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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Correzione errore materiale: lo Stato non paga le spese
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel rigettare il ricorso presentato dal Pubblico Ministero contro un cittadino, la Corte aveva erroneamente condannato la parte pubblica al pagamento delle spese processuali. Trattandosi di una evidente svista materiale, poiché il rappresentante dello Stato non può essere condannato alle spese del giudizio, i giudici hanno applicato la procedura semplificata per eliminare la condanna economica dal testo della decisione, riformulando il verdetto finale nel solo rigetto del ricorso.
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Spese negate: i limiti della correzione di errore materiale
Una parte civile ha chiesto la correzione di errore materiale di una sentenza della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di un'altra parte civile, lamentando la mancata condanna di quest'ultima al rimborso delle spese legali. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta. I giudici hanno chiarito che l'omessa statuizione sulle spese non costituisce un errore materiale correggibile quando richiede una valutazione discrezionale o di merito sulla legittimazione delle parti. Inoltre, la Corte ha stabilito che il rigetto della domanda di correzione non comporta la condanna alle spese per chi l'ha proposta, poiché tale procedura non è un mezzo di impugnazione e non si applica il principio di soccombenza.
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Ricorso straordinario per errore di fatto negato all’assolto
Un cittadino, assolto con formula piena dal Tribunale militare, richiede l'indennizzo per i 120 giorni trascorsi agli arresti domiciliari. La Corte d'Appello e la Cassazione respingono la domanda a causa di comportamenti ritenuti gravemente colposi. Il cittadino propone quindi un ricorso straordinario per errore di fatto per contestare la decisione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che questo speciale strumento di impugnazione spetta esclusivamente a chi ha subito una formale condanna penale in via definitiva. Chi è stato assolto, anche se si vede negare il risarcimento per l'ingiusta detenzione, non può essere equiparato a un condannato e non ha il diritto di utilizzare questo rimedio straordinario. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la nascita
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale contenuta nell'intestazione di una precedente ordinanza. Nel provvedimento originario, il luogo di nascita del ricorrente era stato erroneamente indicato come Barcellona Pozzo di Gotto anziché Milazzo. Su segnalazione dell'Ufficio Esecuzioni Penali, la Suprema Corte ha applicato la procedura semplificata prevista dal codice di rito, ordinando la rettifica del dato anagrafico errato senza alterare il contenuto sostanziale della decisione. Il ricorrente ottiene così la corretta associazione dei propri dati personali nei registri ufficiali.
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Correzione errore materiale: da Milano a Firenze per il rinvio
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel ruolo di udienza relativo a un precedente ricorso. Nel provvedimento originario, che annullava con rinvio una sentenza della Corte d'Appello di Firenze, era stata erroneamente indicata la Corte d'Appello di Milano come giudice del rinvio. Trattandosi di un mero errore grafico-materiale che non incide sul contenuto della decisione né determina alcuna nullità, la Suprema Corte ha applicato la procedura di correzione prevista dal codice di procedura penale, ristabilendo la corretta indicazione del giudice fiorentino. I Ricorrenti ottengono così la corretta individuazione del tribunale competente per il nuovo giudizio.
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Correzione di errore materiale: nullo il ricalcolo dopo l’appello
Il Tribunale condanna l'Imputato per minacce, disponendo il pagamento delle spese legali allo Stato poiché ammesso al gratuito patrocinio. Successivamente, la Parte Civile chiede la modifica del provvedimento a causa della revoca del beneficio. Il Tribunale accoglie la richiesta tramite la procedura di correzione di errore materiale, decidendo senza udienza. Tuttavia, la Corte d'appello si era già pronunciata sul caso. L'Imputato ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla l'ordinanza senza rinvio. I giudici chiariscono che la correzione di errore materiale non poteva essere disposta dal primo giudice dopo l'impugnazione, poiché la competenza era ormai passata al giudice d'appello, rendendo l'atto nullo per incompetenza funzionale.
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Patente salvata: no alla correzione errore materiale tardiva
Il Conducente riceveva un decreto penale di condanna per omissione di soccorso stradale. Non opponendosi al decreto, chiedeva la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità. Il Giudice per le indagini preliminari accoglieva la richiesta ma, accorgendosi di aver omesso la sospensione della patente, applicava quest'ultima sanzione per due anni e sei mesi tramite la procedura di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Conducente, stabilendo che l'omessa applicazione di una sanzione la cui durata è discrezionale costituisce un errore di giudizio e non un mero errore materiale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del giudice, eliminando definitivamente la sospensione della patente.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge la data
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in relazione a una precedente sentenza. Nel documento originario, la data di nascita del ricorrente era stata erroneamente indicata come 15 maggio 1944 anziché 17 luglio 1944. Trattandosi di un mero refuso nell'intestazione del provvedimento, che non incide sul contenuto della decisione, la Suprema Corte ha disposto la correzione della data e ha ordinato alla cancelleria di annotare la modifica sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata in sentenza
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale avanzata da La Ricorrente. Nella precedente sentenza emessa dalla stessa Corte, la data di nascita della donna era stata erroneamente indicata come 12 novembre 1953 anziché 12 novembre 1957. Trattandosi di un evidente refuso di battitura nell'intestazione del provvedimento, che non incide sulla sostanza della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica formale del dato anagrafico errato, disponendo che la cancelleria provveda alle necessarie annotazioni sull'atto originale.
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Correzione errore materiale: nome sbagliato e rimborso spese
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione errore materiale in una precedente sentenza penale. Nel provvedimento originario, riguardante la condanna di un imputato al rimborso delle spese legali in favore delle parti civili, il nome di una delle persone danneggiate era stato erroneamente indicato come Maria Vincenza anziché Maria Concetta. Rilevato lo scambio di persona dovuto a una mera svista di trascrizione sia nel verbale di udienza sia nel testo della sentenza depositata, la Suprema Corte ha disposto la rettifica del nome. Vince la parte civile che ottiene la correzione del proprio nominativo per poter procedere al recupero delle spese.
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Correzione di errore materiale: vietato aggiungere la confisca
La Corte d'appello aveva condannato un uomo per corruzione e spaccio. Successivamente, con la procedura di correzione di errore materiale, i giudici avevano aggiunto la confisca del denaro sequestrato, inizialmente omessa. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'aggiunta della confisca non fosse un semplice refuso ma una decisione nuova. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la correzione di errore materiale non può essere usata per introdurre provvedimenti sostanziali omessi, come la confisca. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza nella parte in cui disponeva la confisca dei beni.
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Correzione errore materiale: scambio di città per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale contenuto nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel caso specifico, la Corte aveva annullato con rinvio un'ordinanza del Tribunale del riesame di Ferrara. Tuttavia, per una svista nel ruolo d'udienza, era stato erroneamente indicato il Tribunale di Bologna come giudice del rinvio anziché quello di Ferrara. Trattandosi di un mero lapsus di trascrizione che non incideva sulla sostanza della decisione, i giudici hanno applicato la procedura semplificata prevista dal codice di rito, ordinando la corretta indicazione del Tribunale di Ferrara. Il ricorso si è quindi concluso con la rettifica formale del provvedimento.
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Bancarotta fraudolenta patrimoniale: condanne e processi da rifare
L'Amministratore di tre società in dissesto, insieme alla moglie e al figlio, veniva accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per aver distratto fondi e auto di lusso. Il giudice di primo grado ometteva di pronunciarsi su alcune accuse relative a una delle società, provando poi a correggere l'errore con una semplice ordinanza di correzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa pronuncia è un vizio insanabile tramite correzione materiale. Di conseguenza, ha annullato senza rinvio le condanne per tali capi d'accusa nei confronti di tutti i familiari, ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale per un nuovo corretto giudizio di primo grado. Ha invece confermato le restanti condanne per l'amministratore relative alle altre società.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla svista
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di correzione d'ufficio di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio una decisione del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Mantova, ma aveva erroneamente indicato come giudice di rinvio la Corte d'appello di Milano. Trattandosi di un evidente errore materiale che non altera la sostanza della decisione, la Cassazione ha disposto la correzione del testo. Il corretto giudice di rinvio è stato individuato nel Tribunale di Mantova, Ufficio GIP, in persona di un diverso magistrato, in conformità con le norme di procedura penale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione sposta il processo
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale contenuta nel dispositivo di una precedente sentenza. Nel documento originario era stato erroneamente indicato il rinvio della causa alla Corte d'appello di L'Aquila anziché alla Corte d'appello di Perugia. Trattandosi di una mera svista di trascrizione sul ruolo d'udienza, i giudici hanno rettificato l'errore stabilendo la corretta destinazione del procedimento, senza modificare la sostanza della decisione penale già assunta.
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Correzione errore materiale: se il computer inverte le sentenze
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di due dispositivi invertiti a causa di un disguido informatico. Nel primo caso, riguardante il Primo Ricorrente, la decisione reale era l'annullamento senza rinvio per prescrizione del reato, ma a sistema risultava l'inammissibilità. Nel secondo caso, riguardante il Secondo Ricorrente, la decisione reale era l'inammissibilità del ricorso con sanzione pecuniaria, ma figurava erroneamente l'annullamento per prescrizione. Rilevata la palese inversione materiale dovuta al confezionamento telematico dei provvedimenti contigui, la Suprema Corte ha ripristinato i corretti esiti per entrambi i procedimenti, ristabilendo la verità processuale.
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Correzione errore materiale: da Walter a Valter in Cassazione
L'Ufficio esecuzioni penali ha segnalato un errore nell'ordinanza della Corte di Cassazione che dichiarava inammissibile il ricorso di un imputato. Il nome del soggetto era stato erroneamente indicato come Walter anziché Valter. La Suprema Corte, verificati i dati anagrafici ufficiali trasmessi dalla Procura, ha disposto la correzione errore materiale ai sensi dell'articolo 130 del codice di procedura penale. Trattandosi di una mera svista grafica che non incide sul contenuto della decisione, i giudici hanno ordinato la rettifica del nome nell'epigrafe del provvedimento originario. Vince la Procura che ha richiesto la correzione, con la conseguente regolarizzazione dei dati anagrafici dell'imputato.
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Correzione errore materiale: no sui documenti delle parti
L'Imputata ha presentato un'istanza di correzione errore materiale per modificare i dati anagrafici presenti negli atti introduttivi del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, dichiarando il non luogo a provvedere. I giudici hanno rilevato che il nominativo dell'Imputata era già scritto correttamente sia nell'intestazione sia nella motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che la procedura di correzione prevista dall'articolo 130 del codice di procedura penale si applica esclusivamente a sentenze, ordinanze e decreti. Di conseguenza, il collegio giudicante non ha la competenza per intervenire sugli atti introduttivi o su altri documenti del fascicolo che non costituiscono provvedimenti del giudice.
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Correzione errore materiale: la Cassazione ricalcola la pena
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. In quella sede, la Corte aveva annullato senza rinvio la condanna di un uomo per spaccio di stupefacenti, ma aveva omesso di ricalcolare la pena complessiva per i residui reati di rapina commessi in continuazione. I giudici hanno chiarito che l'omessa rideterminazione della pena costituisce un errore materiale emendabile direttamente in sede di legittimità, purché richieda un mero calcolo aritmetico basato su parametri oggettivi già accertati. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rideterminato la sanzione finale per le rapine, riducendola a tre anni, cinque mesi e venti giorni di reclusione, oltre a 840,00 euro di multa.
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Revoca delle pene sostitutive: dal lavoro utile al carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per furto in abitazione. L'imputato lamentava la nullità della sentenza per una discrepanza tra il dispositivo letto in udienza e quello scritto in calce, e contestava la revoca delle pene sostitutive, nello specifico il lavoro di pubblica utilità. I giudici hanno chiarito che la difformità del dispositivo non causa nullità, prevalendo la lettura in udienza, sanabile con correzione di errore materiale. Inoltre, la revoca delle pene sostitutive è stata ritenuta legittima: la gravità del fatto e la pericolosità del soggetto giustificano una prognosi sfavorevole, rendendo necessaria la detenzione in carcere per l'efficacia rieducativa della pena. L'imputato perde il ricorso e viene condannato alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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