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Art. 132 Costituzione — Anno 2025

Altri anni per Art. 132 Costituzione

Interesse ad agire: quando si può impugnare una delibera
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interesse ad agire per l'impugnazione di una delibera associativa non viene meno con la messa in liquidazione dell'ente. Se l'annullamento della delibera può influenzare la devoluzione del patrimonio residuo, l'interesse rimane concreto e attuale. La Corte ha esaminato un caso complesso riguardante una disputa tra un istituto religioso e una sua associazione operativa, confermando la decisione della Corte d'Appello e respingendo i ricorsi di entrambe le parti per diverse ragioni procedurali e di merito.
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Contestazione disciplinare: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società autostradale contro la reintegra di un dipendente licenziato. Il caso verteva sull'interpretazione di una contestazione disciplinare e sulla necessità di provare un dolo specifico (il fine di trarre vantaggio) per giustificare il licenziamento, come previsto dal CCNL di settore. La Corte ha confermato la decisione dei giudici d'appello, stabilendo che i fatti non inclusi esplicitamente nell'atto di accusa formale non possono fondare la sanzione e che, in assenza di prova del dolo specifico, il licenziamento è illegittimo.
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Notifica nulla? Quando la ricezione sana il vizio
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento sostenendo una notifica nulla. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in presenza di un vizio procedurale (come la mancata affissione dell'avviso alla porta), la notifica si considera sanata se il destinatario ha ricevuto la raccomandata che lo informa del deposito dell'atto. Questo perché la ricezione della comunicazione dimostra il raggiungimento dello scopo informativo della notifica. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Deducibilità costi carburante: la Cassazione decide
Una società di commercio auto ha impugnato avvisi di accertamento che negavano la deducibilità di vari costi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19827/2025, ha respinto il ricorso sulla deducibilità costi carburante, confermando che, per la normativa all'epoca vigente, solo le apposite schede carburante erano prova idonea, non le semplici fatture. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo al metodo di accertamento fiscale, cassando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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