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Art. 120 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 120 Codice di Procedura Penale

Volontà punitiva: la Cassazione e la Riforma Cartabia
La Corte di Cassazione ha stabilito che la volontà punitiva espressa dalla vittima è valida anche se manifestata tramite una querela tardiva o la costituzione di parte civile prima che il reato diventasse perseguibile a querela. Il caso riguardava una truffa aggravata inizialmente procedibile d'ufficio e poi mutata in procedibile a querela per effetto della Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha chiarito che l'intenzione di perseguire il colpevole, se già presente negli atti, soddisfa la nuova condizione di procedibilità, annullando il diniego di sequestro preventivo precedentemente emesso.
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Truffa a consumazione prolungata: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha analizzato un complesso caso di frode finanziaria perpetrata da un consulente ai danni di un'investitrice anziana. Il fulcro della decisione riguarda la truffa a consumazione prolungata, schema che si verifica quando il danno patrimoniale avviene tramite versamenti frazionati nel tempo. La Corte ha confermato l'aggravante della minorata difesa, poiché il consulente ha sfruttato l'inesperienza e l'età della vittima per compiere operazioni rischiose a sua insaputa. È stata inoltre ribadita la responsabilità in solido dell'istituto bancario, mentre è stato accolto il ricorso della banca limitatamente all'omessa pronuncia sul danno all'immagine subito dall'ente stesso.
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Appropriazione indebita querela: chi è la vittima?
Un sub-agente assicurativo viene condannato per appropriazione indebita per non aver versato i premi incassati. Nel ricorso, contesta il diritto di querela dell'agenzia, sostenendo che solo la compagnia assicurativa fosse la vittima. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che in caso di appropriazione indebita querela, anche chi è tenuto a risarcire il proprietario, come l'agenzia, è considerato persona offesa e può sporgere denuncia.
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Interesse parte civile: inammissibile ricorso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44709/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso della parte civile avverso una pronuncia di non doversi procedere per mancanza di querela. La Corte ha ribadito il principio secondo cui l'interesse della parte civile a impugnare è carente quando la decisione, di natura puramente processuale, non pregiudica il suo diritto di agire in sede civile per il risarcimento del danno.
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Tardività querela: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi in materia di frode assicurativa. La sentenza affronta temi cruciali come la tardività della querela, chiarendo che il termine per la denuncia decorre dalla piena conoscenza del fatto, spesso coincidente con la fine delle indagini assicurative. Viene inoltre confermata la legittimità dell'uso di dichiarazioni rese a investigatori privati. La Corte dichiara inammissibili la maggior parte dei ricorsi, ma annulla con rinvio la sentenza per un'imputata a causa di un grave vizio di notifica al difensore di fiducia.
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