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Art. 1292 Codice Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 1292 Codice Civile

Difensore antistatario: restituisce le spese ma non le paga
Un avvocato, operando come difensore antistatario, riceve il pagamento delle spese legali dopo una sentenza favorevole di primo grado. Successivamente, la decisione viene ribaltata in appello. Il Tribunale condanna l'avvocato non solo a restituire le somme riscosse, ma anche a pagare le spese del giudizio di appello in solido con la sua assistita. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso del legale. I giudici stabiliscono che, sebbene il difensore antistatario debba restituire quanto percepito in base alla sentenza annullata, egli non può essere condannato a pagare le spese del secondo grado di giudizio. L'avvocato, infatti, non è parte del processo e non assume la qualità di soggetto soccombente rispetto alla disputa principale. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla la condanna alle spese d'appello a carico del professionista.
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Imposta di registro sulla divisione: si paga sull’intero bene
Alcuni coeredi hanno ricevuto l'intero immobile indivisibile pagando un conguaglio in denaro agli altri esclusi. L'Agenzia delle Entrate ha applicato l'imposta di registro sulla divisione calcolandola sull'intero valore del bene. I contribuenti sostenevano si trattasse di uno stralcio di quota, con tassazione limitata ai soli conguagli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'assegnazione dell'intero bene indivisibile a più coeredi con liquidazione in denaro degli altri costituisce scioglimento totale della comunione ereditaria. Pertanto, la base imponibile per l'imposta di registro sulla divisione è l'intero valore dell'immobile e non solo il conguaglio. Inoltre, il fisco può notificare l'avviso di liquidazione anche a un solo debitore solidale.
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Definizione agevolata: la sanatoria del coobbligato salva tutti
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla Società Contribuente relativa a un avviso di liquidazione per imposte e sanzioni. Nel frattempo, un'altra società coobbligata in solido per lo stesso debito ha ottenuto l'accoglimento della propria richiesta di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018. La Corte di Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata perfezionata da un coobbligato estende i suoi effetti benefici anche agli altri debitori in solido, ponendo fine alla controversia. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, compensando le spese tra le parti.
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Buoni postali fruttiferi: sì al rimborso senza firma di tutti
Gli eredi di un cointestatario di alcuni buoni postali fruttiferi chiedevano il rimborso delle somme a Poste Italiane. L'ente si rifiutava di pagare a causa della mancata firma di una delle coeredi, invocando le regole sui libretti di risparmio che richiedono il consenso di tutti gli aventi diritto in caso di morte di un cointestatario. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, stabilendo che per i buoni postali fruttiferi con clausola di pari facoltà di rimborso la morte di un cointestatario non blocca la riscossione. Ciascun cointestatario superstite o erede ha il diritto di riscuotere l'intera somma a vista, senza che Poste possa opporre il rifiuto basato sulla disciplina dei libretti di risparmio. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità solidale negli appalti: prove di lavoro e tutele
Un lavoratore ha chiesto il pagamento di differenze retributive al committente pubblico-privato, ritenendolo responsabile in solido con le aziende appaltatrici che lo avevano impiegato e che erano poi fallite. La Corte d'Appello ha condannato il committente. La Cassazione ha chiarito che la disciplina sulla responsabilità solidale negli appalti si applica anche alle società a partecipazione pubblica. Tuttavia, ha accolto parzialmente il ricorso del committente poiché i giudici di merito non avevano verificato l'effettiva continuità delle prestazioni del lavoratore dopo l'abbandono dei cantieri da parte dell'appaltatore nel 2010. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame di questi fatti.
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