La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia contro una decisione che includeva nel calcolo dell'indennizzo ex Legge Pinto anche il tempo trascorso dopo la sentenza definitiva di ottemperanza. La Suprema Corte ha ribadito che la Legge Pinto non copre la fase esecutiva successiva alla decisione interna. Il ritardo nel pagamento delle somme riconosciute, se eccedente i termini previsti, può essere contestato esclusivamente tramite ricorso diretto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) e non attraverso le procedure nazionali di equa riparazione.
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