distinti in continuazione. I maltrattamenti dopo separazione, se rappresentano la prosecuzione del medesimo disegno criminoso sorto in ambito domestico, costituiscono un unico reato di maltrattamenti in famiglia. La Corte ha annullato la sentenza precedente, rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena sulla base di questa diversa qualificazione giuridica.
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