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Art. 132 Costituzione — Anno 2024

Altri anni per Art. 132 Costituzione

Avviso di accertamento: la motivazione apparente
Una società siderurgica contesta un avviso di accertamento catastale per motivazione carente e errori di valutazione. La Cassazione accoglie il ricorso, annullando la sentenza di secondo grado perché basata su una motivazione apparente, incapace di spiegare le ragioni della decisione a fronte delle specifiche contestazioni del contribuente.
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Fideiussione: la deroga agli artt. 1956-1957 c.c.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società garante, confermando la sua obbligazione di pagamento. Il caso verteva su una fideiussione a garanzia di un finanziamento. La Corte ha stabilito che la pattuizione di una specifica deroga contrattuale alle tutele previste dagli artt. 1956 e 1957 c.c. è valida, impedendo la liberazione del fideiussore anche in caso di concessione di credito al debitore principale. Inoltre, ha chiarito che una semplice dilazione di pagamento non costituisce novazione del debito, mantenendo in vita la garanzia originaria.
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Azione revocatoria: quando è efficace contro i garanti?
La Corte di Cassazione conferma l'efficacia di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro alcuni fideiussori che avevano trasferito un ingente patrimonio immobiliare a una società, riducendo la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dei garanti, basati sulla presunta nullità delle fideiussioni e sull'inapplicabilità di alcune tutele legali, ritenendo le eccezioni tardive, infondate o superate dal giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La sentenza ribadisce i principi sulla prova della scientia damni e sui limiti delle eccezioni opponibili nell'ambito dell'azione revocatoria.
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Revocazione straordinaria: quando è inammissibile?
Un imprenditore ha richiesto la revocazione straordinaria della sentenza di fallimento della sua società, sulla base di documenti ritrovati successivamente che, a suo dire, dimostravano la solvibilità dell'azienda e il dolo degli istituti di credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Secondo la Corte, i documenti non erano decisivi e il loro tardivo ritrovamento non era giustificato da forza maggiore. Inoltre, non è stata provata alcuna condotta fraudolenta da parte delle banche idonea a configurare il dolo revocatorio.
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Onere della prova: Cassazione su prova non ammessa
Una professionista ha richiesto l'ammissione di un credito al passivo di un fallimento per prestazioni svolte. La curatela fallimentare ha contestato che le prestazioni fossero state svolte da un'altra società, chiedendo una prova testimoniale a supporto. Il Tribunale ha negato l'ammissione della prova, ma ha poi rigettato l'eccezione della curatela per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione per palese contraddittorietà, riaffermando che il giudice non può impedire a una parte di assolvere al proprio onere della prova e poi sanzionarla per non averlo fatto.
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Assorbimento dei motivi: ricorso inammissibile
Una società di costruzioni ha citato in giudizio la società di leasing per i costi di recupero di un escavatore rubato. Le sue richieste sono state respinte sia in primo che in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo il principio dell'assorbimento dei motivi e ribadendo che non può riesaminare i fatti del caso, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Esenzione IMU enti non commerciali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30873/2024, ha negato l'esenzione IMU a un ente non commerciale che gestiva una scuola. La controversia riguardava un immobile parzialmente concesso in uso a un altro ente religioso. Sebbene l'uso indiretto tramite comodato gratuito a un ente collegato sia ora ammesso, la Corte ha stabilito che l'attività didattica era di natura commerciale, poiché le rette pagate dagli utenti coprivano una parte sostanziale dei costi di gestione (dal 62% a oltre l'80%), non potendo quindi essere considerate 'simboliche'. Di conseguenza, viene a mancare il presupposto fondamentale per l'esenzione IMU enti non commerciali.
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