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Art. 1396 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1396 Codice Civile

Specificità motivi appello: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un mandatario, condannato a risarcire il proprio mandante per una compravendita immobiliare non conclusa. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di appello, i quali non contestavano puntualmente le ragioni della sentenza di primo grado. L'ordinanza ribadisce che un'impugnazione generica, che si limita a riproporre le difese iniziali senza un confronto critico con la decisione impugnata, non può essere accolta.
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Responsabilità assicuratore: la prova del danno è cruciale
Un'investitrice ha citato in giudizio una compagnia assicurativa per ottenere la restituzione dei premi versati a un agente infedele. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità assicuratore sorge solo se il cliente fornisce la prova di un effettivo danno economico, ovvero la dimostrazione che i pagamenti siano stati effettivamente incassati dall'agente. La sola produzione di copie di assegni non è stata ritenuta sufficiente a provare lo spostamento patrimoniale.
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Ultrattività del mandato: valido il ricorso post-estinzione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la perdita della capacità processuale di una società, avvenuta dopo il conferimento della procura speciale al difensore ma prima della notifica del ricorso, non determina l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione si fonda sul principio di ultrattività del mandato, che cristallizza la validità dell'incarico al momento del suo conferimento, garantendo la stabilità del processo e il diritto di difesa. Il ricorso è quindi ritenuto ammissibile.
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Buona fede creditore: esclusa nelle confische?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di gestione del credito, confermando l'esclusione di un credito ipotecario dal passivo di una società confiscata. La decisione si fonda sulla mancanza di buona fede del creditore originario, un istituto bancario, che aveva omesso di eseguire adeguati controlli e verifiche di diligenza sull'imprenditore di fatto dominante la società finanziata, nonostante la presenza di evidenti indicatori di anomalia. La Corte ha ribadito che per gli operatori bancari la buona fede creditore richiede un'ignoranza incolpevole, da escludersi in caso di negligenza nell'adempimento degli obblighi di verifica.
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Buona fede del creditore e sequestro: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che negava a un istituto di credito l'ammissione al passivo dei crediti vantati verso un soggetto sottoposto a sequestro di prevenzione. La Corte ha stabilito che, per escludere un credito, non basta una motivazione generica sulla sua 'strumentalità' all'attività illecita. È necessario un accertamento rigoroso e preliminare di tale nesso. Solo dopo aver provato la strumentalità, si può valutare la buona fede del creditore, verificando se, con l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto conoscere il collegamento tra il finanziamento e il crimine al momento dell'erogazione.
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Buona fede del creditore: negata se c’è negligenza
Una società di cartolarizzazione ha visto respinto il proprio ricorso per l'ammissione di un credito allo stato passivo di beni sequestrati in via di prevenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la mancata verifica da parte della banca originaria sulla palese insolvibilità della mutuataria, moglie del soggetto proposto, integra una negligenza colpevole che esclude la sussistenza della buona fede del creditore, requisito indispensabile per la tutela del credito in questo contesto.
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