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Art. 1271 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1271 Codice Civile

Opposizione a Decreto Ingiuntivo: L’Erede Contesta, le Parti Rinunciano
Un creditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un'erede per una somma di denaro significativa. Il debito derivava da un assegno bancario emesso dalla madre defunta dell'erede, che aveva agito su incarico del figlio (fratello dell'erede) tramite una delegazione al pagamento. L'erede ha proposto opposizione a decreto ingiuntivo, sostenendo l'invalidità del rapporto sottostante. La Corte d'Appello ha respinto l'opposizione, affermando che l'erede poteva sollevare solo le eccezioni opponibili dalla madre, senza aver fornito prova dell'invalidità. In Cassazione, le parti hanno rinunciato al giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensate le spese.
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Pagamento diretto subappaltatore: stop in caso di fallimento
Un Subappaltatore ha chiesto a un Ente Pubblico il pagamento diretto subappaltatore per opere eseguite nella costruzione di una scuola, a seguito del fallimento dell'Appaltatore principale. L'Ente Pubblico si è opposto sostenendo che il fallimento dell'Appaltatore scioglie il contratto di appalto e fa venire meno la possibilità di versare le somme direttamente al subappaltatore. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni dell'Ente Pubblico. I giudici hanno stabilito che la regola del pagamento diretto al subappaltatore vale solo quando l'Appaltatore principale è attivo e non fallito. Se interviene il fallimento, il contratto si scioglie e il Subappaltatore deve insinuarsi nel fallimento per recuperare i propri crediti insieme a tutti gli altri creditori, rispettando la parità di trattamento.
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Fallimento dell’appaltatore: stop al pagamento diretto del subappaltatore
Un Comune affida la costruzione di una palestra a un Consorzio, che subappalta i lavori a una società. Con un accordo aggiuntivo, si stabilisce il pagamento diretto del subappaltatore da parte del Comune. Successivamente, il Consorzio appaltatore fallisce e il Comune interrompe i pagamenti diretti. Il subappaltatore chiede il saldo dei lavori eseguiti, ma la Corte di Cassazione rigetta la domanda. I giudici chiariscono che il pagamento diretto del subappaltatore è un meccanismo applicabile solo se l'appaltatore è attivo (in bonis). Con il fallimento dell'appaltatore, il contratto si scioglie automaticamente e le somme residue devono essere versate alla curatela fallimentare. Il subappaltatore non può scavalcare gli altri creditori e deve insinuarsi al passivo del fallimento dell'appaltatore per recuperare il proprio credito.
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Valutazione del giudice di merito: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibili due ricorsi, uno principale e uno incidentale, relativi a una complessa operazione di finanziamento per l'acquisto di quote societarie. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la valutazione del giudice di merito sulla ricostruzione dei fatti è insindacabile in sede di legittimità. Il ricorso in Cassazione è limitato alla verifica di errori di diritto e non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti della causa.
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Delegazione di pagamento: il delegato può agire?
Una banca, agendo come delegato in una delegazione di pagamento, ha versato una somma a una società che l'ha ricevuta indebitamente. La Corte di Cassazione ha confermato che la banca delegata ha il diritto di agire direttamente contro la società beneficiaria per la restituzione della somma, in quanto si trattava di una delegazione di pagamento titolata rispetto al rapporto di valuta.
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