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Art. 1253 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1253 Codice Civile

Collazione di Immobile Costruito: La Cassazione Riforma la Sentenza
Una figlia aveva ricevuto in donazione un terreno dal padre e vi aveva costruito una casa con i propri soldi. Alla morte del genitore, in sede di divisione ereditaria, è sorta la questione se la casa dovesse rientrare nell'obbligo di collazione. La Corte d'Appello aveva stabilito che sia il terreno che la casa andassero conferiti all'eredità. La Cassazione, invece, ha chiarito che la collazione di immobile costruito con denaro proprio su terreno donato deve riguardare solo il valore del terreno al momento della donazione. Il donatario ha diritto a dedurre il valore delle migliorie (la casa) e può farlo con una semplice eccezione, senza bisogno di una domanda riconvenzionale. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Institutio ex re certa: quando l’eredità cancella il debito
Due sorelle ereditano la farmacia paterna. Una di esse aveva acceso un mutuo personale per ripianare i debiti dell'attività del padre. Dopo la morte del genitore, la sorella creditrice chiede all'altra il rimborso delle rate. I giudici di merito rigettano la domanda, ritenendo che la disposizione testamentaria della farmacia costituisse una institutio ex re certa. Di conseguenza, la sorella creditrice, diventando coerede, è subentrata pro quota anche nel debito paterno, determinando l'estinzione del credito per confusione per la sua quota del cinquanta percento, mentre l'altra metà era già stata rimborsata. La Cassazione conferma la decisione, respingendo il ricorso e condannando la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
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Interesse ad agire: produzione documenti in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione di un testamento in appello, anche se tardiva, è ammissibile se serve a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse ad agire. Nel caso specifico, il convenuto per la restituzione di donazioni era stato nominato erede universale dalla donante, un fatto che, se provato, avrebbe estinto la controversia. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto inammissibili tali documenti, sottolineando che l'interesse ad agire deve persistere per tutta la durata del processo.
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Rivalsa IVA appalto: senza fattura non c’è diritto
Un appaltatore ha perso in giudizio una causa per il pagamento di lavori edili. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando due principi chiave: l'eccezione di tardiva denuncia dei vizi deve essere sollevata tempestivamente, e il diritto di rivalsa IVA appalto sorge solo con l'emissione di una fattura. Non avendola mai emessa, l'appaltatore non poteva pretendere il pagamento dell'imposta dal committente.
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