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Art. 1229 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 1229 Codice Civile

Previdenza complementare: se il fondo è vuoto l’ente non paga
Una lavoratrice ha richiesto la condanna dell'ente previdenziale al pagamento dell'indennità integrativa denominata "ex fissa". La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il fondo di previdenza complementare funziona a ripartizione e costituisce un patrimonio autonomo rispetto all'ente gestore. Quest'ultimo agisce come mero delegato al pagamento e non risponde in proprio dei debiti del fondo in caso di grave crisi di liquidità. Di conseguenza, l'assenza di risorse finanziarie del fondo esonera l'ente gestore dall'obbligo di erogare la prestazione, purché abbia correttamente vigilato e segnalato la crisi alle parti sociali.
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Previdenza complementare: niente indennità se il fondo è vuoto
Un giornalista ha chiesto la condanna dell'ente previdenziale al pagamento dell'indennità ex fissa, attinta dal fondo di previdenza complementare. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, rilevando che il fondo ha natura a ripartizione e che l'ente gestore, avendo segnalato la crisi di liquidità, era esonerato dal pagamento in assenza di risorse. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso del lavoratore. I giudici hanno chiarito che l'ente previdenziale agisce come mero gestore con contabilità separata e non risponde in proprio dei debiti del fondo, il quale costituisce un centro autonomo di imputazione giuridica. Di conseguenza, l'assenza di liquidità del fondo esclude l'esigibilità immediata della prestazione.
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Indennità ex fissa: fondo vuoto, l’ente gestore non paga
Un giornalista ha richiesto il pagamento dell'indennità ex fissa al Fondo Integrativo gestito dall'ente previdenziale di categoria. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione dell'ente gestore, rilevando che quest'ultimo non ha un'obbligazione propria verso l'iscritto e che il Fondo era privo di liquidità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore. La Corte ha chiarito che il Fondo costituisce un centro autonomo di imputazione giuridica e che l'ente gestore agisce come mero delegato al pagamento (adiectus solutionis causa). Di conseguenza, l'ente non risponde con il proprio patrimonio dei debiti del Fondo, specialmente in caso di accertata illiquidità dello stesso, operando il sistema a ripartizione.
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Previdenza complementare dei giornalisti: l’ente gestore è salvo
Un giornalista ha richiesto il pagamento dell'indennità integrativa all'ente previdenziale, gestore del relativo fondo. La Corte d'Appello ha condannato l'ente al pagamento, ritenendo non provata la mancanza di fondi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il fondo di previdenza complementare dei giornalisti è un soggetto autonomo rispetto all'ente gestore e funziona con il sistema a ripartizione. Di conseguenza, l'ente gestore non risponde con il proprio patrimonio e l'insufficienza di cassa deve essere valutata globalmente rispetto a tutte le domande pendenti, e non sul singolo lavoratore. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
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Indennità ex fissa: se il fondo è vuoto l’ente non paga
Un giornalista ha chiesto la condanna dell'ente previdenziale dei giornalisti al pagamento dell'indennità ex fissa, una prestazione integrativa aziendale. La Corte d'Appello ha respinto la domanda a causa della grave crisi di liquidità del fondo integrativo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore. I giudici hanno chiarito che il fondo ha natura di fondo a ripartizione e costituisce un soggetto giuridico autonomo rispetto all'ente gestore. Di conseguenza, l'ente gestore non risponde con il proprio patrimonio dei debiti del fondo e, in mancanza di risorse finanziarie nel fondo stesso, l'indennità ex fissa non può essere pretesa direttamente dall'ente.
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Contratto di agenzia: scontro su provvigioni e indennità
Un agente di commercio ha citato in giudizio l'azienda preponente per ottenere differenze sulle provvigioni per merce restituita e l'indennità di fine rapporto legata al contratto di agenzia. La Corte d'Appello ha riconosciuto parzialmente le provvigioni ma ha rigettato la richiesta di indennità ex art. 1751 c.c., ritenendo prevalente una clausola contrattuale più favorevole. Entrambe le parti hanno proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'agente sia quello incidentale dell'azienda. I giudici hanno chiarito che l'interpretazione delle clausole contrattuali spetta esclusivamente al giudice di merito, purché sia logica e coerente, e che non si possono proporre per la prima volta in Cassazione nuove questioni giuridiche non sollevate nei gradi precedenti.
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Interposizione fittizia di manodopera: appalto nullo per Poste
Il Lavoratore ha svolto attività di trasporto per conto de L'Azienda, pur essendo formalmente assunto da un'impresa individuale terza. I giudici di merito hanno accertato che L'Azienda pianificava dettagliatamente i percorsi, forniva le attrezzature e dirigeva quotidianamente l'attività del dipendente, configurando un'ipotesi di interposizione fittizia di manodopera. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso de L'Azienda, confermando la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente con quest'ultima. La Suprema Corte ha inoltre dichiarato nulla la clausola di manleva con cui l'appaltatore si impegnava a tenere indenne il committente, poiché contraria a norme imperative. L'Azienda è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Inquadramento superiore: quando non è dovuto?
Un dipendente bancario ha richiesto un inquadramento superiore al livello di Quadro, sostenendo che le sue mansioni lo giustificassero. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, e ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse motivato adeguatamente la sua scelta, basata sull'assenza di effettivi poteri decisionali e gestionali richiesti per quel livello.
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Indennità ex fissa: quando il fondo non paga?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una giornalista per il pagamento dell'indennità ex fissa. La decisione si fonda sulla distinzione tra il fondo previdenziale, un'entità autonoma, e l'istituto che lo gestisce. Quest'ultimo agisce solo come agente di pagamento e non è tenuto a erogare le prestazioni se il fondo è privo di liquidità, confermando che la sua obbligazione è limitata alla disponibilità finanziaria del fondo stesso.
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Indennità ex fissa: la Cassazione chiarisce
Un giornalista ha richiesto il pagamento dell'indennità ex fissa, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che l'ente previdenziale agisce solo come gestore di cassa e la sua responsabilità è limitata alla liquidità del fondo specifico, che non è un sistema a capitalizzazione individuale.
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