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Art. 136 Costituzione — Anno 2024

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Altri anni per Art. 136 Costituzione

Iscrizione Gestione separata: no sanzioni pre-2011
Un professionista ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione basato sulla natura abituale dell'attività professionale, ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2005. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha esonerato ingegneri e architetti dal pagamento di tali sanzioni per i periodi antecedenti all'entrata in vigore della legge di riferimento del 2011.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società estera di scommesse, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa all'anno 2007. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta anche da operatori esteri privi di concessione che raccolgono scommesse in Italia tramite centri di trasmissione dati (CTD). È stata ribadita la solidarietà paritetica nel pagamento del tributo tra il bookmaker e il CTD, e l'assenza di contrasto con i principi del diritto dell'Unione Europea in materia di libera prestazione di servizi e non discriminazione.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9417/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua soggezione all'imposta unica scommesse per gli anni 2008-2009. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta da chiunque raccolga scommesse sul territorio italiano, anche se privo di concessione statale e basato all'estero. La decisione si fonda sulla non discriminatorietà della normativa italiana rispetto al diritto UE, come già affermato dalla Corte di Giustizia, e ribadisce che la passata esclusione dalle gare per le concessioni non esonera dagli obblighi fiscali.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema dell'imposta unica scommesse, analizzando la responsabilità di un bookmaker estero e del suo centro di trasmissione dati (CTD) per le annualità 2010, 2011 e 2012. La Corte ha accolto parzialmente i ricorsi, annullando l'imposta e le sanzioni per il CTD per il 2010, in linea con una precedente sentenza della Corte Costituzionale. Per il bookmaker, ha annullato solo le sanzioni relative al 2010 a causa di un'oggettiva incertezza normativa, confermando però l'imposta. Per gli anni 2011 e 2012, la responsabilità di entrambi i soggetti è stata pienamente confermata, ritenendo legittima la pretesa fiscale.
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Rideterminazione pena: no a sconti automatici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la rideterminazione della pena per reati di stupefacenti. Un condannato aveva richiesto uno sconto di pena in seguito a una sentenza della Corte Costituzionale che aveva abbassato il minimo edittale da otto a sei anni. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che, poiché la sentenza di condanna era stata emessa dopo la decisione della Consulta e la pena inflitta rientrava già nel nuovo e più favorevole range, non vi era alcun diritto a una riduzione automatica.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8454/2024, ha stabilito che un appello non può essere dichiarato inammissibile per mancanza di specificità dei motivi appello solo perché ripropone le stesse argomentazioni del primo grado. È sufficiente che dall'atto emerga una chiara volontà di contestare la sentenza impugnata, chiedendo un riesame completo del merito. Il caso riguardava l'impugnazione di avvisi di accertamento da parte dei soci di una società estinta. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado, che aveva erroneamente dichiarato l'inammissibilità, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Patrocinio a spese dello Stato: sì alla mediazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7974/2024, ha stabilito che un avvocato ha diritto al compenso tramite il patrocinio a spese dello Stato anche per l'assistenza in una procedura di mediazione obbligatoria che si è conclusa positivamente con un accordo, evitando così il processo. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale di Firenze, che aveva negato il compenso basandosi su un'interpretazione superata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2022. Quest'ultima ha dichiarato incostituzionale escludere dal beneficio le mediazioni di successo, affermando il diritto alla difesa anche in fase stragiudiziale.
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Imposta unica scommesse: obblighi del bookmaker estero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7578/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD) senza concessione statale, è tenuto al pagamento dell'imposta unica sulle scommesse anche per il periodo d'imposta 2008. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker sussiste a prescindere da quella del CTD e che la dichiarazione di incostituzionalità parziale della normativa di riferimento non ha eliminato l'obbligo fiscale in capo all'organizzatore delle scommesse.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7533/2024, ha respinto il ricorso di una società di scommesse estera, confermando il suo obbligo di versare l'imposta unica sulle scommesse per le giocate raccolte in Italia nel 2008 tramite un centro trasmissione dati. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker estero sussiste indipendentemente da quella del centro locale e che la normativa fiscale italiana non viola i principi del diritto dell'Unione Europea sulla libera prestazione di servizi, in quanto non è discriminatoria.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due società estere operanti nel settore delle scommesse, confermando la loro soggezione all'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha stabilito che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dal possesso di una concessione statale o dalla sede legale all'estero. La decisione chiarisce che la responsabilità tra il "bookmaker" estero e il centro di trasmissione dati locale è di tipo paritetico e che la normativa italiana non viola i principi di non discriminazione del diritto dell'Unione Europea.
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Imposta unica scommesse: sanzioni annullate
La Corte di Cassazione interviene sull'imposta unica scommesse, annullando le sanzioni a carico di bookmaker esteri per gli anni antecedenti al 2011. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza normativa, che rendeva poco chiara la passività d'imposta prima della legge interpretativa del 2010. Resta ferma la debenza del tributo.
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Prescrizione rimborso tributario: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha richiesto il rimborso di un'imposta di registro dopo che una sentenza della Corte Costituzionale ha reso applicabile un regime fiscale più favorevole. Le corti di merito avevano accolto la richiesta, facendo decorrere la prescrizione dalla data della sentenza costituzionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione del rimborso tributario decorre sempre dalla data del pagamento. La norma incostituzionale rappresenta un mero ostacolo di fatto e non un impedimento giuridico capace di sospendere i termini. Pertanto, il diritto al rimborso si era già estinto per prescrizione.
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Prescrizione trasporto marittimo: 6 mesi per agire
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia di navigazione per un infortunio subito durante l'imbarco. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio a causa della scadenza del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione nel trasporto marittimo è di soli sei mesi, come previsto dal Codice della Navigazione, escludendo l'applicazione dei termini più lunghi del Codice del Consumo.
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Imposta Unica Scommesse: obblighi per bookmaker esteri
La Cassazione, con l'ordinanza 2775/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse si applica anche ai bookmaker esteri privi di concessione che raccolgono gioco in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha rigettato il ricorso di una società estera, confermando la piena legittimità dell'imposizione fiscale e la natura paritetica della solidarietà con i gestori locali, escludendo qualsiasi violazione del diritto dell'Unione Europea.
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Notifica irreperibilità relativa: retroattività e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2552/2024, ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 258/2012 si applica retroattivamente. Di conseguenza, una notifica per irreperibilità relativa di una cartella di pagamento, eseguita prima del 2012 senza l'invio della raccomandata informativa (CAD), è da considerarsi nulla. Tale nullità si estende all'atto successivo, come l'intimazione di pagamento, se il rapporto giuridico non si è ancora esaurito, ovvero se è stato tempestivamente contestato dal contribuente.
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Interposizione fittizia: prova e motivazione del Fisco
Un medico utilizzava una società per la sua attività professionale. Il Fisco ha contestato un'operazione di interposizione fittizia volta a evadere le imposte. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate deve fornire prove specifiche e concrete del controllo effettivo del professionista sui redditi della società, non essendo sufficiente definire la tesi accusatoria come semplicemente "plausibile". La Corte ha inoltre ribadito che, per i lavoratori autonomi, solo i versamenti bancari ingiustificati, e non i prelievi, possono essere presunti come reddito imponibile.
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Accertamenti bancari sui conti dei soci: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società a responsabilità limitata, confermando la legittimità degli accertamenti bancari condotti sui conti correnti personali del socio amministratore. L'ordinanza stabilisce che, per le società a ristretta base sociale, specialmente se familiare, esiste una presunzione legale che le movimentazioni sui conti dei soci siano riferibili all'attività d'impresa, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente. Respinte anche le censure sulla validità della delega di firma dell'avviso di accertamento.
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Aliunde perceptum: onere della prova e calcolo danni
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il caso di un recesso anticipato illegittimo da parte di un Comune nei confronti di un dipendente a tempo determinato. La Corte ha chiarito che l'onere di provare l'aliunde perceptum, ovvero i guadagni alternativi del lavoratore, spetta interamente al datore di lavoro. In assenza di prove specifiche da parte dell'ente, è legittimo che il giudice proceda a una quantificazione equitativa del danno, basandosi sugli elementi disponibili. Il ricorso del Comune è stato quindi respinto.
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Ristretta base sociale: i conti dei soci e la Srl
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una S.r.l. a ristretta base sociale, confermando la legittimità di un avviso di accertamento basato sulle movimentazioni bancarie del conto personale del socio amministratore. Secondo la Corte, in presenza di una compagine sociale ristretta, specialmente tra coniugi, si presume una sostanziale sovrapposizione tra gli interessi personali e quelli societari. Di conseguenza, spetta alla società dimostrare l'estraneità di tali operazioni alla propria attività d'impresa, e non all'Agenzia delle Entrate provarne la pertinenza.
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Giudicato esterno: come annulla un debito previdenziale
Un professionista ha impugnato in Cassazione un avviso di addebito per contributi previdenziali. Durante il processo, un'altra sentenza definitiva (giudicato esterno) ha dichiarato prescritto lo stesso credito. La Suprema Corte, riconoscendo l'efficacia vincolante di questo nuovo giudicato, ha accolto il ricorso, annullando la pretesa dell'ente previdenziale e confermando l'estinzione del debito.
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