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Art. 132 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 132 Codice Civile

Prescrizione intervento adesivo: la Cassazione decide
La Cassazione affronta il tema della prescrizione in caso di intervento adesivo autonomo. L'ordinanza stabilisce che l'eccezione di prescrizione, sollevata contro l'attore principale, deve essere specificamente riproposta contro il terzo interveniente nel primo atto difensivo utile. Un generico rinvio agli atti precedenti non è sufficiente. La Corte cassa con rinvio la decisione d'appello che aveva erroneamente esteso l'eccezione, mentre dichiara inammissibili altri ricorsi basati su questioni già consolidate in giurisprudenza.
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Patto di stabilità: risarcimento e licenziamento
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società agricola al risarcimento del danno per violazione di un patto di stabilità quinquennale. La Corte ha stabilito che il risarcimento previsto da tale accordo si aggiunge, e non sostituisce, l'indennità per licenziamento illegittimo, poiché il patto creava una tutela rafforzata e autonoma rispetto alle garanzie di legge.
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Nota di accredito IVA: quando è legittima? Cassazione
Un consorzio turistico emetteva note di accredito IVA a favore dei consorziati dopo aver ricevuto un contributo pubblico. L'Agenzia fiscale contestava l'operazione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che per la legittimità della nota di accredito IVA è necessario provare il nesso diretto tra l'operazione originaria e la variazione, cosa che il giudice di merito non aveva verificato.
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Patto di stabilità: cumulo con indennità di licenzio
Un'azienda agricola recede da un contratto di lavoro che includeva un patto di stabilità quinquennale. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la penale prevista dal patto per il recesso ingiustificato è cumulabile con l'indennità sostitutiva della reintegrazione dovuta per il licenziamento illegittimo. La sentenza chiarisce che il patto di stabilità offre una tutela rafforzata e autonoma, che si aggiunge a quella prevista dalla legge per il licenziamento.
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Divisione beni: la non contestazione vale anche pre-2009
In una causa di divisione immobiliare tra ex coniugi, la Cassazione stabilisce che il principio di non contestazione si applica anche ai giudizi antecedenti alla riforma del 2009. Se una parte afferma di aver usato fondi propri per l'acquisto e la controparte non nega specificamente, il fatto si considera provato. Viene inoltre sancito l'obbligo di aggiornare la stima del valore dell'immobile se è trascorso un lungo periodo dalla perizia iniziale, accogliendo il ricorso della ex moglie e cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Tratta di esseri umani: dovere di indagine del giudice
Una donna nigeriana si è vista negare la protezione internazionale, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Il tribunale di merito aveva ignorato chiari indicatori di tratta di esseri umani, come il matrimonio forzato e un viaggio migratorio sospetto, solo perché la donna non ne aveva parlato esplicitamente. La Corte Suprema ha sottolineato che i giudici hanno il dovere di indagare attivamente quando emergono tali segnali, proteggendo così le vittime vulnerabili.
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Danno da diffamazione: come si calcola il risarcimento?
Un ex magistrato ha citato in giudizio un quotidiano per diffamazione. Il tribunale di primo grado ha liquidato un risarcimento di 80.000 euro, ma la Corte d'Appello lo ha ridotto a 25.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione, stabilendo che la quantificazione del danno da diffamazione non può essere arbitraria ma deve basarsi su criteri oggettivi e motivati, come la notorietà del diffamante e la diffusione della testata. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso che mirava a una rivalutazione dei fatti.
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Responsabilità diretta PA: il nesso organico vale sempre
A seguito di un tragico evento franoso, la Corte di Cassazione affronta il tema della ripartizione della responsabilità tra diverse amministrazioni pubbliche. La sentenza stabilisce che la responsabilità del Comune per le omissioni e le azioni illecite del proprio Sindaco è una responsabilità diretta PA. Questo si basa sul principio di immedesimazione organica, secondo cui l'azione del funzionario, se espressione dei suoi poteri istituzionali, è considerata azione dell'ente stesso. Di conseguenza, è ammissibile l'azione di regresso tra lo Stato e il Comune, entrambi condannati in solido al risarcimento del danno.
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Uso cosa comune: quando la modifica è legittima?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 980/2024, ha stabilito che la modifica di una parte comune da parte di un condomino per un suo uso più intenso è legittima se non altera la destinazione del bene e non impedisce concretamente il pari uso agli altri condomini. Nel caso specifico, i proprietari di un attico avevano modificato due pensiline comuni. La Corte ha cassato la decisione d'appello che ordinava il ripristino, sottolineando che la valutazione sull'uso della cosa comune deve essere basata su un'analisi pratica e non astratta delle possibilità di utilizzo da parte degli altri comproprietari.
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Donazione remuneratoria: irrevocabile per figli
Il caso riguarda una donazione immobiliare da una nipote a uno zio. La nipote, dopo la nascita di un figlio, ha tentato di revocarla. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si trattava di una donazione remuneratoria, fatta come riconoscenza per la rinuncia dello zio a un'azione di riduzione ereditaria. Tale tipo di donazione, ai sensi dell'art. 805 c.c., non è soggetta a revoca per sopravvenienza di figli.
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