LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 118 Codice Penale

Rapina e aggravante agevolazione mafiosa: la colpa va provata
L'Imputato è stato condannato per una rapina aggravata dalla finalità di agevolare un clan criminale locale. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'inutilizzabilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e l'insussistenza della specifica aggravante agevolazione mafiosa. La Suprema Corte ha confermato in via definitiva la responsabilità dell'Imputato per il reato di rapina, ritenendo attendibili le prove narrative. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso limitatamente all'aggravante speciale. La sentenza di merito è stata annullata sul punto poiché i giudici non hanno dimostrato la consapevolezza dell'Imputato sulla destinazione dei proventi al sodalizio mafioso. La causa torna in Appello per un nuovo giudizio sulla pena.
Continua »
Estorsione aggravata da metodo mafioso: dipendente o complice?
Un dipendente è stato sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di estorsione aggravata da metodo mafioso. L'uomo aveva fatto da intermediario per costringere un imprenditore a consegnare gratuitamente dei pannelli da copertura al proprio datore di lavoro, un soggetto legato alla criminalità organizzata. Il dipendente si era difeso sostenendo di aver agito come semplice lavoratore ignaro delle intenzioni estorsive del capo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare. I giudici hanno chiarito che l'aggravante del metodo mafioso ha natura oggettiva e si estende a tutti i partecipanti che, come l'imputato, agiscono con la consapevolezza di sfruttare la forza intimidatrice del sodalizio criminale, anche senza minacce esplicite.
Continua »
Rapina impropria: condannato anche chi fugge prima della violenza
Il Primo Autore ha sottratto un giubbotto a una vittima e si è dato alla fuga, mentre La Complice ha aggredito la vittima con cocci di vetro per impedirne la reazione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di rapina impropria aggravata. I giudici hanno chiarito che l'aggravante delle più persone riunite non richiede un'azione contemporanea, ma la semplice compresenza sul luogo del delitto. Inoltre, l'aggravante dell'uso di armi si applica anche al concorrente non armato se l'uso dello strumento (i cocci di vetro presenti sul posto) era ampiamente prevedibile. Il ricorso è stato rigettato.
Continua »
Appropriazione indebita: limiti alla tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita aggravata a carico di un soggetto che aveva sottratto merce affidata a un trasportatore. La sentenza chiarisce che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere concessa se la condotta è stata programmata e ha violato l'affidamento contrattuale. Inoltre, l'aggravante dell'abuso di prestazione d'opera si estende anche al complice che, pur non essendo dipendente della vittima, sia consapevole del rapporto di lavoro esistente tra il coautore e la parte offesa.
Continua »
Risarcimento del danno: non basta se paga un altro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15431/2024, ha stabilito che, in caso di reato commesso da più persone, l'attenuante per il risarcimento del danno non si estende automaticamente a tutti i concorrenti. Se il pagamento è effettuato solo da alcuni, gli altri coimputati, per beneficiarne, devono dimostrare una concreta e tempestiva volontà di contribuire alla riparazione, manifestando così un ravvedimento effettivo. La Corte ha rigettato il ricorso di due imputati per tentata estorsione, confermando la condanna, poiché non avevano provato il loro personale contributo al risarcimento offerto alla vittima.
Continua »
Aggravante più persone riunite: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40242/2025, interviene su un caso di estorsione e altri reati, focalizzandosi sull'applicazione dell'aggravante più persone riunite. La Corte ha stabilito che per la configurabilità di tale circostanza sono necessari due requisiti: la compresenza fisica di almeno due persone nel luogo e al momento della condotta minacciosa, e la percezione di tale pluralità da parte della vittima. L'assenza di una verifica su questi punti ha portato all'annullamento con rinvio della sentenza per due degli imputati, mentre i ricorsi degli altri sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »
Metodo mafioso: Cassazione su estorsione e concorso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tentata estorsione aggravata dall'uso del metodo mafioso a carico di un individuo che, in concorso con un altro, aveva richiesto una somma di denaro al titolare di una ditta di trasporti come "regalo per i carcerati". La sentenza chiarisce la natura oggettiva dell'aggravante del metodo mafioso, applicabile a tutti i concorrenti nel reato, e ribadisce il valore probatorio della testimonianza della persona offesa.
Continua »
Estorsione aggravata: Cassazione chiarisce i limiti
Un individuo ha impugnato un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione aggravata, sostenendo si trattasse di una semplice lite di vicinato e che il reato non fosse consumato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del tribunale. La Corte ha chiarito che costringere una vittima a tollerare l'invasione dei propri terreni costituisce estorsione aggravata consumata e che l'aggravante del metodo mafioso si applica a tutti i concorrenti, consolidando le basi per la custodia in carcere.
Continua »
Concorso in rapina: la responsabilità dell’organizzatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9610/2024, ha confermato la condanna di un soggetto per concorso in rapina aggravata. I giudici hanno chiarito che chi organizza il reato risponde delle aggravanti, come l'uso di armi, anche se non materialmente presente. Inoltre, è stato stabilito che il risarcimento del danno effettuato da altri complici non può valere come attenuante per l'imputato che non vi ha contribuito, consolidando principi chiave sulla responsabilità penale.
Continua »
Concorso di persone nel reato: la Cassazione decide
Un uomo interviene per aiutare una complice fermata dopo un furto in un supermercato, usando violenza contro la guardia giurata. La Cassazione conferma la condanna per rapina impropria in concorso, ma annulla la sentenza riguardo l'aggravante dell'uso dell'arma (una bottiglia rotta usata dalla complice), poiché la Corte d'Appello non ha motivato perché tale aggravante dovesse essere attribuita anche al correo, che non l'ha utilizzata. Questo caso chiarisce i limiti del concorso di persone nel reato.
Continua »
Aggravante mafiosa: Cassazione su presunzione cautelare
Un soggetto accusato di estorsione e rapina con l'aggravante mafiosa ha presentato ricorso contro la sua detenzione cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per reati di tale gravità vige una 'doppia presunzione': si presumono sia la necessità della misura cautelare sia l'adeguatezza della sola custodia in carcere. La Corte ha ribadito che la partecipazione a una 'spedizione punitiva' con soggetti affiliati a clan mafiosi rende irrilevante la marginalità del contributo del singolo concorrente.
Continua »
Truffa e negligenza vittima: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa aggravata. La sentenza conferma un principio chiave: la configurabilità del reato di truffa e negligenza vittima non sono in conflitto. Anche se la vittima è stata superficiale o negligente, la responsabilità penale dell'autore del raggiro non viene meno, purché la sua azione fraudolenta sia stata la causa dell'errore e del conseguente danno patrimoniale. Il caso riguardava richieste di pagamento per abbonamenti inesistenti a riviste.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti e motivazione in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fratelli condannati per rapina e altri reati. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni dell'appello senza un reale confronto con la sentenza impugnata, e sulla richiesta di un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La sentenza ribadisce che il ricorso inammissibile è la sanzione per impugnazioni non specifiche.
Continua »
Concorso in rapina aggravata: prova e condanna
Un imputato viene condannato in primo e secondo grado per concorso in rapina aggravata. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, che contestava l'identificazione basata sul timbro vocale e la sussistenza dell'aggravante dell'uso dell'arma. La Suprema Corte conferma che l'identificazione tramite voce da parte della polizia giudiziaria è una prova valida e che l'aggravante dell'arma si estende a tutti i concorrenti consapevoli, ribadendo l'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità.
Continua »
Intestazione fittizia: il ruolo del socio occulto
Un imprenditore, accusato di intestazione fittizia e reati fiscali con l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la gravità degli indizi. La Corte ha ritenuto che il suo ruolo di co-gestore di fatto in un complesso schema di frode nel settore dei carburanti fosse sufficientemente provato. La sua condotta è stata considerata funzionale a proseguire l'attività illecita di un parente, schermando la reale proprietà delle società utilizzate come 'missing trader' per agevolare le attività di riciclaggio di un noto clan.
Continua »
Concorso anomalo: da truffa a rapina, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15956/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina aggravata, resistenza e lesioni. Il caso origina da una truffa ai danni di un'anziana, degenerata in rapina. La Corte ha stabilito che il complice, pur avendo pianificato solo la truffa, risponde della rapina a titolo di concorso anomalo, poiché l'uso della violenza era uno sviluppo logico e prevedibile del piano criminoso. Inoltre, ha ribadito che la rapina si considera consumata nel momento in cui l'agente acquisisce l'autonoma disponibilità dei beni, anche se per un tempo brevissimo e seguito da un immediato arresto.
Continua »
Tentativo di rapina: la Cassazione e la pena
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di tentativo di rapina pluriaggravata. Ha confermato la responsabilità penale di due imputati, rigettando gran parte dei loro motivi di ricorso, inclusi quelli sulla partecipazione al reato e sulle attenuanti. Tuttavia, per uno degli imputati, ha annullato la sentenza limitatamente alla quantificazione della pena, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito non avessero adeguatamente motivato la misura della pena inflitta, a fronte di specifiche doglianze difensive.
Continua »