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Art. 1181 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 1181 Codice Civile

TFR pagato in ritardo: no alla cessazione della materia del contendere
La Lavoratrice ha richiesto un decreto ingiuntivo all'Ente Previdenziale per ottenere il TFR tramite il Fondo di Garanzia. L'Ente Previdenziale ha pagato la somma principale durante il giudizio, ma è rimasto un debito residuo per interessi e rivalutazione. La Corte d'Appello ha dichiarato la cessazione della materia del contendere e compensato le spese di lite. La Cassazione ha accolto il ricorso della Lavoratrice, stabilendo che il pagamento parziale o tardivo in corso di causa non determina la cessazione della materia del contendere se permangono contestazioni sulla fondatezza della pretesa originaria e sulla ripartizione delle spese di lite. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Mobbing del superiore: la responsabilità è extracontrattuale
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio un suo superiore per mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità per mobbing del superiore non è di natura contrattuale (come quella del datore di lavoro), ma extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Di conseguenza, si applicano le regole sull'onere della prova e il termine di prescrizione di cinque anni tipici dell'illecito civile.
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Conguaglio contributi CIGS: quando si evita la decadenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34274/2024, chiarisce i termini per il conguaglio dei contributi CIGS. La Corte ha stabilito che, per evitare la decadenza, non è sufficiente la richiesta di autorizzazione all'INPS, ma è necessario l'effettivo pagamento della differenza contributiva. Tale pagamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo alla fine del periodo di paga in cui scade il termine semestrale. Nel caso specifico, pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello, la Cassazione ha ritenuto il pagamento dell'azienda tempestivo, rigettando il ricorso dell'INPS.
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Conguaglio CIG: come evitare la decadenza per errori
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda non perde il diritto al conguaglio CIG se effettua la compensazione entro i termini di legge, anche in presenza di un errore formale nella comunicazione all'ente previdenziale. La sentenza chiarisce che l'atto che interrompe la decadenza è il conguaglio stesso (un'operazione contabile automatica) e non la richiesta o la successiva comunicazione dei dati.
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Conguaglio CIGS: quando il pagamento è tempestivo?
Una società aveva effettuato un conguaglio per recuperare le somme anticipate ai dipendenti a titolo di Cassa Integrazione (CIGS), ma l'ente previdenziale lo riteneva tardivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per evitare la decadenza, non è sufficiente una semplice richiesta, ma è necessario l'effettivo conguaglio CIGS, che si realizza con il pagamento della differenza contributiva. Tale pagamento deve avvenire entro il giorno 16 del mese successivo alla scadenza del semestre di decadenza. Nel caso specifico, la Corte ha ritenuto il conguaglio tempestivo, rigettando il ricorso dell'ente.
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Conguaglio contributi: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per il conguaglio contributi relativi a integrazioni salariali anticipate dal datore di lavoro, il termine di decadenza semestrale è rispettato con il solo atto contabile del pagamento. La successiva e tardiva trasmissione del flusso telematico (UNIEMENS) non fa perdere il diritto al rimborso, in quanto rappresenta un adempimento separato, finalizzato al controllo da parte dell'Ente Previdenziale e non al perfezionamento del conguaglio stesso.
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Conguaglio CIG: come evitare la decadenza semestrale
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i termini per il conguaglio CIG. L'Ente Previdenziale aveva negato a un'azienda il diritto di recuperare le somme anticipate per la cassa integrazione, a causa di irregolarità nei flussi telematici. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto non decade se l'operazione di conguaglio, intesa come compensazione automatica, viene effettuata tempestivamente, anche in presenza di errori nelle successive comunicazioni. La decadenza è impedita dal pagamento effettivo della differenza contributiva, non dalla perfezione formale delle denunce.
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