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Art. 14 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 14 Costituzione

Violazione domicilio: chi sporge querela? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione domicilio a carico di due persone entrate in un garage per spacciare. Il garage era sotto la gestione di un curatore fallimentare, che aveva sporto querela. La Corte ha stabilito che il reato di violazione domicilio protegge un diritto strettamente personale alla privacy e non il bene in sé. Pertanto, il curatore non è legittimato a sporgere querela a meno che non dimostri che quel luogo era il suo personale domicilio, cosa che i giudici di merito non avevano accertato.
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Danno in re ipsa: la Cassazione nega il risarcimento
Una lunga controversia relativa a uno scarico fognario abusivo si conclude in Cassazione. La proprietaria di un cortile aveva citato in giudizio i vicini per l'inesistenza di una servitù di scarico e per i danni subiti. Nonostante la successiva rimozione dello scarico, la richiesta di risarcimento è stata portata avanti, invocando un danno in re ipsa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il danno non è automatico ma deve essere specificamente provato. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito che, basandosi su una CTU, avevano escluso la presenza di sversamenti o inquinamento.
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Intercettazioni con trojan: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di dodici imputati, confermando le condanne per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza affronta in modo approfondito la legittimità delle intercettazioni con trojan, chiarendo che l'uso di 'server di transito' gestiti da società private non ne inficia la validità, purché la registrazione finale avvenga negli impianti della Procura. La Corte ha inoltre ribadito che, per i reati di criminalità organizzata, non è necessario specificare preventivamente i luoghi di privata dimora in cui il captatore informatico sarà attivato.
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Captatore informatico e reati PA: la Cassazione decide
Un indagato per corruzione ha contestato l'uso del captatore informatico (trojan) per le intercettazioni, ritenendole illegittime. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la normativa applicabile è quella in vigore al momento dell'iscrizione iniziale del procedimento penale, non quella vigente al momento dei singoli decreti di autorizzazione. Di conseguenza, l'uso del captatore informatico è stato considerato legittimo sulla base delle regole applicabili all'epoca dell'avvio delle indagini.
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Accertamento fiscale associazione sportiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un accertamento fiscale a carico di un'associazione sportiva dilettantistica, accusata di operazioni inesistenti. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali sull'onere della prova, la tassazione dei ricavi fittizi e la corretta applicazione delle sanzioni, accogliendo parzialmente il ricorso del contribuente. La Corte stabilisce che i ricavi fittizi non possono essere tassati se non si considera la deducibilità dei relativi costi e precisa le condizioni per l'applicazione congiunta di recidiva e cumulo giuridico.
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Accertamento fiscale: costi e sanzioni per associazioni
La Corte di Cassazione interviene su un accertamento fiscale a carico di un'associazione sportiva dilettantistica. L'ordinanza chiarisce due principi fondamentali: in caso di operazioni fittizie, i ricavi non possono essere tassati se i relativi costi sono stati disconosciuti. Inoltre, stabilisce che l'aumento delle sanzioni per recidiva è legittimo solo se la violazione precedente è stata accertata in via definitiva.
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Accertamento fiscale associazione: la Cassazione
Un'associazione sportiva dilettantistica è stata soggetta a un accertamento fiscale per presunte operazioni fittizie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5115/2024, ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo principi cruciali: un accertamento fiscale associazione non può tassare ricavi fittizi derivanti da costi inesistenti senza prove concrete, e la sanzione della recidiva richiede che la violazione precedente sia stata accertata in via definitiva. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Accertamento fiscale ASD: costi e sanzioni
La Corte di Cassazione analizza un accertamento fiscale a carico di un'associazione sportiva dilettantistica (ASD). L'ordinanza chiarisce i principi sulla deducibilità dei costi legati a operazioni fittizie e sulla corretta applicazione delle sanzioni, in particolare sulla compatibilità tra recidiva e cumulo giuridico. Pur rigettando gran parte dei motivi procedurali, la Corte accoglie il ricorso su questi specifici punti, cassando la sentenza e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: motivazione sul periculum è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo per mancanza di motivazione sul 'periculum in mora'. Il caso riguardava un imprenditore accusato di indebita percezione di fondi pubblici. La sentenza ribadisce che il giudice deve sempre spiegare l'urgenza e la necessità di sequestrare i beni prima di una condanna definitiva, anche in casi di reati contro la pubblica amministrazione, pena la nullità del provvedimento.
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Captatore informatico e corruzione: quando è legale?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'uso del captatore informatico (trojan) in un'indagine per corruzione avviata prima del 31 agosto 2020. La sentenza chiarisce che la normativa speciale per i reati contro la Pubblica Amministrazione, in vigore dal 2018, non richiedeva la specificazione dei luoghi di intercettazione, equiparando tali reati a quelli di criminalità organizzata. Il ricorso dell'indagato, basato sull'inutilizzabilità delle intercettazioni, è stato rigettato.
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Esigenze cautelari eccezionali: custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre, accusato di sequestro di persona e omicidio, contro l'ordinanza che confermava la sua custodia cautelare in carcere. La Corte ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari eccezionali, come il concreto pericolo di fuga e la particolare gravità dei fatti, che prevalgono sulla disciplina di favore prevista per i genitori di figli minori, giustificando così il mantenimento della misura detentiva più grave.
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Accesso domiciliare fiscale: no su base anonima
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 763/2024, ha annullato un accertamento fiscale basato su prove raccolte durante un accesso domiciliare fiscale ritenuto illegittimo. La Corte ha stabilito che l'autorizzazione per tale accesso non può fondarsi esclusivamente su una denuncia anonima, ma richiede gravi indizi di violazione delle norme tributarie. Di conseguenza, le prove ottenute sono state dichiarate inutilizzabili. L'appello proposto dalla società a cui era stata conferita l'attività è stato invece dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione processuale.
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Videoriprese investigative: quando sono legittime?
Un soggetto, accusato di essere il promotore di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il ricorso si basava principalmente sulla presunta inutilizzabilità delle videoriprese investigative effettuate nel giardino della sua abitazione, considerato spazio privato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le riprese di comportamenti non comunicativi in un'area esterna all'abitazione, come un giardino, non ledono il domicilio e costituiscono una prova atipica ammissibile, anche senza un preventivo provvedimento motivato del giudice. La Corte ha confermato la gravità del quadro indiziario e la sussistenza delle esigenze cautelari.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando la forma non basta
Un'associazione sportiva dilettantistica ha ricevuto un avviso di accertamento per IVA, IRES e IRAP, poiché il fisco riteneva la sua attività di natura commerciale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'associazione, confermando che per ottenere le agevolazioni fiscali ASD non è sufficiente la mera iscrizione al CONI. È necessario dimostrare l'effettivo svolgimento di un'attività non lucrativa e una reale vita associativa, elementi che nel caso specifico mancavano, dato l'elevato numero di iscritti assimilabili a clienti di una palestra.
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Prove da chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di custodia cautelare per traffico di stupefacenti basato su prove da chat criptate ottenute da autorità estere tramite un Ordine Europeo di Indagine. La difesa ha sollevato questioni sulla legittimità dell'acquisizione e sull'utilizzabilità dei dati. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'acquisizione di dati già raccolti e decifrati da un'autorità di un altro Stato membro è legittima in base al principio di reciproco riconoscimento, senza che il giudice italiano debba riesaminare le procedure estere, salvo la violazione di diritti fondamentali.
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Interferenze illecite: registrare in casa è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39550/2024, chiarisce i confini del reato di interferenze illecite nella vita privata. La Corte ha stabilito che registrare una conversazione tra terzi, a cui non si partecipa, costituisce reato anche se l'azione avviene all'interno della propria abitazione. Nel caso specifico, un uomo è stato assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia, ma la sua assoluzione per aver registrato la moglie e il suocero è stata annullata con rinvio, poiché essere co-titolare del domicilio non autorizza a violare la privacy altrui.
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