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Art. 1265 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1265 Codice Civile

Cessione dei crediti nel concordato preventivo: stop ai rimborsi
Una società in concordato preventivo, assistita dal liquidatore giudiziale, ha citato un istituto bancario per ottenere la restituzione di oltre 1,2 milioni di euro. I clienti della società avevano versato queste somme direttamente all'istituto di credito in forza di precedenti accordi di garanzia. La procedura concorsuale sosteneva la tardiva notifica delle cessioni rispetto alla domanda di ammissione, invocando l'inefficacia delle operazioni verso la massa dei creditori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del liquidatore. I giudici hanno chiarito che il tema della cessione dei crediti nel concordato preventivo non consente di imporre alla banca la restituzione di debiti legittimi scaduti. L'eventuale inopponibilità della cessione obbliga al massimo i terzi debitori a pagare nuovamente, ma non attribuisce alla procedura un'azione di rimborso contro la banca creditrice in assenza di revocatoria.
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Credito conteso: chi perde paga, anche se il debitore avvia la causa
Un debitore, incerto su chi pagare tra due creditori che rivendicavano lo stesso credito, avvia una procedura di sequestro liberatorio. Nel successivo giudizio, il tribunale dà ragione a una Banca Cessionaria. Il creditore perdente ricorre in Cassazione, sostenendo di non dover pagare le spese legali perché la causa era nata da un'incertezza oggettiva del debitore. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che il **principio di soccombenza** si applica sempre: chi perde la disputa sulla titolarità del credito deve pagare le spese, a prescindere da chi abbia iniziato il giudizio.
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Legittimazione liquidatore giudiziale e cessione crediti
La Corte di Cassazione affronta il tema della legittimazione liquidatore giudiziale nel recupero di somme derivanti da cessioni di credito prive di data certa. Nel caso in esame, una società in concordato preventivo ha contestato i pagamenti ricevuti da una banca dopo l'apertura della procedura. I giudici di merito avevano negato il potere di agire del liquidatore, ma la Suprema Corte ha rinviato la questione a una pubblica udienza per la sua rilevanza nomofilattica.
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