LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1186 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1186 Codice Civile

Piano del consumatore: la Cassazione sui piani lunghi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società di gestione crediti contro l'omologazione di un piano del consumatore. Il creditore lamentava l'eccessiva durata (14 anni) della dilazione di pagamento. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla lunghezza e congruità del piano rientra nel merito del giudizio del Tribunale e non è sindacabile in sede di legittimità, a meno che non venga sollevata una specifica censura per vizio di motivazione, cosa non avvenuta nel caso di specie. La decisione rafforza la discrezionalità del giudice di merito nel bilanciare l'interesse del creditore con il principio della "second chance" per il debitore sovraindebitato.
Continua »
Escussione prematura: quali danni per il garante?
Un istituto di credito ha attivato una garanzia fideiussoria prima della scadenza del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che il danno risarcibile per questa escussione prematura si limita agli interessi legali per il periodo di anticipato pagamento, e non all'intero capitale, poiché il debito sarebbe comunque dovuto essere saldato. L'appello del garante è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Inammissibilità appello: la specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha confermato la declaratoria di inammissibilità di un appello presentato da un cliente contro un istituto di credito. Il motivo risiede nella genericità dei motivi di gravame, che non contestavano specificamente le ragioni della sentenza di primo grado. La Suprema Corte ha sottolineato che, di fronte a una pronuncia di inammissibilità dell'appello, il ricorso successivo deve prima contestare la correttezza di tale valutazione procedurale, e non limitarsi a riproporre le questioni di merito.
Continua »
Copia documentazione bancaria: sì al decreto ingiuntivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto del cliente a ottenere la copia della documentazione bancaria è un'obbligazione di 'dare' e non di 'fare'. Pertanto, è possibile richiederla tramite decreto ingiuntivo. Inoltre, la banca non può subordinare la consegna dei documenti al pagamento anticipato dei costi di riproduzione, poiché tale facoltà di addebito non costituisce una condizione di esigibilità del diritto.
Continua »
Cessione crediti in blocco: la prova in giudizio
Una società veicolo, intervenuta in un giudizio di opposizione a precetto in qualità di cessionaria di un credito bancario, si vede negare la legittimazione dalla Corte d'Appello per mancata prova della cessione. La Corte di Cassazione interviene chiarendo i requisiti probatori per la cessione crediti in blocco, specificando che l'iscrizione nel Registro delle Imprese non è necessaria. Tuttavia, il ricorso viene rigettato per altre ragioni procedurali legate al difetto di autosufficienza.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: le rationes decidendi
Un correntista ha impugnato la decisione di una banca di dichiararlo decaduto dal beneficio del termine. La Corte d'Appello ha respinto il suo gravame basandosi su molteplici motivazioni autonome. Il successivo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché l'interessato non ha contestato tutte le 'rationes decidendi' della sentenza precedente, rendendo il suo appello proceduralmente invalido. Il caso evidenzia l'importanza di un'impugnazione completa per evitare una declaratoria di inammissibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »