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Art. 141-bis Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 141-bis Codice di Procedura Penale

Frode assicurativa: ricorso respinto e condanna confermata
Un imputato è stato condannato per il reato continuato di frode assicurativa ai danni di una compagnia assicurativa mediante l'organizzazione sistematica di finti incidenti stradali. L'accusato ha presentato ricorso in Cassazione contestando la mancata acquisizione di un verbale di collaborazione con la giustizia e sostenendo un vizio di motivazione della sentenza di secondo grado. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso interamente inammissibile. La difesa ha riproposto censure generiche senza contestare puntualmente i passaggi logici della Corte d'appello né specificare l'attinenza del verbale al reato in esame. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, a un'ammenda di tremila euro in favore della cassa delle ammende e a milleseicento euro per le spese sostenute dalla compagnia assicurativa.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: il no della Cassazione
Un Carabiniere, condannato per falso ideologico per aver omesso in un verbale la collaborazione di un informatore, presenta un ricorso straordinario per errore di fatto contro la sentenza di Cassazione che aveva confermato la sua condanna. Il ricorrente lamenta che la Corte non abbia rilevato l'inutilizzabilità del verbale di interrogatorio dell'informatore, svoltosi durante le indagini. La Suprema Corte rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che non vi è stato alcun errore percettivo, ma una corretta valutazione giuridica: l'inutilizzabilità dell'atto delle indagini è irrilevante se la condanna si basa sulle dichiarazioni rese dallo stesso soggetto in dibattimento. Inoltre, il ricorrente non ha superato la prova di resistenza, non dimostrando che l'esclusione di quell'atto avrebbe cambiato l'esito del processo.
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Spaccio di marijuana e particolare tenuità del fatto: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di marijuana a fini di spaccio. L'imputato contestava la validità del verbale d'udienza redatto in forma sintetica e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che la verbalizzazione riassuntiva è legittima e non comporta nullità se non vi è incertezza sulle persone presenti. Inoltre, la Cassazione ha escluso la particolare tenuità del fatto a causa del numero elevato di dosi sequestrate (oltre 360), della presenza di un'agenda con contatti commerciali e del rinvenimento di denaro incompatibile con i redditi del soggetto. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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