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Art. 1247 Codice Civile — Anno 2022

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Compensazione impropria conto anticipi: vittoria dei garanti
La banca ha chiesto ai garanti il pagamento del saldo passivo di un conto anticipi fatture riferito a una societa poi fallita. I garanti hanno chiesto il ricalcolo complessivo di tutti i conti correnti della societa per contestare usura e anatocismo, invocando la compensazione impropria conto anticipi. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta ritenendo il conto anticipi autonomo e negando ai garanti la legittimazione al ricalcolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei garanti. I giudici di legittimita hanno stabilito che occorre accertare se sussista un collegamento funzionale unitario tra il conto ordinario e il conto anticipi. Se i conti sono collegati, la compensazione impropria conto anticipi opera liberamente per determinare il reale credito della banca.
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Compensazione nei contratti bancari: perché non è automatica
I Fideiussori di una società fallita hanno citato in giudizio la Banca per ricalcolare i saldi di tre conti correnti. Il Tribunale ha accolto parzialmente la domanda. In appello, i garanti hanno chiesto la compensazione dei saldi dei diversi conti (uno in debito e due in credito). La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che la compensazione nei contratti bancari ex art. 1853 c.c. non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma richiede una tempestiva eccezione della parte nel primo grado di giudizio. Di conseguenza, i Fideiussori hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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