Durante una verifica fiscale presso la sede di un'azienda, i militari trovano la valigetta dell'amministratore e, su richiesta, quest'ultimo la apre spontaneamente. All'interno vi sono documenti non registrati che dimostrano un'evasione delle imposte. L'azienda impugna l'accertamento sostenendo che l'apertura della borsa richiedesse l'autorizzazione della Procura e che il consenso non fosse valido perché non informato. Le Sezioni Unite della Cassazione rigettano la tesi dell'azienda. I giudici stabiliscono che l'autorizzazione del magistrato serve solo per l'apertura forzata. Se il contribuente collabora e apre spontaneamente il contenitore, i documenti acquisiti sono pienamente utilizzabili, anche se i verificatori non hanno preventivamente informato il contribuente del diritto di farsi assistere da un professionista.
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