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Art. 1272 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1272 Codice Civile

Azione revocatoria ordinaria: donare ai figli non salva i beni
Un padre, garante dei debiti di una società di famiglia, ha trasferito tutti i suoi beni immobili ai figli tramite un accordo transattivo. Le banche creditrici hanno promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficace tale trasferimento, ritenendolo lesivo della loro garanzia patrimoniale. Il figlio ha impugnato la decisione sostenendo che l'atto fosse oneroso (per estinguere crediti di lavoro dei figli) e che la società avesse altri beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria ordinaria può colpire i beni del garante anche se il debitore principale ha un patrimonio capiente. Inoltre, il debito verso la banca sorge al momento della firma della fideiussione, rendendo l'atto successivo revocabile se pregiudizievole.
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Espromissione di debito: promessa vincolante anche senza produzione
Un imprenditore si impegna a pagare i debiti professionali di una società in crisi verso un professionista, subordinando il pagamento all'avvio dell'attività di una nuova cooperativa. Gli eredi del professionista chiedono il pagamento tramite decreto ingiuntivo. L'imprenditore si oppone, sostenendo che si tratti di un accollo non perfezionato e che la condizione non si sia avverata. La Corte d'Appello qualifica l'accordo come espromissione di debito e accerta l'avvio dell'attività. La Corte di Cassazione conferma questa decisione, rigettando il ricorso dell'imprenditore. I giudici chiariscono che l'espromissione si perfeziona quando il creditore viene a conoscenza dell'impegno del terzo, senza necessità di una sua formale accettazione, e che la condizione si è realizzata con l'inizio effettivo dell'attività d'impresa.
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Promessa di pagamento: fattura a mio nome, ma paga la società?
Un rappresentante fiduciario di una società estera chiede a un fornitore di intestare le fatture a suo nome 'per semplicità di gestione'. Non pagando, il fornitore lo cita in giudizio. Il cuore della disputa è se tale richiesta costituisca una valida promessa di pagamento del debito altrui, rendendolo personalmente responsabile. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità giuridica della dichiarazione, non emette una sentenza definitiva. Invece, rinvia la causa a una nuova udienza pubblica per un esame più approfondito, lasciando l'esito della vicenda in sospeso.
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Mutuo dissenso e inadempimento nel preliminare
La Corte di Cassazione ha confermato lo scioglimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare per mutuo dissenso a causa di inadempimenti reciproci ed equivalenti delle parti. Il caso riguardava una complessa compravendita di fondi rustici dove né il promittente venditore né il promittente acquirente avevano rispettato le scadenze per il rogito. La Corte ha stabilito che, quando entrambi i contraenti sono inadempienti in misura simile, il giudice deve dichiarare risolto il rapporto negoziale, impedendo la sopravvivenza di un vincolo ormai privo di interesse per entrambi.
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Atto pubblico sostitutivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione analizza il caso di una clausola contenuta in una scrittura privata, ma omessa nel successivo atto pubblico sostitutivo di divisione ereditaria. La Corte ha ritenuto che la mancata riproduzione della clausola nell'atto definitivo ne comportasse la rinuncia. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il ricorso basato sulla cosiddetta "doppia ratio", poiché il ricorrente non ha impugnato con successo una delle due autonome ragioni su cui si fondava la decisione d'appello, rendendo irrilevante l'esame della seconda.
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Promessa di pagamento del debito altrui: è nulla
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31296/2023, ha stabilito che la promessa di pagamento del debito altrui, effettuata con un atto unilaterale come un'email, è da considerarsi giuridicamente nulla. La Corte ha chiarito che l'istituto della promessa di pagamento, previsto dall'art. 1988 c.c., ha solo un effetto processuale di inversione dell'onere della prova e può riguardare esclusivamente un debito proprio del dichiarante, non potendo creare nuove obbligazioni a carico di terzi. Per assumere il debito di un'altra persona sono necessari specifici contratti come l'espromissione.
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