LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1270 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1270 Codice Civile

Opposizione a Decreto Ingiuntivo: L’Erede Contesta, le Parti Rinunciano
Un creditore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un'erede per una somma di denaro significativa. Il debito derivava da un assegno bancario emesso dalla madre defunta dell'erede, che aveva agito su incarico del figlio (fratello dell'erede) tramite una delegazione al pagamento. L'erede ha proposto opposizione a decreto ingiuntivo, sostenendo l'invalidità del rapporto sottostante. La Corte d'Appello ha respinto l'opposizione, affermando che l'erede poteva sollevare solo le eccezioni opponibili dalla madre, senza aver fornito prova dell'invalidità. In Cassazione, le parti hanno rinunciato al giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio e compensate le spese.
Continua »
TFR non versato: chi ha la legittimazione attiva nel fallimento?
Un Lavoratore ha aderito a un fondo di previdenza complementare, destinandovi il suo TFR. L'Azienda, successivamente fallita, non ha versato le quote di TFR al fondo. Il Lavoratore ha tentato di insinuarsi al passivo del fallimento per recuperare il suo credito. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta, sostenendo che solo il fondo avesse la legittimazione attiva, interpretando il conferimento del TFR come una cessione del credito. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della materia e i diversi orientamenti giurisprudenziali sulla legittimazione attiva per il TFR non versato alla previdenza complementare in caso di fallimento, ha rinviato la causa all'udienza pubblica per una decisione più approfondita, evidenziando la mancanza di un orientamento univoco.
Continua »
Lavoratore vs Fallimento: Chi ha diritto al Credito TFR Fondo Pensione?
Un lavoratore ha tentato di insinuare al passivo di un'azienda fallita il proprio Credito TFR Fondo Pensione Fallimento, non versato dall'ex datore di lavoro al fondo complementare. Il Tribunale ha respinto la richiesta, sostenendo che solo il fondo pensione avesse la legittimazione attiva. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto di giurisprudenza sulla titolarità del diritto e sulla natura del "conferimento" del TFR, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione più approfondita, evidenziando la complessità della materia.
Continua »
Fratello condannato: la Ripetizione dell’indebito per 2,1 milioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un fratello a restituire 2,1 milioni di euro all'altro, a titolo di Ripetizione dell'indebito. Un fratello aveva ordinato a una società di investimento di trasferire la somma sul conto dell'altro. I giudici hanno accertato che si trattava di una delegazione di pagamento priva di una valida giustificazione legale. Il fratello che aveva ricevuto il denaro aveva riconosciuto di averlo ricevuto e l'assenza di un titolo giustificativo. La Cassazione ha respinto tutti i motivi di ricorso, ribadendo la correttezza della decisione dei giudici precedenti.
Continua »
TFR non versato al Fondo: la Legittimazione Attiva del Lavoratore in Cassazione
Un lavoratore ha chiesto di essere ammesso al passivo di un fallimento per il TFR non versato dall'azienda a un fondo di previdenza complementare. Il Tribunale ha negato la sua legittimazione attiva, ritenendo che il conferimento del TFR al fondo fosse una cessione del credito, rendendo il fondo l'unico creditore. Il lavoratore ha contestato, sostenendo che si trattava di una delegazione di pagamento, il che gli avrebbe mantenuto il diritto di agire. La Corte di Cassazione ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla natura del "conferimento" del TFR e sulla legittimazione attiva del lavoratore in questi casi, decidendo di rinviare la causa a pubblica udienza per approfondire la complessa questione.
Continua »
Previdenza complementare: no al rimborso diretto al lavoratore
Tre lavoratori hanno fatto causa al proprio datore di lavoro e all'azienda committente per ottenere la restituzione delle somme trattenute in busta paga e mai versate al fondo di previdenza complementare a cui avevano aderito. Dopo aver revocato la delega al versamento, i dipendenti pretendevano il pagamento diretto di tali importi. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta dei lavoratori, stabilendo che le somme destinate alla previdenza complementare hanno natura previdenziale e non retributiva. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto a ricevere direttamente queste somme, ma può solo pretendere che il datore di lavoro le versi al fondo pensionistico o, in alternativa, chiedere il risarcimento del danno subito.
Continua »