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Art. 122 Costituzione — Anno 2025

Altri anni per Art. 122 Costituzione

Responsabilità da provvedimento illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34712/2025, ha chiarito un importante principio in materia di responsabilità della Pubblica Amministrazione. Il caso riguarda una società agricola che aveva ottenuto un'autorizzazione regionale per un impianto, poi annullata a causa della successiva dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale su cui si basava. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non distinguere tra la domanda di risarcimento per l'illegittimo esercizio del potere legislativo (non ammissibile) e la distinta domanda di risarcimento per la lesione del legittimo affidamento su un provvedimento amministrativo favorevole poi annullato. La sentenza è stata cassata con rinvio per esaminare la specifica questione della responsabilità da provvedimento illegittimo.
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Ineleggibilità elezioni regionali: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di ineleggibilità di un dirigente regionale candidato alle elezioni. La Corte ha stabilito che la norma eccezionale, prevista per la conclusione anticipata della legislatura, non può sanare il mancato rispetto dei termini ordinari per la rimozione delle cause di ineleggibilità, se questi sono già scaduti. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare la par condicio tra i candidati, evitando che un soggetto possa beneficiare di una rimessione in termini a danno di chi ha rispettato le scadenze. La sentenza affronta il tema della ineleggibilità nelle elezioni regionali e il bilanciamento tra regole generali ed eccezioni.
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Insindacabilità consiglieri regionali: la Cassazione
Un consigliere regionale, indagato per diffamazione a seguito di dichiarazioni rese in aula, ha visto il suo procedimento archiviato per particolare tenuità del fatto. L'indagato ha però impugnato la decisione, sostenendo la necessità di un proscioglimento nel merito basato sull'insindacabilità consiglieri regionali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'archiviazione e rinviando gli atti al giudice di primo grado. La Suprema Corte ha stabilito che la prerogativa costituzionale dell'insindacabilità, che protegge le opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni, deve essere valutata prioritariamente rispetto alla tenuità del fatto, poiché rappresenta una causa di non punibilità che esclude la stessa rilevanza penale della condotta.
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Ineleggibilità deputato regionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di ineleggibilità di un deputato regionale. La causa di ineleggibilità deputato regionale è scaturita dal suo ruolo di consigliere di amministrazione in una società cooperativa che deteneva contratti di ristorazione con enti statali. La Corte ha stabilito che, ai fini della normativa elettorale siciliana, un contratto di appalto di servizi (come la fornitura di pasti) rientra nella nozione di "somministrazione", integrando così la causa di ineleggibilità volta a prevenire potenziali conflitti di interesse e a garantire la parità di condizioni tra i candidati.
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Condotta antisindacale: legge regionale e P.A. esenti
Un'associazione sindacale ha accusato una Regione di condotta antisindacale per aver dirottato, tramite leggi regionali, fondi destinati ai dirigenti verso il personale di comparto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo, l'emanazione di una legge è un atto politico non sindacabile in sede giurisdizionale come condotta antisindacale. Secondo, la Pubblica Amministrazione, in qualità di datore di lavoro, ha l'obbligo di applicare le leggi vigenti e non può essere ritenuta responsabile per tale adempimento, anche se la legge è di dubbia costituzionalità. Inoltre, la Corte ha rilevato la mancanza del requisito dell'attualità del pregiudizio, necessario per la tutela ex art. 28 Stat. Lav., poiché gli effetti della condotta si erano ormai consolidati nel tempo.
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Ineleggibilità Amministratori: la Cassazione decide
Un deputato regionale è stato dichiarato decaduto a causa della sua carica di amministratore in un ente beneficiario di contributi regionali. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo la distinzione fondamentale tra ineleggibilità e incompatibilità. Secondo i giudici, se la carica è preesistente alla competizione elettorale, si configura una causa di ineleggibilità, volta a proteggere la libertà di voto, e non una mera incompatibilità, che sorge dopo l'elezione per evitare conflitti di interesse. L'ordinanza sottolinea come questa distinzione temporale sia decisiva per determinare la sanzione, confermando la validità della più severa normativa regionale siciliana in materia.
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