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Art. 1310 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1310 Codice Civile

Responsabilità degli amministratori: condannato l’ex presidente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti dell'ex amministratore di una cooperativa edilizia per gravi episodi di mala gestio. Tra le contestazioni principali figurano la costruzione abusiva di appartamenti in esubero e la mancata contabilizzazione di somme versate dai soci. I giudici hanno chiarito che l'interruzione della prescrizione contro uno dei co-obbligati ha effetto anche verso gli altri, respingendo la tesi della prescrizione del diritto. Inoltre, la Corte ha validato l'uso della perizia stragiudiziale di parte per quantificare il danno e ha confermato la spettanza della rivalutazione monetaria. La sentenza consolida i principi in tema di responsabilità degli amministratori, respingendo integralmente il ricorso dell'ex presidente.
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Collocamento obbligatorio: sanzione valida anche con esuberi altrove
Una società è stata sanzionata dall'Amministrazione Pubblica per non aver rispettato le quote di assunzione previste dal collocamento obbligatorio per i lavoratori disabili negli anni dal 2006 al 2008. La società ha impugnato la sanzione sostenendo di poter compensare le scoperture con le eccedenze di altre sedi e che il diritto alla riscossione fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la compensazione automatica è stata introdotta solo nel 2011 e non si applica retroattivamente. Inoltre, la notifica del verbale di accertamento interrompe la prescrizione quinquennale, agendo come formale costituzione in mora. Di conseguenza, la società perde la causa e deve pagare la sanzione e le spese legali.
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Omessa vigilanza della CONSOB: risarcimento salvo dopo il crac
Un gruppo di risparmiatori ha citato in giudizio l'Autorità di Vigilanza per ottenere il risarcimento dei danni causati dal fallimento di due società finanziarie, denunciando l'omessa vigilanza della CONSOB. I giudici di merito avevano rigettato la domanda ritenendo il diritto prescritto e non provato il danno. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei risparmiatori. La Suprema Corte ha chiarito che l'insinuazione al passivo nel fallimento delle società finanziarie interrompe la prescrizione anche nei confronti dell'Autorità di Vigilanza, operando la responsabilità solidale per l'unicità del danno subito. Inoltre, i documenti presentati ordinatamente per ogni risparmiatore non possono essere considerati inutilizzabili solo perché privi di un indice analitico. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'appello per un nuovo esame.
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Vigilanza assente: l’effetto interruttivo salva il risarcimento
Alcuni investitori hanno perso i loro risparmi a causa di una società di intermediazione poi fallita. Hanno quindi citato in giudizio l'Autorità di Vigilanza per omesso controllo. L'Autorità si è difesa sostenendo che il diritto al risarcimento fosse prescritto. La Cassazione ha stabilito un principio chiave: la domanda di ammissione al passivo fallimentare della società ha un effetto interruttivo della prescrizione anche nei confronti dell'Autorità di Vigilanza. Questo perché entrambi sono considerati responsabili in solido per lo stesso danno. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento degli investitori contro l'Autorità non è prescritta e il processo deve continuare.
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Fideiussore condannato: le eccezioni tardive non salvano dal debito
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Garante al pagamento di un debito societario. Il Garante si era opposto al decreto ingiuntivo della Banca sollevando diverse difese solo in un secondo momento. I giudici hanno stabilito che queste difese costituivano eccezioni tardive del fideiussore. Poiché l'azione della Banca era chiara fin dall'inizio e basata sul rapporto di garanzia, il Garante avrebbe dovuto presentare tutte le sue contestazioni subito, nel primo atto di difesa. La tardività ha reso le sue argomentazioni inammissibili, portando al rigetto del suo ricorso e alla conferma dell'obbligo di pagamento.
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Responsabilità Gruppo Parlamentare: Presidente paga per il dipendente
La Corte di Cassazione ha chiarito la natura e la responsabilità del gruppo parlamentare. Un'Università aveva chiesto al Presidente di un Gruppo parlamentare il rimborso dello stipendio di un proprio dipendente, temporaneamente assegnato al Gruppo. Il Presidente si opponeva, sostenendo che il Gruppo fosse assimilabile a un partito politico e che quindi lui non fosse personalmente responsabile. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo che i Gruppi parlamentari sono associazioni non riconosciute, distinte dai partiti. Di conseguenza, chi agisce in loro nome e per loro conto risponde personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. L'Università ha quindi vinto la causa, ottenendo il diritto al rimborso.
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Decadenza Riscossione Coobbligato: Notifica a Uno Salva Tutti
Una società che acquista un ramo d'azienda viene ritenuta responsabile per i debiti fiscali del venditore. L'Agente della Riscossione notifica le cartelle al venditore entro i termini, ma alla società acquirente solo dopo la scadenza. La Corte di Cassazione stabilisce un principio cruciale sulla decadenza riscossione coobbligato: in materia fiscale, la notifica tempestiva a uno solo dei debitori solidali impedisce la decadenza per tutti gli altri. Di conseguenza, la pretesa del Fisco verso l'acquirente è valida, anche se la notifica è avvenuta fuori termine. Vince l'Agente della Riscossione.
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Danno comune, azione individuale: no all’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione affronta il caso di più comproprietari danneggiati da un errore di progettazione. Uno di loro avvia una causa per il risarcimento, ma gli altri no. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'azione legale di un singolo comproprietario non produce un effetto interruttivo della prescrizione per gli altri. Il diritto al risarcimento del danno è un credito divisibile e non opera la 'solidarietà attiva' tra i creditori, salvo casi eccezionali. Di conseguenza, ogni comproprietario deve agire individualmente per tutelare il proprio diritto prima che scada il termine di prescrizione, altrimenti lo perde.
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Prescrizione sanzioni amministrative e coobbligati
Una Pubblica Amministrazione ha impugnato la sentenza che dichiarava estinta per prescrizione una sanzione relativa al trasporto illecito di rifiuti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione sanzioni amministrative viene interrotta nei confronti di tutti i coobbligati in solido se l'atto interruttivo è notificato anche a uno solo di essi. Nel caso di specie, la notifica effettuata al trasgressore materiale (il conducente) produce effetti anche verso la società proprietaria del mezzo, impedendo il decorso del termine quinquennale previsto dalla legge.
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Fallimento in estensione: tempi e prescrizione soci
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del fallimento in estensione dichiarato nei confronti di un socio illimitatamente responsabile di una società agricola, nonostante fossero trascorsi oltre dieci anni dalla sentenza di fallimento della società stessa. Il cuore della decisione risiede nel principio per cui la domanda di ammissione al passivo presentata contro la società interrompe la prescrizione dei crediti anche verso i soci solidali. Tale interruzione ha effetto permanente per tutta la durata della procedura concorsuale, rendendo inapplicabile l'eccezione di prescrizione decennale sollevata dal socio, poiché il fallimento in estensione è un atto dovuto che deriva automaticamente dallo status di socio al momento del dissesto.
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Estratto di ruolo: limiti all’impugnazione diretta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è soggetta a rigorosi limiti normativi introdotti nel 2021. Nel caso esaminato, un contribuente aveva contestato debiti prescritti risultanti da un estratto, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribaltato l'esito applicando retroattivamente l'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Tale norma prevede che l'estratto di ruolo non sia direttamente impugnabile, salvo che il debitore dimostri un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici o la perdita di benefici. Poiché il contribuente non ha fornito tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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