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Art. 14 Codice della Strada — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 14 Codice della Strada

Responsabilità da custodia: albero caduto su strada
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della Responsabilità da custodia in capo a un Comune per i danni subiti da un veicolo colpito da un albero caduto da un fondo privato. La Suprema Corte ha stabilito che l'ente pubblico non risponde dei danni causati da beni su cui non ha potere di controllo materiale o giuridico. La responsabilità ricade interamente sul proprietario del terreno confinante, in quanto custode della pianta, non essendo stata fornita la prova del caso fortuito legato all'eccezionalità dell'evento atmosferico.
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Contratto autonomo di garanzia: l’onere della prova
Una società appaltatrice contesta l'escussione di un contratto autonomo di garanzia da parte di un ente pubblico per presunti vizi nei lavori stradali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che spetta al debitore (l'appaltatore) che solleva l'eccezione di dolo (exceptio doli) provare la natura abusiva della richiesta di pagamento del creditore, invertendo l'onere della prova rispetto alla fideiussione.
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Danno da fauna selvatica: responsabilità e risarcimento
A seguito di un incidente stradale con un animale selvatico, un automobilista ha citato in giudizio l'ente regionale per il risarcimento. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: per il danno da fauna selvatica si applica la responsabilità oggettiva prevista dall'art. 2052 c.c. e non la regola generale dell'art. 2043 c.c. Ciò significa che l'onere di provare il caso fortuito grava sull'ente pubblico, facilitando la posizione del danneggiato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per un nuovo esame basato su questo criterio.
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Responsabilità del custode: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un automobilista deceduto in un incidente stradale. La Corte ha stabilito che, in tema di responsabilità del custode, spetta al danneggiato dimostrare il nesso di causalità tra la cosa in custodia (la strada) e il danno. In questo caso, è stato accertato che l'incidente non fu causato dalla presenza di acqua sulla carreggiata, ma dall'eccessiva velocità del conducente, condotta che ha interrotto ogni legame causale e ha escluso la responsabilità dell'ente gestore della strada.
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Danni da fauna selvatica: colpa presunta del guidatore
Un automobilista subisce danni alla propria vettura a seguito di una collisione con un cinghiale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19616/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di risarcimento per danni da fauna selvatica. La responsabilità della Regione, custode della fauna, concorre con la presunzione di colpa a carico del conducente del veicolo. Il giudice di merito aveva erroneamente escluso la presunzione di colpa del guidatore, attribuendo l'intero onere della prova alla Regione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che entrambe le presunzioni (ex art. 2052 c.c. per la Regione e ex art. 2054 c.c. per il guidatore) devono essere valutate. Se nessuno supera la propria presunzione, la responsabilità del sinistro viene ripartita tra le parti.
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Responsabilità Ente Pubblico: chi paga per i dissuasori?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità ente pubblico per i danni causati da oggetti pericolosi su suolo pubblico, come i dissuasori di sosta, è presunta. A seguito del ferimento di un minore causato da un dissuasore non ancorato, la Corte ha chiarito che spetta all'ente proprietario della strada, e non al cittadino, dimostrare l'assenza di un rapporto di custodia o la presenza di un caso fortuito, ribaltando così le decisioni dei gradi inferiori.
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Concorso di colpa: sentenza annullata per motivazione
Una donna anziana subisce un infortunio a causa di una caditoia. La Corte d'Appello, nel decidere sul risarcimento, crea un contrasto insanabile tra la motivazione, che indica un concorso di colpa della vittima al 50%, e il dispositivo, che conferma la liquidazione di primo grado basata su una colpa inferiore. La Corte di Cassazione annulla la sentenza per questo vizio e per non aver esaminato un'eccezione di difetto di legittimazione passiva, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Una famiglia intenta una causa per risarcimento danni contro un Comune a seguito di una caduta in bicicletta. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso Cassazione perché i ricorrenti non hanno depositato, entro il termine perentorio, la copia della sentenza impugnata corredata della relata di notifica. Questo errore procedurale, non sanabile, ha comportato la definitiva chiusura del caso e pesanti sanzioni economiche per i ricorrenti.
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Responsabilità ente proprietario: no al risarcimento
Un automobilista ha citato in giudizio un Comune a seguito di un incidente, attribuendo la colpa alla mancanza di segnaletica stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità ente proprietario è esclusa quando l'incidente è causato primariamente dalla violazione delle norme del codice della strada da parte dei conducenti. La prudenza alla guida e il rispetto delle regole generali di precedenza prevalgono su una presunta carenza di segnaletica.
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Condotta del danneggiato: quando esclude la colpa
Un automobilista ha un incidente stradale per eccesso di velocità. La Cassazione conferma che la condotta del danneggiato, se imprudente e imprevedibile, costituisce caso fortuito, escludendo la responsabilità del gestore stradale per i danni subiti.
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