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Art. 1189 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1189 Codice Civile

Pagamento al Rappresentante Apparente: Quando il Debitore Non è Liberato
Un'Azienda ha contestato un decreto ingiuntivo per lavori di riparazione su un autocarro, sostenendo di aver già effettuato il pagamento al rappresentante apparente del creditore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Azienda. Ha ribadito che chi invoca il principio del pagamento al rappresentante apparente deve provare sia la propria buona fede sia il comportamento colposo del creditore che ha generato tale apparenza. L'Azienda non ha fornito queste prove. La Cassazione ha anche confermato l'inammissibilità del ricorso per "doppia conforme" sui fatti decisivi.
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Assegno di traenza rubato: perché le Poste non pagano i danni
Una compagnia assicurativa ha emesso un assegno di traenza per liquidare un indennizzo. Il titolo, spedito per posta ordinaria, è stato rubato e incassato da un malfattore presso un ufficio postale utilizzando un documento d'identità falso. La compagnia ha dovuto pagare nuovamente il vero beneficiario e ha citato in giudizio l'ente postale per chiedere il risarcimento del danno, lamentando la mancata verifica dell'identità del presentatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'assenza di responsabilità dell'ente postale. La banca negoziatrice risponde per contatto qualificato secondo la diligenza professionale, ma non ha una responsabilità oggettiva. Avendo l'ente postale verificato la corrispondenza del nome sul documento (non palesemente alterato) e sul titolo, ha fornito la prova liberatoria di aver agito senza colpa.
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Paga la persona sbagliata ma è libero: il creditore apparente
Un'azienda vende un veicolo ma non riceve il saldo. L'acquirente sostiene di aver pagato un intermediario che ha consegnato l'auto, credendolo autorizzato. L'azienda gli fa causa per ottenere il pagamento. La Corte di Cassazione dà ragione all'acquirente, stabilendo che il suo debito è estinto. Il principio applicato è quello del 'pagamento al creditore apparente'. La Corte ha ritenuto che l'acquirente fosse in buona fede e che l'apparenza fosse stata causata da un comportamento colposo dell'azienda venditrice. Di conseguenza, il pagamento, anche se fatto alla persona sbagliata, è considerato valido e libera l'acquirente da ogni obbligo.
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