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Art. 141-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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Interrogatorio di garanzia valido anche senza videoregistrazione
Il Tribunale del Riesame confermava la misura cautelare dell'obbligo di firma per l'Indagato, accusato di ricettazione. L'Indagato ricorreva in Cassazione lamentando la mancata notifica dell'atto al domicilio eletto e l'assenza di videoregistrazione durante l'interrogatorio di garanzia, ritenendo l'atto nullo in base alla Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il difetto di notifica non invalida l'atto se l'impugnazione è tempestiva. Inoltre, l'obbligo tassativo di videoregistrazione a pena di inutilizzabilità riguarda solo chi si trova in stato di detenzione. Per chi è sottoposto a misure non detentive, l'interrogatorio di garanzia può essere documentato con sola fonoregistrazione in caso di indisponibilità dei mezzi video, senza che ciò comporti la perdita di efficacia della misura cautelare.
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Chiamata in correità: Racconti diversi ma accusa confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per due individui, ritenuti il mandante e l'ideatore di un duplice omicidio di stampo mafioso. Le accuse si basavano sulla chiamata in correità fatta da più collaboratori di giustizia. La difesa sosteneva che le testimonianze fossero contraddittorie. La Corte ha invece stabilito un principio fondamentale: le dichiarazioni dei collaboratori non devono essere identiche. Anche se descrivono segmenti diversi del piano criminale, possono essere considerate convergenti e attendibili se si integrano a vicenda, formando un quadro d'accusa logico e coerente. La loro complementarietà, non la loro sovrapponibilità, è il fattore decisivo.
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