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Art. 1354 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1354 Codice Civile

Consegna dei lavori sospesa: la Cassazione salva il risarcimento
Un'impresa edile, poi fallita, ha citato in giudizio il Ministero delle Infrastrutture chiedendo la risoluzione del contratto di appalto e il risarcimento dei danni per grave inadempimento. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda, ritenendo che la consegna dei lavori, essendo stata sospesa lo stesso giorno, non si fosse mai perfezionata, limitando i diritti dell'impresa al solo recesso. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'impresa. I giudici hanno stabilito che la firma del verbale di consegna dei lavori segna ufficialmente il passaggio alla fase esecutiva del contratto, indipendentemente dall'immediata sospensione. Di conseguenza, l'appaltatore ha il pieno diritto di chiedere la risoluzione contrattuale e il risarcimento dei danni. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Rivendicazione beni: soci senza azione diretta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soci che, dopo la risoluzione di un contratto di cessione quote, chiedevano la restituzione di immobili appartenenti alla società. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione attiva dei soci a esperire l'azione di rivendicazione beni, che spetta unicamente alla società, e sulla mancata trascrizione della domanda giudiziale, che rende la sentenza inopponibile ai terzi acquirenti.
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Clausola statutaria S.r.l.: recesso e lavoro
Alcuni soci di minoranza, ex dirigenti di una società del gruppo, hanno impugnato una clausola statutaria S.r.l. che li obbligava a cedere le proprie quote al valore di patrimonio netto al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena validità della clausola. Ha chiarito che non si tratta di un'ipotesi di esclusione del socio, ma di una legittima causa convenzionale di recesso obbligatorio, legata al venir meno di un requisito soggettivo previsto dallo statuto stesso (il rapporto di lavoro), e non necessita di una delibera assembleare.
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Scrittura privata: vale più dello statuto associativo?
Due ex membri di un'associazione sportiva hanno citato in giudizio due membri attuali per ottenere un pagamento basato su una scrittura privata. Gli attuali membri sostenevano che l'accordo fosse nullo perché legato ai loro ruoli nell'associazione non profit. La Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha stabilito che la scrittura privata costituiva un'obbligazione separata e valida. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso successivo, confermando che non è sua competenza riesaminare i fatti e che i ricorrenti non avevano contestato tutte le ragioni indipendenti della decisione del tribunale inferiore.
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Efficacia retroattiva contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una struttura sanitaria che richiedeva il pagamento di prestazioni e interessi di mora a un'Azienda Sanitaria Locale. Il punto cruciale era l'efficacia retroattiva del contratto, stipulato a fine anno per prestazioni già rese. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'efficacia retroattiva contratto, ma ha negato il diritto agli interessi di mora perché la struttura non aveva emesso un'apposita fattura, come previsto da una specifica clausola contrattuale. Sono stati respinti sia il ricorso principale della struttura che quello incidentale dell'ASL.
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