LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1263 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1263 Codice Civile

Cessione del credito e interessi di mora: pretesi o incassati?
Un Ente Sanitario Privato cede i propri crediti verso una struttura pubblica a una Società di Factoring. Successivamente, la società accorda con l'amministrazione la rinuncia ad alcuni accessori del credito nell'ambito di una transazione generale. L'ente privato cita in giudizio la società e la banca sostenendo che la cessione del credito e interessi di mora prevedesse l'obbligo di recuperare tutti gli interessi maturati e non solo quelli incassati. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso: in mancanza di un patto contrario esplicito, la cessione del credito trasferisce anche i diritti accessori. Di conseguenza, la società di factoring era tenuta a versare all'ente privato unicamente gli interessi effettivamente recuperati dal debitore e non l'intero ammontare teorico.
Continua »
Cessione del Credito e Azione Revocatoria: Il Cessionario Beneficia degli Effetti
Una Banca ha concesso un mutuo e, dopo che il debitore ha venduto un immobile, ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. Successivamente, la Banca ha ceduto il credito a una società. Quest'ultima ha avviato l'esecuzione forzata sull'immobile. La acquirente ha contestato la validità della cessione del credito e la possibilità per il cessionario di beneficiare degli effetti dell'azione revocatoria già ottenuta dal cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che il cessionario di un credito beneficia ope legis degli effetti dell'azione revocatoria vittoriosamente esperita dal cedente, confermando la piena legittimità dell'esecuzione.
Continua »
Cessione del credito: chi cede il diritto non può fare causa
Un'Azienda Sanitaria e una Casa di Cura si scontrano in giudizio per un pagamento. Tuttavia, emerge che la Casa di Cura ha effettuato una cessione del credito a una società di factoring. La Corte di Cassazione rileva d'ufficio che il trasferimento del credito priva il creditore originario del potere di agire in giudizio per l'adempimento. Anche se si tratta di una cessione pro solvendo, il creditore originario perde la legittimazione, salvo per gli interessi maturati prima del trasferimento, se non diversamente pattuito. Poiché la questione non era stata discussa, la Corte assegna alle parti quaranta giorni per presentare osservazioni scritte sulla titolarità del credito prima di emettere la decisione finale.
Continua »
Cessione del credito: il nuovo creditore vince contro la frode
Una banca, creditrice verso un uomo, impugna la cessione di una casa fatta da quest'ultimo alla ex moglie durante la separazione, ritenendola una mossa per non pagare. Nel corso della causa, la banca effettua una cessione del credito a una società specializzata. I giudici d'appello bloccano la causa, sostenendo che la nuova società non possa proseguire l'azione revocatoria avviata dalla banca. La Corte di Cassazione ribalta questa decisione. I giudici chiariscono che il trasferimento del credito comporta automaticamente anche il passaggio di tutte le tutele e le azioni conservative collegate, inclusa l'azione revocatoria. Di conseguenza, il nuovo creditore ha il pieno diritto di proseguire la causa per proteggere il proprio credito. La sentenza d'appello viene annullata e la causa dovrà essere nuovamente discussa.
Continua »
Azione revocatoria: la donazione ai familiari non salva la casa
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia della donazione di immobili compiuta da un debitore a favore della moglie e della figlia. I creditori, rappresentati da istituti bancari e successivamente da società cessionarie del credito, hanno promosso con successo l'azione revocatoria. Il debitore aveva donato la nuda proprietà e l'usufrutto dei beni poco prima del fallimento della società di cui era garante. La Suprema Corte ha chiarito che per gli atti gratuiti successivi al sorgere del debito basta la semplice consapevolezza del pregiudizio arrecato alle ragioni dei creditori. Inoltre, i nuovi creditori succeduti nella titolarità del credito beneficiano automaticamente degli effetti della revoca dell'atto fraudolento.
Continua »
Cessione parziale del credito: il committente deve pagare lo studio
Un committente si oppone al decreto ingiuntivo richiesto da uno studio tecnico per prestazioni professionali di progettazione. Lo studio aveva precedentemente effettuato una cessione parziale del credito a un associato. Il committente eccepisce il difetto di legittimazione attiva dello studio e contesta gravi difformità edilizie. La Cassazione rigetta il ricorso del committente, confermando che la cessione parziale del credito non fa perdere al creditore originario la legittimazione ad agire per la quota residua. Inoltre, trattandosi di prestazione unitaria, il giudice può valutare l'intero rapporto contrattuale per quantificare il dovuto, escludendo l'inversione dell'onere della prova se l'adempimento risulta provato dagli atti di causa.
Continua »
Cessione del credito e garanzie: anche quelle autonome passano
La Corte di Cassazione affronta un caso di cessione del credito e garanzie personali. Due garanti si opponevano al pagamento verso il nuovo creditore, sostenendo che la loro non era una semplice fideiussione, ma un contratto autonomo di garanzia che non si sarebbe trasferito automaticamente con il credito. La Corte ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: l'articolo 1263 del codice civile, che prevede il trasferimento degli accessori del credito, si applica a tutte le garanzie personali. Pertanto, anche un contratto autonomo di garanzia segue il credito e si trasferisce al nuovo creditore. I garanti sono stati condannati a pagare.
Continua »
Cessione del credito e azione revocatoria: il diritto segue il debito
La Corte di Cassazione ha chiarito il legame tra cessione del credito e azione revocatoria. Un creditore aveva avviato un'azione revocatoria per annullare una transazione con cui il suo debitore si era privato di un ingente patrimonio. Durante la causa, il creditore ha ceduto il suo credito a una società. L'azienda debitrice ha sostenuto che il nuovo creditore non potesse proseguire l'azione. La Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che l'azione revocatoria è un accessorio del credito. Pertanto, essa si trasferisce automaticamente (ipso iure) al nuovo creditore insieme al credito stesso, a meno che non sia escluso. Il nuovo creditore ha quindi il diritto di continuare la causa per proteggere il credito acquistato.
Continua »
Cessione Contratto di Garanzia: Garante Paga Anche al Nuovo Credito
Una persona aveva firmato un contratto autonomo di garanzia per un debito altrui. Quando la banca ha venduto il credito a una nuova società, la garante ha sostenuto che la sua garanzia non potesse essere trasferita senza il suo consenso. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la cessione del contratto autonomo di garanzia è automatica e segue il credito principale venduto in blocco secondo l'art. 58 del Testo Unico Bancario. Di conseguenza, il garante è obbligato a pagare il nuovo creditore. La garante ha perso la causa.
Continua »
Cessione Credito: Società Perde Causa per Mancanza di Prova
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società di gestione crediti contro alcuni garanti (fideiussori). La società non è riuscita a fornire la prova della cessione del credito che intendeva riscuotere. Aveva acquistato un pacchetto di crediti deteriorati dalla banca originaria, ma in giudizio non ha prodotto il contratto specifico che dimostrasse l'inclusione di quel particolare debito nel pacchetto. Senza questa prova fondamentale, la società non aveva la 'legittimazione ad agire', cioè il diritto di chiedere il pagamento. Di conseguenza, i garanti hanno vinto la causa e non sono stati costretti a pagare.
Continua »
Azione Revocatoria Fondo Patrimoniale: Vince il Debitore in Cassazione
Due garanti costituiscono un fondo patrimoniale per proteggere i loro immobili. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria del fondo patrimoniale, sostenendo che l'atto pregiudica il recupero del credito. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: la consapevolezza del debitore di arrecare un danno ('scientia damni') non può essere presunta solo perché ignorava una regola giuridica. Deve essere provata in modo effettivo. I giudici devono accertare se il debitore, al di là di eventuali errori di valutazione legale, fosse concretamente convinto di non danneggiare il creditore grazie ad altri beni. La Corte annulla la precedente decisione, accogliendo le ragioni dei debitori e rinviando il caso a un nuovo esame.
Continua »
Azione Revocatoria: Dona i beni ai figli ma il nuovo creditore vince
Una garante aveva donato tutti i suoi immobili ai figli per sottrarli alla garanzia patrimoniale. La banca creditrice aveva avviato un'azione revocatoria, per poi cedere il credito a una società specializzata. La garante sosteneva che la nuova società non potesse proseguire l'azione. La Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: l'azione revocatoria è uno strumento di tutela che si trasferisce automaticamente insieme al credito. Di conseguenza, il nuovo creditore ha pieno diritto di beneficiare degli effetti dell'azione iniziata dal precedente, rendendo la donazione inefficace nei suoi confronti. La garante ha perso la causa.
Continua »
Azione revocatoria e cessione del credito: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito tramite cartolarizzazione, il nuovo creditore può intervenire nel giudizio di azione revocatoria già avviato dal cedente. L'azione revocatoria è considerata uno strumento di conservazione della garanzia patrimoniale strettamente connesso al credito stesso, configurando quindi una successione a titolo particolare nel diritto controverso. La decisione conferma la legittimità dell'intervento del cessionario anche in grado di appello, respingendo le contestazioni del debitore sulla natura autonoma del diritto all'inefficacia dell'atto dispositivo.
Continua »
Data certa: quando è opponibile a terzi? La Cassazione
Una società cercava di recuperare un credito basandosi su un contratto di cessione che riportava due date diverse, una precedente e una successiva alla cancellazione della società cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per avere data certa opponibile a terzi, un documento privato deve basarsi su fatti oggettivi ed esterni, come previsto dall'art. 2704 c.c., e non su presunzioni o elementi interni al documento stesso, annullando così la decisione del giudice d'appello.
Continua »
Titolarità del credito: no al trasferimento se c’è accordo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un accordo transattivo stipulato da una società di factoring per recuperare un credito non ne trasferisce automaticamente la titolarità. Di conseguenza, la società cedente originaria rimane obbligata al pagamento in caso di inadempimento del debitore. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che sosteneva la perdita della titolarità del credito da parte del factor, confermando la validità dell'azione di recupero.
Continua »
Mandato senza rappresentanza: no a danni dal terzo
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'azione del mandante nel mandato senza rappresentanza. Un soggetto, dopo aver riottenuto la titolarità di una polizza vita gestita da una società fiduciaria, scopriva che il suo valore era stato drasticamente ridotto da un riscatto parziale non autorizzato. La sua richiesta di risarcimento danni contro la compagnia assicurativa è stata respinta. La Suprema Corte ha confermato che, in un mandato senza rappresentanza, il mandante può esercitare solo i diritti di credito derivanti dal contratto, ma non può agire direttamente contro il terzo per il risarcimento del danno, né durante né dopo la cessazione del mandato.
Continua »
Cessione del credito e arricchimento ingiustificato
Una società finanziaria, cessionaria di crediti derivanti da servizi resi a una ASL, si è vista negare dalla Cassazione la possibilità di agire per arricchimento ingiustificato. I contratti originari erano nulli e la Corte ha stabilito che la cessione del credito, di natura contrattuale, non trasferisce automaticamente l'azione di arricchimento, che è extracontrattuale e spetta a chi ha subito il depauperamento diretto, ovvero il fornitore originario.
Continua »
Azione revocatoria cessione credito: gli effetti
Un creditore bancario ha avviato un'azione revocatoria contro un debitore che aveva donato il suo unico bene di valore ai figli. Durante il processo, la banca ha ceduto il suo credito a una società specializzata. I debitori sostenevano che la nuova società non potesse beneficiare della causa in corso. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando un principio chiave sull'azione revocatoria cessione credito: gli effetti dell'azione, incluso il diritto di esecuzione sul bene, si trasferiscono automaticamente al nuovo creditore insieme al credito stesso.
Continua »
Azione revocatoria: la prova della conoscenza del danno
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inefficace la vendita di un immobile tra un debitore e un suo amico. La Suprema Corte ha stabilito che la prova della conoscenza del pregiudizio da parte dell'acquirente può essere legittimamente desunta tramite presunzioni, come il profondo legame di amicizia tra le parti. Inoltre, ha ribadito che, in caso di cessione di crediti in blocco, la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario, validando così la sua legittimazione ad agire.
Continua »
Interessi moratori D.Lgs. 231/02: applicazione automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28413/2024, ha stabilito che gli interessi moratori D.Lgs. 231/02 nelle transazioni commerciali si applicano automaticamente (ex lege), senza necessità di una specifica richiesta da parte del creditore. Anche se in appello il creditore chiede genericamente gli 'interessi legali', non si configura una rinuncia automatica a quelli, più elevati, previsti dalla normativa speciale. Il caso riguardava una società creditrice che, a seguito di una cessione di credito, si era vista riconoscere in appello solo gli interessi legali e non quelli commerciali, nonostante il ritardo nel pagamento.
Continua »