LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1183 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1183 Codice Civile

Inadempimento contratto preliminare: chi ha ragione?
La Corte di Cassazione esamina un caso di inadempimento di un contratto preliminare immobiliare. La controversia nasce dalla mancata stipula del rogito definitivo. I promissari acquirenti, pur avendo versato l'80% del prezzo, lamentavano la mancata predisposizione della documentazione catastale da parte della promittente venditrice. Quest'ultima, a sua volta, eccepiva il mancato saldo del prezzo. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, attribuendo la responsabilità prevalente dell'inadempimento contratto preliminare alla parte venditrice per non aver regolarizzato la situazione catastale dell'immobile, un onere che, seppur non impeditivo in assoluto, avrebbe comportato costi e difficoltà aggiuntive per gli acquirenti. La Corte ha inoltre chiarito che la società che aveva acquistato l'immobile dalla venditrice durante la causa era legittimamente parte del processo come successore nel diritto controverso.
Continua »
Spese infrastrutturali: quando non spetta il rimborso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che chiedeva la restituzione di somme versate a una ditta costruttrice a titolo di spese infrastrutturali per l'allaccio idrico. La decisione si fonda sulla mancanza di una prova certa e inequivocabile del pagamento e della sua causale, sottolineando che il giudice di merito ha correttamente valutato l'inattendibilità di alcune testimonianze e la genericità delle prove documentali fornite.
Continua »
Ricognizione di debito e revocatoria: la data certa
In una causa di separazione, una moglie intenta un'azione revocatoria per un pagamento fatto dal marito al fratello, sostenendo che fosse fittizio. La Cassazione ha respinto il ricorso, validando il pagamento sulla base di una ricognizione di debito. La Corte ha stabilito che la copia conforme autenticata da un notaio è sufficiente a provare la data certa dell'atto, anche senza l'iscrizione a repertorio, e che un debito pecuniario senza scadenza è immediatamente esigibile.
Continua »
Ricorso improcedibile: il deposito della notifica
Una controversia commerciale tra ex partner, relativa a un mancato acquisto di quote societarie, si conclude in Cassazione con una declaratoria di inammissibilità. Il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché il ricorrente ha omesso di depositare la relata di notifica della sentenza d'appello, un adempimento formale ma inderogabile previsto dal codice di procedura civile.
Continua »
Condizione sospensiva: quando il contratto è inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa del mancato avveramento di una condizione sospensiva. Il contratto era subordinato all'acquisizione, da parte del venditore, di alcuni terreni di proprietà comunale. Poiché tale evento non si è verificato entro un lasso di tempo ritenuto congruo dai giudici, il contratto non ha mai prodotto i suoi effetti, legittimando la richiesta di restituzione della caparra da parte del promissario acquirente.
Continua »
Incentivi progettazione: quando sorge il diritto?
Un dipendente pubblico ha richiesto gli incentivi per la progettazione di opere pubbliche svolte anni prima dell'adozione del regolamento interno dell'ente. La Corte di Cassazione ha respinto la domanda, stabilendo che il diritto a tali compensi non sorge con la prestazione lavorativa, ma solo al perfezionamento di due condizioni: la stipula di un accordo di contrattazione collettiva decentrata e l'adozione di un atto regolamentare interno che ne disciplini i criteri. Di conseguenza, il regolamento può legittimamente escludere le attività pregresse senza violare il principio di irretroattività.
Continua »
Certificato di agibilità: ritardo e rischi contrattuali
Una società immobiliare ha acquistato un bene consapevole della mancanza del certificato di agibilità, in attesa di un condono. Dopo un ritardo di 12 anni nel rilascio, ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che non vi è inadempimento del venditore se l'acquirente ha accettato contrattualmente il rischio di un ritardo dovuto a lungaggini burocratiche non imputabili alla parte venditrice.
Continua »
Interpretazione clausola contrattuale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un'acquirente immobiliare che lamentava la mancata ultimazione dei lavori di ristrutturazione. La controversia verteva sull'interpretazione di una clausola contrattuale di manleva. La Corte ha stabilito che l'interpretazione fornita dai giudici di merito, secondo cui la manleva copriva solo le pretese economiche aggiuntive dell'appaltatore e non la mancata esecuzione delle opere, era plausibile e non censurabile in sede di legittimità. Di conseguenza, la corretta interpretazione della clausola contrattuale è stata decisiva per respingere le pretese dell'acquirente.
Continua »
Debiti da lavoro: la Cassazione sulla manleva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di due società di trasporto, una cedente e una cessionaria, per il pagamento di permessi compensativi non goduti dai lavoratori. Il ricorso della società cedente, che contestava la propria responsabilità e l'interpretazione di una clausola di manleva, è stato respinto. La Corte ha chiarito che i debiti da lavoro sorti prima della cessione restano a carico del datore di lavoro originario e che la manleva opera correttamente per le passività non esposte in bilancio, proteggendo l'acquirente. La decisione consolida i principi di responsabilità nella gestione dei debiti da lavoro durante le operazioni di trasferimento aziendale.
Continua »