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Art. 135 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 135 Codice di Procedura Civile

Completezza informativa concordato: l’obbligo di verità
La Cassazione conferma l'inammissibilità di una proposta di concordato preventivo per violazione del principio di completezza informativa. La società aveva omesso di indicare nel piano una potenziale azione di responsabilità contro l'amministratore e aveva fornito dati incompleti e fuorvianti sulla crisi aziendale. Secondo la Corte, la mancanza di trasparenza inficia la procedura e impedisce ai creditori di esprimere un voto consapevole.
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Domanda reiterata: stop all’espulsione, dice la Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'espulsione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare una domanda reiterata di protezione internazionale. La presentazione di tale domanda, anche se successiva a un primo diniego, sospende l'efficacia del provvedimento di allontanamento fino alla decisione, imponendo al giudice una valutazione completa dei fatti. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Equa riparazione e valore causa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per negare l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo, non è sufficiente considerare la solidità finanziaria del richiedente. Se il valore oggettivo della causa non è minimo (superiore alla soglia di circa 500 euro), il diritto all'indennizzo sussiste. La Corte ha accolto il ricorso di due grandi società a cui era stato negato il risarcimento, annullando la decisione che si basava unicamente sulla sproporzione tra il credito e il loro ingente patrimonio.
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Obbligo di rendicontazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del curatore fallimentare di un'associazione sportiva, confermando l'obbligo di rendicontazione per tutti i fondi ricevuti da un'università pubblica. La Corte ha stabilito che tale obbligo deriva dalla natura pubblica dei fondi e non può essere limitato da specifiche clausole contrattuali. Ha inoltre confermato la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie puramente patrimoniali, anche se derivanti da accordi con la pubblica amministrazione.
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Equa riparazione: sì anche per le grandi aziende
Una società per azioni, creditrice in una procedura fallimentare durata irragionevolmente a lungo, si è vista negare l'indennizzo per equa riparazione perché il suo credito, pur non esiguo, è stato ritenuto 'irrisorio' rispetto al suo ingente patrimonio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la solidità economica di un'azienda non può essere usata per negarle il diritto all'indennizzo quando il valore della causa non è oggettivamente insignificante. Il criterio delle 'condizioni personali' serve a tutelare i più deboli, non a penalizzare le imprese solide.
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Data certa fallimento: la Cassazione è inflessibile
Una banca ha richiesto l'ammissione al passivo di un fallimento per un credito derivante da contratti bancari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in assenza di una data certa fallimento anteriore alla dichiarazione, il contratto è inopponibile al curatore. Di conseguenza, né il contratto né gli estratti conto possono essere usati come prova del credito verso la massa dei creditori, data la terzietà del curatore rispetto ai rapporti del debitore.
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Sottoscrizione illeggibile: nullità del decreto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto ingiuntivo con sottoscrizione illeggibile del giudice è giuridicamente inesistente. Il vizio non può essere sanato da elementi esterni al documento, come i registri di cancelleria. L'identità del giudice deve emergere chiaramente dal contesto letterale dell'atto stesso. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva rigettato l'opposizione, rinviando la causa al Tribunale per una nuova valutazione.
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Equa riparazione: quando il credito è irrisorio?
Due società creditrici in una procedura fallimentare chiedevano l'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello rigettava la domanda ritenendo il credito "irrisorio". La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che il criterio dell'irrisorietà non è meramente oggettivo ma va valutato alla luce della giurisprudenza europea, che considera anche le condizioni soggettive del ricorrente. La Corte ha quindi condannato il Ministero a pagare l'indennizzo.
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Compenso del professionista: ridotto per risultato parziale
Una società di consulenza finanziaria ha visto ridursi il proprio compenso del professionista, una cospicua 'Success Fee', poiché il risultato ottenuto per la cliente, poi fallita, non era pienamente conforme a quanto pattuito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che in un'obbligazione di risultato, l'adempimento parziale giustifica una riduzione della parcella, dato che il mandato non era stato eseguito integralmente.
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Motivazione apparente: annullato decreto di convalida
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di convalida di trattenimento in un CPR per motivazione apparente. Il Tribunale aveva convalidato la misura senza spiegare le ragioni della decisione, violando il minimo costituzionale richiesto. Di conseguenza, il provvedimento è stato cassato senza rinvio perché il termine per la convalida era ormai scaduto.
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Motivazione apparente: annullato decreto di convalida
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, evidenziando un vizio di motivazione apparente. Il giudice di merito aveva omesso di esaminare le specifiche doglianze sollevate dal ricorrente, limitandosi a un generico riferimento agli atti dell'amministrazione. La decisione riafferma l'obbligo costituzionale per ogni giudice di fornire una motivazione effettiva e non meramente formale, soprattutto in casi che incidono sulla libertà personale.
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Espulsione amministrativa e pena sospesa: la Cassazione
Un cittadino straniero, condannato penalmente ma con pena sospesa, ha impugnato il provvedimento di espulsione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo la piena autonomia dell'espulsione amministrativa rispetto alla pendenza di una pena. La Corte ha chiarito che la sospensione della pena, non implicando uno stato di detenzione, non osta all'esecuzione dell'espulsione disposta per ragioni di ordine pubblico.
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Decreto ingiuntivo fallimento: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità di un decreto ingiuntivo al fallimento dipende da un momento preciso: l'emissione del decreto di esecutorietà da parte del giudice. Se questo provvedimento interviene dopo la dichiarazione di fallimento, il credito non può essere ammesso al passivo sulla base del solo decreto ingiuntivo, anche se non opposto. La Corte ha però chiarito che le spese della procedura esecutiva già avviata e le domande subordinate di ammissione al chirografo devono essere comunque esaminate.
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Irrisorietà pretesa: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21313/2025, ha stabilito che l'irrisorietà della pretesa, che esclude il diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata di un processo, non può essere valutata solo in rapporto alla ricchezza del creditore. Un credito di oltre 82.000 euro non può essere considerato insignificante, anche se il titolare è una società con elevati profitti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva negato l'indennizzo, riaffermando che la valutazione deve basarsi primariamente su un criterio oggettivo legato al valore assoluto della causa.
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Annotazione sentenza simulazione: opponibilità al fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annotazione di una sentenza che accerta la simulazione assoluta di una vendita immobiliare è opponibile al fallimento del simulato acquirente, anche in assenza di una precedente trascrizione della domanda giudiziale. L'annotazione, se anteriore alla dichiarazione di fallimento, svolge una funzione dichiarativa autonoma che rende la sentenza efficace nei confronti dei terzi, come la curatela fallimentare, dal momento della sua esecuzione. Il caso è stato rinviato al tribunale di merito per verificare la corretta redazione della nota di annotazione.
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Responsabilità disciplinare notaio: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di responsabilità disciplinare di un notaio, sanzionato per tre diverse condotte. La Suprema Corte ha confermato l'illegittimità della certificazione sull'uso legale di titoli nobiliari, in quanto privi di qualsiasi riconoscimento giuridico nell'ordinamento repubblicano. Ha inoltre stabilito che la redazione di atti di conferma non necessari, pur non violando norme specifiche, può ledere il decoro professionale. Infine, ha chiarito che, a seguito della liberalizzazione delle tariffe, la prestazione di servizi a compensi minimi o nulli non costituisce di per sé un illecito disciplinare, a meno che non integri una forma di concorrenza sleale specificamente normata.
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Equa riparazione: diritto all’indennizzo anche per crediti piccoli
Alcune società creditrici in una procedura fallimentare durata oltre dieci anni hanno richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello aveva negato l'indennizzo, ritenendo i crediti di valore irrisorio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il diritto all'equa riparazione sussiste a prescindere dal valore del credito, purché non sia meramente bagatellare (sotto i 500 euro), e indipendentemente dalle concrete possibilità di recupero del credito stesso.
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