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Art. 126-bis Codice della Strada — Anno 2022

Altri anni per Art. 126-bis Codice della Strada

Comunicazione Dati Conducente: Multa Nulla se Ricorso Pendente
Un automobilista ha ricevuto una multa per non aver comunicato i dati del conducente dopo una violazione del Codice della Strada. Aveva però impugnato la multa originale. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di comunicazione dati conducente e il relativo termine di 60 giorni si sospendono se è pendente un ricorso contro la violazione principale. Il termine ricomincia a decorrere solo dopo la conclusione sfavorevole del ricorso. Pertanto, la sanzione per mancata comunicazione dati, se emessa prima della definizione del ricorso sulla violazione presupposta, è illegittima. La sentenza annulla la decisione precedente e rinvia il caso per una nuova valutazione.
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Validità verbale di contestazione: la data dell’illecito deve essere esplicita
Un cittadino ha ricevuto una sanzione per non aver comunicato i dati del conducente dopo una violazione stradale. Ha contestato la multa sostenendo l'invalidità del verbale di contestazione, poiché mancava la data esatta dell'illecito originario. I giudici di merito avevano ritenuto la data ricavabile 'per relationem'. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il verbale deve indicare in modo preciso e dettagliato la data della violazione. Non è sufficiente che la data sia ricavabile per implicito. La Corte ha accolto il ricorso del cittadino, cassando la sentenza e rinviando la causa al Tribunale per un nuovo esame, affermando la necessità della chiarezza per la validità verbale di contestazione.
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Comunicazione dati conducente: giacenza postale e spese
Una società impugna un verbale per omessa comunicazione dati conducente, sostenendo di aver calcolato i sessanta giorni dal ritiro materiale della raccomandata e non dalla giacenza postale. La Corte di Cassazione conferma la sanzione: il termine decorre dal decimo giorno di giacenza dell'avviso e non dalla successiva presa visione dell'atto. La mancata comprensione del contenuto della busta non scusa il ritardo. I Giudici accolgono però il ricorso sulle spese legali, riducendo l'importo liquidato dal tribunale poiché superava i massimi tariffari previsti per le cause di modesto valore senza alcuna motivazione.
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Revisione della patente per esaurimento dei punti: la decisione
Un automobilista ha proposto ricorso in Cassazione dopo aver subito la revisione della patente per esaurimento dei punti. Il guidatore sosteneva l'illegittimità del provvedimento perché l'amministrazione non aveva notificato le singole comunicazioni di decurtazione dei punti dopo ogni infrazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata comunicazione formale delle variazioni di punteggio non annulla il provvedimento finale. L'automobilista apprende la decurtazione già dal verbale di accertamento notificato dagli agenti e può verificare in ogni momento il saldo punti sul portale dedicato. La decisione conferma che l'azzeramento dei punti comporta l'obbligo di ripetere gli esami di guida.
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Mancata comunicazione dati conducente: la multa al proprietario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista, proprietario di un veicolo, sanzionato per la mancata comunicazione dati conducente dopo un'infrazione per eccesso di velocità. Il proprietario sosteneva di non poter identificare il conducente poiché l'auto era utilizzata indistintamente da dipendenti e collaboratori del suo studio. I giudici hanno chiarito che il proprietario ha l'obbligo di vigilare sull'affidamento del mezzo e di annotare chi lo utilizza. La mancata conoscenza dell'identità di chi guida non costituisce un giustificato motivo, a meno che non si provi il furto del veicolo o un evento del tutto imprevedibile e inevitabile, nonostante l'adozione di un registro scritto delle guide. Di conseguenza, il proprietario deve pagare la sanzione e le spese di giudizio.
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Multa annullata ma resta la mancata comunicazione dati conducente
L'Automobilista ha impugnato una cartella esattoriale emessa per la violazione dell'articolo 126-bis del Codice della Strada, contestando la sanzione per la mancata comunicazione dati conducente. Il ricorrente sosteneva che l'annullamento del verbale principale per eccesso di velocità facesse venire meno anche la sanzione successiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di comunicare i dati del conducente costituisce un illecito autonomo e istantaneo. Pertanto, l'annullamento della multa originaria non cancella la sanzione per non aver fornito i dati richiesti dall'autorità nei termini previsti. L'Automobilista perde la causa e deve pagare anche il doppio del contributo unificato.
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