L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un'associazione sportiva, contestando lo svolgimento di attività commerciali non autorizzate (come la gestione di un bar) e tassando le quote associative. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, ritenendo inutilizzabili le prove raccolte dalla Guardia di Finanza perché ottenute senza l'autorizzazione del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che per l'accesso nei locali di un ente non serve l'autorizzazione del magistrato, necessaria solo per le abitazioni private. Di conseguenza, l'accertamento fiscale in associazione è pienamente valido e le prove raccolte sono utilizzabili. La causa torna quindi ai giudici di merito per una nuova decisione.
Continua »